Gazzetta di Reggio

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Il comitato anti-discarica «Interrogateci su Poiatica» 

di Ambra Prati
Il comitato anti-discarica «Interrogateci su Poiatica» 

Carpineti, il gruppo definisce inquietante l’ipotesi della Dda sul traffico dei rifiuti «Possiamo essere utili su aspetti tecnici. A giugno un convegno sulle ecomafie»

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CARPINETI. «Siamo preoccupati: se si arriva a parlare di traffico illecito di rifiuti significa che dietro potrebbe esserci una organizzazione criminale nazionale o perlomeno un tessuto inquietante. Ci piacerebbe essere ascoltati dagli inquirenti». Così il comitato “Fermare la discarica” di Carpineti, attivo da anni nel vigilare sul sito, commenta l’indagine della DDA di Bologna, che punta su una possibile violazione dell’articolo 260 del Codice dell’Ambiente, quello relativo alle «attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti».
L’ipotesi di reato è stata confermata al deputato ferrarese del Pd Alessandro Bratti, presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti. La stessa Commissione ecomafie che martedì prossimo, 16 maggio alle 13.15, riceverà in audizione il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, quest’ultimo da sempre impegnato sul fronte amtimafia e che in passato si è dimesso dalla commissione legalità Iren contestando la trasparenza delle gare di appalto. Negli approfondimenti degli organi inquirenti sono stati coinvolti i carabinieri della Forestale (di recente accorpata all’Arma) e i vigili del fuoco, con tutta probabilità chiamati in causa sui problemi idraulici (perdite e sversamenti) accaduto più volte in passato a Poiatica.
«Continuiamo ad apprendere queste notizie dalla stampa, in un clima allarmante e oscuro, senza mai essere contattati – afferma il gruppo di cittadini che da anni si batte per la chiusura definitiva del sito di smaltimento –. E senza che nessuno ci convochi. Ci piacerebbe essere ascoltati da qualche organo inquirente. Ovviamente non disponiamo di informazioni top secret né pensiamo di poter fare rivelazioni sugli illeciti penali, ma su tutti gli aspetti tecnici che in questi anni hanno riguardato la nostra attività sulla discarica (progetti, ampiamenti, perdite, odori)abbiamo accumulato parecchie documentazioni e testimonianze. Saremmo disponibili ad essere coinvolti, ci piacerebbe dire la nostra».
In attesa di eventuali sviluppi investigativi, per tenere alta l’attenzione sul tema, il comitato “Fermare la discarica” preannuncia che a metà giugno organizzerà un convegno incentrato su criminalità organizzata e rifiuti. “La data probabile, da confermare, è il 17 giugno: chiameremo studiosi delle ecomafie, tra i relatori con tutta probabilità anche Bini. Crediamo che sia necessario non passare sotto silenzio quanto sta accadendo: c’è bisogno di attenzione e di riflettori accesi”.
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