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Reggio Emilia, in 300 al primo casting del film di Ligabue

Reggio Emilia, in 300 al primo casting del film di Ligabue

Il rocker correggese cerca indiani di seconda generazione per "Made in Italy". Ma qualcuno borbotta: «Anche i reggiani doc dovrebbero avere un'opportunità»

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REGGIO EMILIA. Parlano un perfetto italiano. In mano hanno libri, cellulari e tablet. Sognano di diventare attori e qualcuno di loro, grazie a Luciano Ligabue, ce la farà. Il rocker di Correggio ha infatti organizzato ieri mattina a Palazzo Allende un’audizione per “Made in Italy”. Per il terzo capitolo cinematografico dopo “Radiofreccia” e “Da zero a dieci” cerca attori di origine indiana ed età compresa tra i 19 e i 25 anni.

Nella sede della Provincia sono arrivate trecento iscrizioni e non tutti sembrano rispettare i requisiti d’ingresso. L’italiano non è un problema, come l’essere da almeno due generazioni nel nostro Paese. Il fatto è che per qualcuno il casting dovrebbe essere aperto anche ai reggiani doc: «Peccato – questo il commento di un aspirante attore – che cerchino indiani.... a me non dispiacerebbe essere scelto». Lunedì magari avranno un’occasione nel “remake”, non aperto a tutti come ieri. I protagonisti dell’audizione non “perdono le parole”, per citare ancora una celebre canzone del cantautore.

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Le ragazze e ragazzi si presentano come a una commissione di esame, fanno qualche foto e poi recitano su dialoghi del nuovo film. II loro sogno è partecipare al film con Ligabue. «È colui che ha permesso il recupero dell’Emilia Romagna dopo il terremoto – riconosce Adarsh Facchini, studente di recitazione all’Accademia nazionale del Cinema di Bologna – chiamando a sé tantissimi amici. Non ambisco a grandi vette: si sale scalino dopo scalino».La vedono così anche altri partecipanti. «Sono alle prime armi – spiega Bhagya Notari – e mi piacerebbe diventare un’attrice. Non avevo mai pensato di trovare una situazione simile, poi ho letto l’articolo che presentava l’evento. Ligabue ha scritto canzoni particolari, che mi hanno molto colpito».

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In pochi hanno visto il film d’esordio “Radiofreccia”. Tra chi l’ha fatto c’è Jaspal Kohar, videomaker. «Sono di Correggio come Ligabue – sottolinea il giovane – e da noi è un ogoglio, una figura molto importante per l’Emilia Romagna e l’Italia». «Ligabue è un cantante molto importante per Reggio – rimarca Ilaria Pinotti – e per tutta la musica italiana. Sono andata a qualche suo concerto. Mi sono presentata per curiosità: sono una principiante». «È un’esperienza mai provata prima – fa eco Ranjeet Kaur – che penso mi possa insegnare e aprire altre vie per la recitazione. Ligabue è un idolo, una persona da seguire, da cui imparare molto. Se lo potessi vedere, gli direi che lo stimo molto. È interessante come, partendo dal nulla, sia diventata una persona di fama internazionale». «Ho sempre ammirato il Liga – garantisce Pawan Callerghis, già attore per recite scolastiche in teatro – e il mio sogno nel cassetto è diventare attore».

Il casting inizia alle 10. Alle 10.40 esce la prima aspirante attrice. «Ti mettono molto a tuo agio – riconosce Cinzia Singh, 25enne di Fidenza – poi ti scattano qualche foto e ti fanno provare un paio di battute film. Come prime impressioni sono contenta, po si vedrà. Ascolto la musica di Ligabue, ma non sono una sua grande fan: il mio sogno è diventare pilota di aerei di linea».

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