Centinaia di abusi, pedofilo a processo
Il 40enne brasiliano arrestato a dicembre dai carabinieri chiede il rito abbreviato: prima udienza fissata il 22 giugno
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REGGIO EMILIA. È stato rinviato a giudizio con l’accusa di prostituzione minorile e pedopornografia il cittadino brasiliano 40enne arrestato nel dicembre dell’anno scorso per una serie innumerevole di reiterati e gravissimi episodi di adolescenza violata portati alla luce dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia (non scriviamo il suo nome per tutelare le vittime minorenni). In dieci anni il quarantenne era riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, pubblicizzandolo tra gli adolescenti come quello di una propria cugina particolarmente disinibita.
Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione vicino al centro di Reggio Emilia, gettava banconote ai minori in uscita dalla scuola (alcuni di soli 13 anni), convincendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere a tutti gli effetti una ragazza particolarmente disinvolta. Tutto era pianificato nei minimi dettagli e l'esperienza criminale del soggetto gli ha permesso, nel corso degli anni, di affinare le proprie abilità fino a crearsi una identità perfetta, in grado di circuire le giovani menti degli studenti. La fortissima evidenza dei fatti raccolti ha visto richiedere dalla Procura di Bologna - guidata dal Procuratore capo Giuseppe Amato - il giudizio immediato. Dal canto suo l’imputato, consapevole del materiale raccolto dai carabinieri a suo carico, ha chiesto il giudizio abbreviato, che gli consentirà in caso di condanna di beneficiare di uno sconto pari a un terzo della pena. La prima udienza è stata fissata il 22 giugno prossimo a Bologna. Una storia di depravazione, quella in cui si imbatterono i carabinieri, che per numeri e modalità non ha eguali in Italia. Teatro degli abusi la Città del Tricolore, dove il 40enne brasiliano, che peraltro aveva richiesto lo status di rifugiato politico poiché a suo dire discriminato sessualmente nel paese di origine, ha fissato la propria dimora e soddisfatto, per circa 10 anni, i suoi deviati appetiti sessuali. Il cittadino brasiliano convinceva poi le giovani vittime degli abusi a reclutare nuovi amici in cambio di soldi, per quella che pensavano essere una donna. È così che, con le varie identità di volta in volta assunte dall’inesistente cugina con i tacchi a spillo, il 40enne straniero ha fatto cadere nella propria rete decine e decine di minorenni che, in alcuni casi, “marinavano” addirittura la scuola per ricevere le prestazioni sessuali della “ragazza” all’interno dell’abitazione di quest’ultima dove guardavano anche film porno. (e.l.t.)
Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione vicino al centro di Reggio Emilia, gettava banconote ai minori in uscita dalla scuola (alcuni di soli 13 anni), convincendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere a tutti gli effetti una ragazza particolarmente disinvolta. Tutto era pianificato nei minimi dettagli e l'esperienza criminale del soggetto gli ha permesso, nel corso degli anni, di affinare le proprie abilità fino a crearsi una identità perfetta, in grado di circuire le giovani menti degli studenti. La fortissima evidenza dei fatti raccolti ha visto richiedere dalla Procura di Bologna - guidata dal Procuratore capo Giuseppe Amato - il giudizio immediato. Dal canto suo l’imputato, consapevole del materiale raccolto dai carabinieri a suo carico, ha chiesto il giudizio abbreviato, che gli consentirà in caso di condanna di beneficiare di uno sconto pari a un terzo della pena. La prima udienza è stata fissata il 22 giugno prossimo a Bologna. Una storia di depravazione, quella in cui si imbatterono i carabinieri, che per numeri e modalità non ha eguali in Italia. Teatro degli abusi la Città del Tricolore, dove il 40enne brasiliano, che peraltro aveva richiesto lo status di rifugiato politico poiché a suo dire discriminato sessualmente nel paese di origine, ha fissato la propria dimora e soddisfatto, per circa 10 anni, i suoi deviati appetiti sessuali. Il cittadino brasiliano convinceva poi le giovani vittime degli abusi a reclutare nuovi amici in cambio di soldi, per quella che pensavano essere una donna. È così che, con le varie identità di volta in volta assunte dall’inesistente cugina con i tacchi a spillo, il 40enne straniero ha fatto cadere nella propria rete decine e decine di minorenni che, in alcuni casi, “marinavano” addirittura la scuola per ricevere le prestazioni sessuali della “ragazza” all’interno dell’abitazione di quest’ultima dove guardavano anche film porno. (e.l.t.)
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