Reggio Emilia, il rettore dell'università nel mirino: «Stop a Ingegneria pigliatutto»
Economia si ribella: «Disparità di trattamento tra facoltà su organico e finanziamenti, scelte politiche non condivise»
Ingegneria tutto e alle altre facoltà poco o nulla. Ora basta. Si può riassumere così, in estrema sintesi, il contenuto della lettera che Giovanni Solinas, direttore di Economia, ha inviato l’11 maggio a rettore e consiglieri di amministrazione dell’Ateneo su mandato del consiglio di Dipartimento della Facoltà Marco Biagi.
Decisione giunta dopo un consiglio in cui è stato analizzato quanto sta avvenendo negli ultimi mesi all’interno dell’Ateneo, dove di fatto sembra che tutti gli sforzi economici e di organico prendano l’indirizzo di via Campi e del nuovo polo ingegneristico, complice il lancio in grande stile del progetto Automotive. Alle altre aree, che comunque hanno un ruolo importante in Unimore, resta ben poco e anzi si sentono trascurate.
A far traboccare il vaso di un malessere che nei corridoi cova da mesi, come spiega Solinas nella sua lettera, le recenti scelte in tema di punti organico, vale a dire le valutazioni che poi generano l’aumento o meno di personale e ricercatori nelle singole facoltà, da parte del consiglio di amministrazione. Scelte che «hanno suscitato perplessità e sconcerto in numerosi dipartimenti sia per le scelte fatte in tema di promozioni e arruolamenti, sia per le modalità con le quali si è pervenuti a tali decisioni riproponendo problemi aperti da tempo e ormai ineludibili» scrive Solinas, riportando i contenuti della delibera approvata all’unanimità dal consiglio di Economia.
Si apprende così che nelle ultime tre tornate «una parte straordinariamente consistente delle risorse del Fondo Finanziamenti si è concentrata in un numero limitato di aree disciplinari. Per citare qualche dato, una ricognizione dei bandi relativi al periodo 2015-2016 mostra che a Ingegneria sono state attribuite 25 posizioni, con una evidente concentrazione in alcune sub-aree; a Scienze e metodi dell’Ingegneria 13. Nello stesso periodo, per tutti gli altri dipartimenti sono stati assegnate tra le 6 e le 8 posizioni. Una situazione che con la recente assegnazione - prosegue Solinas - è diventata ancora più marcata».
E ancora «l’ultimo documento disponibile indica che all’intera area umanistica, che conta ampiamente oltre la metà delle immatricolazioni, è stata attribuita una frazione assai piccola del totale di quanto attribuito alle Ingegnerie».
Solinas nella lettera ricorda che Economia non è l’ultima arrivata all’interno dell’ateneo, che ha un suo peso come attrattività, formazione, organizzazione didattica, internazionalizzazione e ruolo della Fondazione Biagi.
Nonostante questo, quando è stato il momento di assegnare i punti organico, Economia è stata penalizzata. Da qui il sospetto che questa non sia una scelta casuale ma «il frutto di una scelta di politica universitaria mai discussa in modo aperto».
E si arriva al nocciolo della questione: chi decide, secondo quali criteri e confrontandosi con chi queste disparità di trattamento?
Già perché a quanto si apprende nella lettera «il principale organismo di indirizzo dell’Ateneo, il Senato accademico, non è mai stato coinvolto in alcuna discussione preliminare, di indirizzo. Lo stesso per la conferenza dei direttori. Quindi decisioni calate dall’alto, anche su progetti strategicamente fondamentali come è oggi quello di Automotive, sui motori del futuro. Progetto che Economia non mette in discussione per la loro qualità, anzi sostiene, e ritiene giusto che raccolga risorse. «Resta il fatto che non c’è stata alcune presentazione tecnica degna della comunità scientifica di riferimento che ne è stata essa stessa promotrice. Lo steso vale per Industria 4.0 altro progetto di punta dell’Ateneo».
Sotto accusa finisce la governance dell’Ateneo.
«L’esclusione degli organi da qualsiasi vera discussione di indirizzo fino al limite dello svilimento del Senato Accademico, pone un problema ineludibile di governance dell’Ateneo, manifestatosi in tutta la sua evidenza con l’attribuzione dei punti organico».
Il rischio è di interpretare la riforma della governance, fatta propria nel 2010 dallo Statuto, «con un rettore figura senza contrappesi reali e per la quale la distinzione tra auctoritas e potestas è del tutto effimera». Urge quindi un chiarimento, al quale Economia invita lo stesso rettore.
Nell’attesa però c’è la prima clamorosa decisione: «Il dipartimento di Economia ha deciso di sospendere l’approvazione dell’offerta formativa e delle Sua-Cds 2017-2018 e di non concedere nulla osta per attività didattica in altri dipartimenti né per tenere insegnamenti né per assumere il ruolo di docenti di riferimento».
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