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Il Parmigiano Reggiano nel 2017 investe 12 milioni 

Il Parmigiano Reggiano nel 2017 investe 12 milioni 

Risorse in aumento del 35% rispetto al 2016 per pubblicità e iniziative all’estero Deserti: «Vogliamo rilanciare anche le azioni a sostegno dei consumi interni»

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REGGIO EMILIA. Prende avvio in maniera decisa la nuova era in seno al Consorzio del Parmigiano Reggiano. Il neo presidente, il parmigiano Nicola Bertinelli, si è insediato al vertice dei nuovi organi da poco eletti. L’ente di tutela annuncia ora la nuova operazione a sostegno delle vendite sul mercato italiano, al quale nel 2017 sono dedicati investimenti che sfiorano i 12 milioni (il 35% in più rispetto al 2016). Dal 14 maggio al 10 giugno, informa l’ente di tutela, saranno infatti messe in campo risorse per quasi un milione di euro, destinate in prevalenza a passaggi televisivi, radiofonici e sui canali web che si aggiungono a quelle che, con l’iniziativa «Caseifici aperti» di fine aprile, ha invece coinvolto i mezzi a stampa e le radio, con un investimento superiore ai 400.000 euro. «Stiamo realizzando in questo modo - sottolinea il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti - una strategia che mette insieme un rilevante aumento delle risorse destinate ai mercati esteri (5,8 milioni nel 2017, con un aumento di 1,6 milioni rispetto al 2016) e, contemporaneamente, rilancia decisamente le azioni a sostegno dei consumi sul mercato nazionale, la cui buona tenuta - conclude - non è di per sè sufficiente ad assicurare buone condizioni di sviluppo e di remunerazione a fronte di un aumento produttivo del 5,1% nel 2016 e del 3,6% nel primo quadrimestre di quest’anno». «L'aumento degli investimenti, reso possibile dall'impegno assunto dai caseifici per il prossimo quadriennio con il graduale aumento di 1 euro del contributo consortile, non si lega però semplicemente a queste dinamiche», spiega Deserti, «l'obiettivo, infatti, è quello di comunicare più incisivamente e in modo molto articolato le caratteristiche distintive del Parmigiano Reggiano, cioè i fattori che davvero lo rendono unico. In questo rientrano il legame strettissimo con il territorio, i processi di lavorazione artigianali e assolutamente naturali, all'assenza di lattosio, la funzionalità del prodotto in ogni regime alimentare, le sue diverse caratteristiche e particolarità, che vanno dal prodotto di montagna alle diverse stagionature, al biologico, al kosher, e così via. Proprio per questo proseguiremo con la comunicazione avviata nello scorso autunno, quando abbiamo proposto un filmato con un percorso “a ritroso” che si avvia da un momento di consumo (la ristorazione d’alta qualità) per giungere progressivamente uno dei caseifici artigianali del comprensorio».

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