Tricolore di 150 metri sfila con gli alpini al raduno nazionale
di Gabriele Farina
Il gruppo Valgranda a Treviso con le penne nere di Reggio Casalgrande, Scandiano, Ramiseto, Succiso e Castelnovo
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NOVELLARA. Che festa degli alpini è senza il Tricolore? Lo sanno bene i gruppi reggiani, assoluti protagonisti della novantesima adunata delle “Penne nere” a Treviso. I colori del gruppo Valgranda hanno risposto all’appello assieme agli alpini di Reggio Emilia, Casalgrande, Scandiano, Ramiseto, Succiso e Castelnovo Monti.
Gli alpini del nostro territorio sono partiti a decine sin da giovedì. La sfilata era prevista per ieri e i colori non potevano mancare. Cosa potevano portare i gruppi se non quella bandiera verde, bianca e rossa adottata per la prima volta ufficialmente il 7 gennaio 1797 proprio a Reggio Emilia? La scelta è stata quella ed è stata adottata in grande stile.
Tra le vie trevigiane, infatti, è sfilato un tricolore di centocinquanta metri quadrati. Sorretta da decine di volontari, la bandiera ha una lunghezza di venticinque metri e una larghezza di sei. È stata trasportata in corteo lungo viale D’Alviano, borgo Cavour, via San Liberale, via D’Annunzio, piazza della Vittoria, via Cadorna, Corso del Popolo e via Toniolo. La resa degli onori è avvenuta in piazza Vittoria. In seguito, i gruppi hanno sfilato in via Santa Margherita, via Riviera Garibaldi e via Reggimento Italia Libera.
Nomi carichi di storia, come quelli che hanno accompagnato tutta la manifestazione, iniziata ufficialmente venerdì. Il primo atto è stato l’alzabandiera con il presidente nazionale degli alpini, Ettore Benassi. Una sfilata si è tenuta anche nella serata di venerdì. In quel caso, il corteo è stato aperto dal 7° reggimento delle Penne nere, con al seguito la bandiera di guerra, i gonfaloni comunali di Treviso e i vari gagliardetti dell’Associazione nazionale alpini.
Sabato, spettacolare arrivo dei paracadutisti allo stadio trevigiano. In serata, le corali alpine si sono esibite in 41 luoghi, tra cui chiese e teatri. Infine, ieri sono arrivati diversi pullman da tutta Italia, di cui quattro soltanto dal territorio reggiano.
Gli alpini del nostro territorio sono partiti a decine sin da giovedì. La sfilata era prevista per ieri e i colori non potevano mancare. Cosa potevano portare i gruppi se non quella bandiera verde, bianca e rossa adottata per la prima volta ufficialmente il 7 gennaio 1797 proprio a Reggio Emilia? La scelta è stata quella ed è stata adottata in grande stile.
Tra le vie trevigiane, infatti, è sfilato un tricolore di centocinquanta metri quadrati. Sorretta da decine di volontari, la bandiera ha una lunghezza di venticinque metri e una larghezza di sei. È stata trasportata in corteo lungo viale D’Alviano, borgo Cavour, via San Liberale, via D’Annunzio, piazza della Vittoria, via Cadorna, Corso del Popolo e via Toniolo. La resa degli onori è avvenuta in piazza Vittoria. In seguito, i gruppi hanno sfilato in via Santa Margherita, via Riviera Garibaldi e via Reggimento Italia Libera.
Nomi carichi di storia, come quelli che hanno accompagnato tutta la manifestazione, iniziata ufficialmente venerdì. Il primo atto è stato l’alzabandiera con il presidente nazionale degli alpini, Ettore Benassi. Una sfilata si è tenuta anche nella serata di venerdì. In quel caso, il corteo è stato aperto dal 7° reggimento delle Penne nere, con al seguito la bandiera di guerra, i gonfaloni comunali di Treviso e i vari gagliardetti dell’Associazione nazionale alpini.
Sabato, spettacolare arrivo dei paracadutisti allo stadio trevigiano. In serata, le corali alpine si sono esibite in 41 luoghi, tra cui chiese e teatri. Infine, ieri sono arrivati diversi pullman da tutta Italia, di cui quattro soltanto dal territorio reggiano.
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