Gazzetta di Reggio

Reggio

«Montru era buono e amava la sua famiglia» 

«Montru era buono e amava la sua famiglia» 

In una toccante lettera gli amici ricordano Marco: «Sempre disponibile, si faceva voler bene da tutti»

2 MINUTI DI LETTURA





QUATTRO CASTELLA. Gli amici di Marco, giunti in forze per la sentenza, vogliono lasciare ai giornalisti un ricordo concreto e toccante del 34enne ucciso a coltellate.
“Marco era un calciatore, un pallavolista, un nuotatore, Marco era un bagnino, un corridore, uno scalatore, Marco era una corda da saltare, era un pescatore, un ballerino. Marco era un instancabile lavoratore, Marco era un geometra, un carpentiere, un fabbro, un pittore, Marco era un muratore, un artigiano, Marco era un costruttore. Marco era inventiva, era ingegno, era l'alternativa, Marco era la soluzione. Marco era passione, fiducia, umiltà, altruismo, Marco era disponibilità, generosità, Marco era ospitalità. Marco era quello che dopo aver apparecchiato e sparecchiato, ti chiedeva che cosa volessi da mangiare. Marco era la classica persona che avresti voluto non mancasse mai da una cena, ad un incontro. Marco era quello che ti offriva una birra dopo una lunga giornata dì lavoro, e davanti ad una sigaretta ti parlava di ciò che aveva fatto, con un entusiasmo tale che, ad ascoltarlo, chiunque avrebbe prima o poi desiderato fare il muratore. Marco era quello a torso nudo, era quello con gli stivali a punta, Marco era quello con le chiavi attaccate al moschettone, Marco era un cow boy, era la pesca alla fontana del municipale Marco era quello con le maniche tirate su fino al gomito, Marco era elegante stravagante, Marco era quello con la bandana. Quello che si preoccupava che ogni cosa facesse non fosse fatta bene, fosse perfetta. Quello non sentiva, ascoltava. Annuiva con la testa. Marco era quello che se non parlava di lavoro, allora, ti raccontava della sua famiglia provando a condire ì suoi racconti con scadenti immagini che sfogliava dal suo telefonino: questa è la Melli, questo è Massi, questa la Vero, questa la Noè, questa la Giuli, qua stiamo andando, qua stiamo facendo, Era un fiume in piena e ti sommergeva di informazioni perché voleva condividere con te questo grande amore che aveva verso la sua famiglia. Marco era quello che si voleva far bene da tutti, era quella persona che ti stupiva, che avevi voglia di rivedere presto perché sicuramente ti avrebbe sorpreso di nuovo. Marco era la grigliata, Marco era quello della borsa frigo, Marco era un campeggiatore, era la coperta stesa sull'erba ad osservare le stelle. Marco era un figlio, Marco era un padre, era un marito Marco era un amico, Marco era uno della nostra compagnia, Marco era il MONTRU”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google