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Sicam, la stampa tedesca ipotizza un futuro cinese 

di Mauro Pinotti
Sicam, la stampa tedesca ipotizza un futuro cinese 

Per il giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung, accordo già raggiunto dalla Bosch Ceduti 14 siti, tra cui quello di Correggio. I sindacati: «Sempre più preoccupati» 

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CORREGGIO. La Sicam srl di Correggio sarà venduta ai cinesi. A ipotizzarlo è il quotidiano tedesco “Frankfurter Allgemeine Zeitung” (Faz). Il gruppo Bosch, tra i leader mondiali nei componenti per auto, avrebbe trovato un acquirente per le attività negli starter auto e nei generatori, business nei quali non è più così semplice guadagnare. Secondo un dossier in mano al giornale tedesco, Bosch si sarebbe accordata a fine aprile scorso per cedere alcune aziende o attività ad acquirenti cinesi.
Il quotidiano Faz indica che il gruppo tedesco non ha ancora ufficializzato l’operazione in quanto intende prima informare i 6.300 addetti coinvolti in 14 siti. In Germania sono 600 a Hildesheim, (Bassa Sassonia) e 500 a Schwieberdingen (land del Baden-Württemberg), i dipendenti di starter auto e generatori Bosch che lavorano nei settori che dovrebbero essere venduti ai cinesi. Tra questi 14 siti ci potrebbe essere anche la storica aziende correggese fondata nel 1975 e che dal 2007 è entrata a far parte della multinazionale tedesca del gruppo Bosch.
Per capirlo bisogna rispondere a tre domande. Il settore smontagomme, equilibratrici per auto, moto e autocarri non è più strategico? Sulla vendita pesa anche la scadenza del contratto integrativo di lavoro di fine 2017? Tutto dunque si ridurrebbe a una mera speculazione a causa di ridotti margini di guadagno, rispetto ai fatturati milionari di un anno fa con conseguente distribuzione di dividendi meno danarosi da destinare agli azionisti?
I lavoratori, dopo l’annuncio shock da parte della direzione aziendale sulla possibile vendita della Sicam srl si sono riuniti in assemblea per discutere del loro futuro.
«Siamo preoccupati anche se l’azienda ci ha assicurato che vaglierà la solidità degli eventuali compratori per mantenere i livelli occupazionali – afferma un lavoratore –. Qui lavorano circa 150 dipendenti di cui 60 con contatto a termine di somministrazione lavoro e 10 col Jobs Act. Ma ci sono anche un ottantina di impiegati. In azienda, in tutto siamo circa 220».
Il gruppo Bosch con tutta probabilità cederà il ramo d’azienda che produce smontagomme ed equilibratrici per auto e moto ma si terrà il settore, ancora strategico (e remunerativo) dell’aria condizionata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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