Negoziante “arresta” il ladro
di Enrico Lorenzo Tidona
Luca Tamagnini rincorre e ferma in via Emilia San Pietro l’uomo che fuggiva con una borsa
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REGGIO EMILIA. «Questa volta siamo riusciti a bloccarne uno». Si conclude con questa frase - e fortunatamente senza gravi conseguenze - una mattinata alquanto movimentata per Luca Tamagnini. Il giovane commerciante del centro storico, titolare dell’omonimo negozio di scarpe, è stato protagonista ieri di un inseguimento a piedi in via Emilia San Pietro, avvenuto davanti agli sguardi attoniti dei passanti. Davanti a lui, impegnato in una fuga a perdifiato, c’era un uomo di circa quarant’anni, di origine georgiana, che scappava con una borsa rubata poco prima dalla vetrina del negozio situato davanti al Credem. Sono le 12.45 quando l’attenzione di Tamagnini - presidente della sezione moda della Confcommercio di Reggio - è stata attirata dalla voce di un cliente. «Ero da solo in negozio - ci spiega - dovevo mandare delle mail ai fornitori quando una mia cliente che passava davanti alla vetrina mi ha detto di aver visto un uomo che si era messo una delle mie borse esposte sotto la giacca». Senza pensarci due volte Tamagnini ha messo la testa fuori dal negozio individuando l’uomo. «Lui mi ha riconosciuto subito e si è messo a correre - racconta il commerciante - Sono sicuro di averlo già visto girare nel mio negozio. Quando è scappato mi sono messo a rincorrerlo e sono riuscito ad agguantarlo davanti al negozio Ombre, all’altezza della galleria. Lui ha gettato via la borsa e io l’ho bloccato, sedendomi sopra una volta finito a terra». Una colluttazione durante la quale il commerciante ha rimediato un paio di gomitate sul collo e sul fianco. Da lì l’intervento di Claudio Paglia del negozio Ombre, che vista la situazione ha subito chiamato il 113. La questura ha inviato sul posto le volanti, che hanno preso in carico il cittadino georgiano, denunciato poi per furto e lesioni da Tamagnini, indagato a piede libero e a disposizione dell’ufficio immigrazione della questura. «Io sono grande e grosso e sono riuscito a reagire - dice Tamagnini - ma non è la prima volta che mi succede e ad altri poteva andare peggio. Nella manica aveva anche una polo presa dal negozio di Zamboni in centro. Siamo bersagliati e ci dobbiamo difendere».
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