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Consegnate le borse di studio ai tre migliori delle terze medie

Consegnate le borse di studio ai tre migliori delle terze medie

POVIGLIO. Un premio ai tre giovani che più si sono distinti non soltanto per i risultati scolastici, ma anche per la maturità e l’altruismo dimostrati nel corso dell’anno. Sono state consegnate ieri...

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POVIGLIO. Un premio ai tre giovani che più si sono distinti non soltanto per i risultati scolastici, ma anche per la maturità e l’altruismo dimostrati nel corso dell’anno. Sono state consegnate ieri mattina ai ragazzi delle classi terze della Scuola secondaria di primo grado di Poviglio, le tre borse di studio, da 516 euro l’una, messe a disposizione da Marco Magnani, presidente di Faber Com, in memoria del padre Savio.
Un appuntamento che si ripete ormai da alcuni anni ed è diventato una tradizione per l’istituto scolastico povigliese, dove il riconoscimento è particolarmente sentito tra gli alunni e gli insegnanti. Alla cerimonia erano presenti, oltre l’imprenditore, il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi, la dirigente scolastica Elisabetta Mangi, la vice preside Anna Rabaglia, il maresciallo dei carabinieri Francesco Vella e il comandante vicario del Corpo di polizia municipale “Bassa reggiana” Davide Grazioli.
A ricevere le tre borse di studio sono stati gli alunni Gaia Di Pietro, Christopher Donà e Lorenzo Vezzani, scelti in quanto hanno saputo esprimere valori sociali di solidarietà e capacità relazionali all’interno del contesto scolastico, oltre a una spiccata maturità personale.
«La consegna delle borse di studio – ha spiegato il primo cittadino nel corso del proprio intervento – è un’occasione molto attesa, vera e autentica. Ringraziamo Magnani, che da privato cittadino ha voluto ricordare il padre premiando i giovani che si sono distinti».
«Queste borse di studio hanno molteplici significati – ha proseguito ancora il sindaco –: sono un segno di cura perché si occupano di un pezzo importante della comunità come voi, sono un gesto di memoria perché ricordano una persona che non c’è più e infine aiutano la comunità stessa a essere un posto, parafrasando Hemingway, “pulito e illuminato bene”, non solo fisicamente ma anche dal punto di vista etico e morale».

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