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l’avvocato difensore taormina 

«Riconosciuta la provocazione il grande sconfitto è Matteo»

«Riconosciuta la provocazione il grande sconfitto è Matteo»

QUATTRO CASTELLA. I familiari albanesi dei due imputati attendono il loro “baluardo” – cioè l’avvocato Carlo Taormina – perchè una sentenza così complessa li ha più che altro frastornati.Mentre...

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QUATTRO CASTELLA. I familiari albanesi dei due imputati attendono il loro “baluardo” – cioè l’avvocato Carlo Taormina – perchè una sentenza così complessa li ha più che altro frastornati.
Mentre parlano con il legale, Fatmir Hykaj e Daniel Tufa abbandonano l’aula: nei loro visi una contenuta soddisfazione. Un basso profilo scelto poi anche da amici e parenti che non vanno oltre a un «Andiamo avanti» come commento che fa presagire l’impugnazione della sentenza. Viene , quindi, lasciato ogni discorso al difensore che, dopo essere stato molto arrembante nell’ora di replica, non è da meno nel dopo-sentenza: «Sul piano tecnico vi sono due aspetti di questa decisione che lasciano grossi varchi per l’Appello, cioè l’aver riconosciuto l’attenuante della provocazione e l’insussistenza dell’aggravante della crudeltà. Con queste premesse andremo avanti sul percorso già tracciato del far riconoscere la legittima difesa. Ovviamente soddisfazione per l’assoluzione di Tufa dall’accusa di omicidio in concorso con Hykaj, del resto che non abbia dato nessun contributo è piuttosto chiaro. Bellissima vittoria poi quella dell’esclusione del traffico di stupefacenti che doveva reggere l’impianto accusatorio». Poi, d’impeto, una stoccata a Matteo Montruccoli, il grande accusatore: «Lui ne esce malissimo, distrutto. Ha spinto sul movente della droga che sta solo nella sua mente». Un attacco che non sorprende, perché anche ieri Taormina – nella replica – ha tacciato Matteo di essere un falso «redento» e di aver detto la verità solo durante quelle parole intercettate mentre era in ospedale, quando i dialoghi non erano solo con i familiari ma anche con il pm Pantani che l’interrogava. Il difensore ha poi suscitato la reazione dei genitori quando è entrato nella sua ricostruzione di quella tragica notte nel monolocale alle Forche, dipingendo come violento Marco. «Mio figlio è morto!» gli urla la madre, mentre il padre, in precedenza, alza la voce rimarcando: «Ma era a mani nude, avvocato!». Matteo, per non innervosirsi troppo, uscirà dall’aula per buona parte della replica di Taormina. Sa perfettamente di essere un suo bersaglio. (t.s.)

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