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Bar preso d’assalto con le mazze Il fumogeno fa fuggire i ladri
REGGIOLO. Intorno alle 5 di ieri mattina ignoti hanno tentato un furto al bar “La Pironda”, nell’area di servizio “Ies”, sulla Cispadana, nel Comune di Reggiolo. I ladri, dopo aver preso a colpi di...
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REGGIOLO. Intorno alle 5 di ieri mattina ignoti hanno tentato un furto al bar “La Pironda”, nell’area di servizio “Ies”, sulla Cispadana, nel Comune di Reggiolo.
I ladri, dopo aver preso a colpi di mazza la porta d’ingresso, distruggendo il cristallo, si sono introdotti nel locale per rubare denaro, sigarette e “gratta e vinci”. Il sistema d’allarme, che ha riempito il locale di fumo denso, ha però fatto desistere i malviventi dal mettere in atto la loro azione: sono stati costretti a fuggire a mani vuote.
Sull’episodio indagano i carabinieri di Reggiolo assieme ai colleghi del Nucleo radiomobile di Guastalla, intervenuti poco dopo l’effrazione.
Ma se da un lato l’impianto d’allarme ha protetto la merce custodita all’interno del bar, nulla ha potuto per difendere il locale dall’atto vandalico, ovvero alla distruzione del vetro antisfondamento che, sotto i colpi delle mazze usate dai ladri, ha ceduto.
«Ormai i furti avvenuti in questa stazione di servizio non li conto più – ha detto il proprietario Mauro Salati –. Alla sera porto via tutto. Non lascio più niente. Purtroppo questi malviventi, per entrare, spaccano tutto. Resta da quantificare il danno della vetrata; essendo vetri particolari, sono anche molto costosi. Siamo assicurati, ma visti i precedenti furti, oltre ad attrezzarci con sofisticati sistemi d’allarme spendendo altri soldi, rischiamo di pagare elevati premi assicurativi. La nostra è sempre un’attività a rischio, sia per il bar, sia per la stazione di servizio».
Nell’agosto del 2014 i ladri avevano razziato la colonnina self-service per un bottino di tremila euro. (m.p.)
I ladri, dopo aver preso a colpi di mazza la porta d’ingresso, distruggendo il cristallo, si sono introdotti nel locale per rubare denaro, sigarette e “gratta e vinci”. Il sistema d’allarme, che ha riempito il locale di fumo denso, ha però fatto desistere i malviventi dal mettere in atto la loro azione: sono stati costretti a fuggire a mani vuote.
Sull’episodio indagano i carabinieri di Reggiolo assieme ai colleghi del Nucleo radiomobile di Guastalla, intervenuti poco dopo l’effrazione.
Ma se da un lato l’impianto d’allarme ha protetto la merce custodita all’interno del bar, nulla ha potuto per difendere il locale dall’atto vandalico, ovvero alla distruzione del vetro antisfondamento che, sotto i colpi delle mazze usate dai ladri, ha ceduto.
«Ormai i furti avvenuti in questa stazione di servizio non li conto più – ha detto il proprietario Mauro Salati –. Alla sera porto via tutto. Non lascio più niente. Purtroppo questi malviventi, per entrare, spaccano tutto. Resta da quantificare il danno della vetrata; essendo vetri particolari, sono anche molto costosi. Siamo assicurati, ma visti i precedenti furti, oltre ad attrezzarci con sofisticati sistemi d’allarme spendendo altri soldi, rischiamo di pagare elevati premi assicurativi. La nostra è sempre un’attività a rischio, sia per il bar, sia per la stazione di servizio».
Nell’agosto del 2014 i ladri avevano razziato la colonnina self-service per un bottino di tremila euro. (m.p.)
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