Gazzetta di Reggio

Reggio

Mezzo quintale di droga in garage a Pieve 

di Enrico Lorenzo Tidona
Mezzo quintale di droga in garage a Pieve 

Recuperati 44 chili di marijuana, servivano a rifornire la città. In manette tre reggiani e un albanese, tutti incensurati

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REGGIO EMILIA. Un semplice controllo di routine sul territorio da parte dei carabinieri ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di droga del valore di mezzo milione di euro. Dai 7 grammi di marijuana trovati in tasca a un giovane della montagna, i militari della stazione di Collagna sono riusciti - grazie a un forte dose di caparbietà - a scovare a Reggio Emilia, in un garage di via Fratelli Cervi, confezioni di vario peso piene di marijuana. Parliamo di ben quarantaquattro chili di droga sequestrati giovedì pomeriggio, che hanno portato all’arresto di tre reggiani e un albanese, tutti considerati insospettabili perché incensurati. Persone fuori dal radar delle forze dell’ordine, prese nel giro di poche ore grazie all’operazione antidroga condotta dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Castelnovo Monti che hanno operato congiuntamente ai colleghi della stazione di Collagna. I carabinieri della montagna sono scesi nel capoluogo reggiano dove hanno effettuato i 4 arresti e il sequestro dell’importante partita di droga destinata ai giovani di Reggio Emilia, piazza che si conferma di grande interesse visti i quantitativi scovati in questi mesi tra carabinieri e polizia. Visto l’ingente sequestro non si esclude però che la droga fosse destinata anche alle piazze di altre province emiliane. Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti i carabinieri hanno arrestato Sabri Kalaj, un 28enne di origini albanesi residente a Reggio. È lui, secondo gli investigatori, il vertice della rete dello spaccio. La droga – considerata dai militari di qualità simile a quella albanese - sarebbe stata stoccata da Kalaj nel garage di Vincenzo Vicinanza, 49 anni, carrozziere di origini campane. Un deposito probabilmente provvisorio, situato come detto in via Fratelli Cervi, a Pieve, la cui chiave però è stata trovata in casa del cittadino albanese. Una circostanza che lo ha «incastrato», chiudendo il cerchio delle indagini che hanno subito portato i frutti sperati. Kalaj e Vicinanza - difesi rispettivamente dall’avvocato Alessandro Conti e dall’avvocato Zambonini - sono in carcere, in attesa della convalida dell’arresto. Stessa sorte per Giorgio Zanforlin, libero professionista 41enne reggiano (anche lui difeso da Vinci) a sua volta in attesa di convalida. Più defilata invece la posizione di Giacomo Rustichelli, operaio reggiano di 38 anni, anche lui residente in città, ristretto prima agli arresti domiciliari e già comparso ieri mattina davanti al giudice, che ha disposto l’obbligo di firma.
Oltre ai 44 chili di marijuana sono stati ritrovati una decina di grammi di hascisc e altro materiale necessario all'attività di spaccio. Resta da capire quali siano i reali rapporti tra i quattro arrestati, ora a disposizione della procura di Reggio e del sostituto Isabella Chiesi, titolare dell’inchiesta. In pratica, dopo aver scovato i 7 grammi dal giovane della montagna, i carabinieri sono riusciti a individuare Rustichelli, considerato fornitore del primo. A casa del 38enne i carabinieri hanno rinvenuto 4 involucri sigillati contenenti circa 2 etti di marijuana e una decina di grammi di hascisc unitamente a importanti appunti contabili (nomi associati a cifre). Nel prosieguo delle indagini i carabinieri sono risaliti al fornitore a monte, Zanforlin, mentre la droga custodita nel garage di Vicinanza è stata attribuita a Kalaj, considerato il membro più alto nella rete .

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