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“Progetto weekend” per l’autonomia di persone disabili
BRESCELLO. E' stato presentato sabato mattina, alla casa protetta di Brescello, il “Progetto Weekend", finalizzato all’autonomia delle persone con disabilità. Si tratta di un punto-sollievo per le...
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BRESCELLO. E' stato presentato sabato mattina, alla casa protetta di Brescello, il “Progetto Weekend", finalizzato all’autonomia delle persone con disabilità. Si tratta di un punto-sollievo per le famiglie, composto da due appartamenti, che sarà attivo per due weekend al mese grazie al personale messo a disposizione dalla fondazione "Dopo di noi" di Correggio, con il sostegno finanziario dell’Unione dei Comuni Bassa Reggiana.
Al progetto, aperto a tutte le famiglie con persone con disabilità, hanno già aderito 7 nuclei familiari. Durante la mattinata di sabato sono intervenuti varie autorità locali: il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi; l'onorevole Vanna Iori (che ha seguito da vicino lo sviluppo della legge 112/2016 sul "Dopo di noi"); uno dei commissari di Brescello, Giacomo Di Matteo; la direttrice generale dell'Ausl reggiana Eva Chiericati; il presidente della fondazione "Dopo di noi" di Correggio, Sergio Calzari; il sindaco di Boretto, Massimo Gazza, delegato al welfare per l'Unione, oltre al vicario generale della diocesi di Reggio e Guastalla, don Alberto Nicelli.
Il progetto, che vuole far leva sulle risorse delle persone diversamente abili, permette di rendere futura la qualità della loro vita, mettendo in circolo processi emancipativi che vedono l’apprendimento di nuove possibili competenze, favorendo processi di autonomia, di valorizzazione della persona e di vita indipendente. Competenze spesso poco esplorate, da "provocare" a favore di nuove abilità personali e di diversi canali espressivi e comunicativi, perciò relazionali, sempre più collegati ad ambiti territoriali di contesto.
L’emancipazione ha a che fare con la possibilità di approfondire le connessioni tra il contesto sociale e la situazione personale, e dunque emerge la necessità di aprire i progetti educativi a veri e propri progetti di vita. Per questo si è pensato un progetto che possa assumere l’immagine metaforica di “ponte” che consenta di riconoscere e mantenere a queste persone abilità amicali e sociali tali da raggiungere una buona autonomia.
«E’ necessario incrementare queste possibilità – ha spiegato Gazza – con servizi più flessibili: reti invisibili che orientano in un percorso emancipativo e futurizzabile. Questo può avvenire solo attraverso una coprogettazione a reti mobili tra vari servizi, con le famiglie, con il contesto territoriale. La progettazione per e con la famiglia diventa un accompagnamento-affiancamento per favorire una separazione emancipata, una futurizzazione visibile, un “dopo di noi con noi”. Crediamo sia molto importante, poi, dare ascolto a famiglie che chiedono di essere aiutate ad anticipare questo passaggio».
Il progetto prevede l’apertura di 2 weekend al mese di quattro appartamenti – messi a disposizione dal Comune di Brescello in comodato d'uso gratuito alla fondazione "Dopo di noi" attraverso l'Asp – nei quali persone anche con disabiltà medio-grave potranno sperimentarsi in attività legate sia alla quotidianità domestica che ad attività ludico-ricreative e socializzanti.
Al progetto, aperto a tutte le famiglie con persone con disabilità, hanno già aderito 7 nuclei familiari. Durante la mattinata di sabato sono intervenuti varie autorità locali: il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi; l'onorevole Vanna Iori (che ha seguito da vicino lo sviluppo della legge 112/2016 sul "Dopo di noi"); uno dei commissari di Brescello, Giacomo Di Matteo; la direttrice generale dell'Ausl reggiana Eva Chiericati; il presidente della fondazione "Dopo di noi" di Correggio, Sergio Calzari; il sindaco di Boretto, Massimo Gazza, delegato al welfare per l'Unione, oltre al vicario generale della diocesi di Reggio e Guastalla, don Alberto Nicelli.
Il progetto, che vuole far leva sulle risorse delle persone diversamente abili, permette di rendere futura la qualità della loro vita, mettendo in circolo processi emancipativi che vedono l’apprendimento di nuove possibili competenze, favorendo processi di autonomia, di valorizzazione della persona e di vita indipendente. Competenze spesso poco esplorate, da "provocare" a favore di nuove abilità personali e di diversi canali espressivi e comunicativi, perciò relazionali, sempre più collegati ad ambiti territoriali di contesto.
L’emancipazione ha a che fare con la possibilità di approfondire le connessioni tra il contesto sociale e la situazione personale, e dunque emerge la necessità di aprire i progetti educativi a veri e propri progetti di vita. Per questo si è pensato un progetto che possa assumere l’immagine metaforica di “ponte” che consenta di riconoscere e mantenere a queste persone abilità amicali e sociali tali da raggiungere una buona autonomia.
«E’ necessario incrementare queste possibilità – ha spiegato Gazza – con servizi più flessibili: reti invisibili che orientano in un percorso emancipativo e futurizzabile. Questo può avvenire solo attraverso una coprogettazione a reti mobili tra vari servizi, con le famiglie, con il contesto territoriale. La progettazione per e con la famiglia diventa un accompagnamento-affiancamento per favorire una separazione emancipata, una futurizzazione visibile, un “dopo di noi con noi”. Crediamo sia molto importante, poi, dare ascolto a famiglie che chiedono di essere aiutate ad anticipare questo passaggio».
Il progetto prevede l’apertura di 2 weekend al mese di quattro appartamenti – messi a disposizione dal Comune di Brescello in comodato d'uso gratuito alla fondazione "Dopo di noi" attraverso l'Asp – nei quali persone anche con disabiltà medio-grave potranno sperimentarsi in attività legate sia alla quotidianità domestica che ad attività ludico-ricreative e socializzanti.
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