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Giro d'Italia a Reggio Emilia: la doppia tappa costa 250mila euro

di Massimo Sesena
Giro d'Italia a Reggio Emilia: la doppia tappa  costa 250mila euro

Duecentomila euro sono già stati garantiti dagli sponsor locali della corsa,  al Comune resta il costo dei lavori lungo la via Emilia e la Circonvallazione

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REGGIO EMILIA. Il frenetico lavoro di queste ore, con gli addetti alla manutenzione stradale intenti a tappare le buche più vistose lungo la via Emilia e la circonvallazione costerà attorno ai 40mila euro: in particolare, proprio in queste ore il grosso del lavoro è costituito dalla rimozione degli spartitraffico messi a protezione dei pedoni che rischiano di essere pericolosissimi per i velocisti della corsa che nella volata finale potrebbero farsi male contro quei manufatti.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15342447:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/05/15/news/reggio-emilia-si-prepara-al-giro-d-italia-ecco-il-vademecum-per-non-imbottigliarsi-nel-traffico-1.15342447]]

Via dunque. E via anche le buche più vistose nel tratto compreso tra la Chiesa di San Maurizio e il traguardo su viale Isonzo. Invero, la commissione tecnica che in questi giorni ha compiuto diversi sopralluoghi ha deciso che gli spartitraffico pedonali della circonvallazione possono restare al loro posto: il volatone sarà tutto sull’onda verde che costituisce i tre quarti dell’intero asse viario. E secondo i tecnici del Giro, basta e avanza. Poi, passato l’evento, occorrerà ritornare alla vecchia viabilità, riportando al loro posto tutti i manufatti. Fare e disfare, direbbe qualcuno.

E qualche umarell ieri mattina - scuotendo la testa e con le mani rigorosamente dietro la schiena - deve averlo detto, vedendo ad esempio come veniva sradicato una di queste “isole”, davanti alla scuola elementare di via Emilia Ospizio. In realtà, quella era una delle due “non semovibili”, l’altra - che dovrà essere ricostruita ex novo è quella che fino a ieri era davanti alla chiesa di San Maurizio. Per tutte le altre, basterà un muletto per ricollocarle al loro posto. Costo di questa operazione “togli e metti”, attorno ai 40 mila euro. Soldi stanziati dal Comune a cui s’aggiungono quelli - circa 10 mila euro - per l’allestimento di eventi collaterali al Giro come la mostra “Tutto Ruota” o la biciclettata intitolata “la Rossa” o il concerto della vigilia con i Bizzarro.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.15342450:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2017/05/15/fotogalleria/reggio-emilia-arriva-il-giro-via-gli-spartitraffico-1.15342450]]

Diverso il discorso legato al costo effettivo della tappa reggiana, per la quale sono stati versati 200 mila euro. Un costo comprensivo della Tappa d’arrivo, la Forlì- Reggio Emilia e di quella, successiva, di partenza, quella che da Reggio Emilia porterà Nibali & C. a Tortona. Un costo che il tandem formato da Luca Vecchi e dal presidente del Comitato di tappa, Giorgio Cimurri in questi mesi di lavoro è riuscito a far coprire interamente dagli sponsor.

Un affare o un bagno di sangue? Il dubbio che aleggiava fino a qualche settimana fa, ora sembra essersi dissolto sulla scorta dei conti della “doppia tappa” reggiana. Conti che hanno messo in evidenza, per una volta, la risposta decisamente positiva, quasi entusiastica, delle realtà imprenditoriali di casa nostra che hanno evidentemente colto l’importanza di esserci, di far parte di questo spaccato di Reggio Emilia che nelle ore della tappa verrà trasmesso in 194 Paesi, tante sono le nazioni collegate alla Corsa Rosa.
I conti tornano, quindi. E meglio così, verrebbe da dire, perché alla vigilia, il conto che la divisione Sport di Rcs aveva presentato a Reggio era abbastanza salato.

Del resto, l’input impresso dal nuovo patron di Rcs Urbano Cairo è quello di avvicinare - proprio sul fronte dei ricavi - il Giro al Tour de France. Impresa oggi improba, se si pensa che il fatturato della Grand Boucle supera i 140 milioni di euro, mentre quello della Corsa Rosa non arriva ai trenta. Questione di diritti tivù. E di un vero e proprio tariffario che in Francia stabilisce un prezzo per qualunque versione del Tour: oltr’Alpe, per capirci, pagano una “tassa” anche i paesi in cui la carovana dei corridori passa soltanto.

Per capirci, se si applicasse questo metro, per le due tappe di giovedì e venerdì dovrebbero contribuire anche i Comuni di Rubiera, Sant’llario, Montecchio e Cavriago, questi ultimi tre interessati alla partenza della tappa successiva, quella che dalla nostra provincia porterà la carovana rosa fino a Tortona. Intanto, ogni tappa fa storia a sè, come riferisce il sito Business Insider Italia: Alghero che ha ospitato la partenza del Giro ha speso 120mila euro finanziati dalla Regione Sardegna, mentre poche migliaia di euro le hanno versate anche i comuni di Olbia e Tortolì.
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