Gazzetta di Reggio

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«Addio Giorgio Rosi, esempio di vita» 

di Jacopo Della Porta
«Addio Giorgio Rosi, esempio di vita» 

Il 61enne morto sulla Brennero era volontario al circolo Poletti e aveva giocato a calcio: «Ci mancherà il suo sorriso»

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SANT’ILARIO . «Sant’Ilario perde un pezzo importante. Ci mancherà molto Giorgio, una persona amata e rispettata in paese per il suo modo di essere». Lia Pani, presidente del Circolo Arci Poletti di Sant’Ilario piange la morte dell’amico Rosi, deceduto lunedì pomeriggio in un incidente sulla Brennero.
«Era consigliere del nostro circolo e ne era stato presidente – dice l’amica -. “Gioe”, come lo chiamavamo noi, c’era sempre stato. Il suo lavoro di camionista lo impegnava durante la settimana ma appena poteva, compatibilmente con gli impegni familiari, era con noi a dare una mano. Sabato avevano fatto una festa e preparato dello gnocco fritto. Era una prova in vista del torneo di calcetto che inizierà a giugno. Avevamo tanti progetti e quando avevo qualche dubbio mi consolava dicendo: “Non ti preoccupare, ce la faremo, ce la faremo”. Era una persona solare, sempre disponibile con gli altri, aveva ironia e il pregio di non serbare mai rancore: se doveva dirti qualcosa lo faceva, in modo trasparente, ma poi la cosa era finita lì».
In queste ore in molti hanno pensato a come la sorte si sia accanita su questa famiglia, che nel 2008 aveva perso Francesco, il figlio 21enne del camionista, vinto da una malattia che lo aveva perseguitato fin dalla nascita ma alla quale aveva risposto con una gioia di vivere che è stata d’esempio a molti. Sul retro del camper di famiglia “Gioe” aveva affisso una grande foto di Francesco in barca a vela: l’ennesimo modo per tenerlo sempre nei suoi pensieri.
Giorgio viveva con la moglie Paola Rossi, impegnata nella Caritas parrocchiale, in via Nenni. Ieri la donna si è recata alla camere mortuaria del Carlo Poma di Mantova, con il figlio Lorenzo, per il triste rito del riconoscimento.
Rosi era un appassionato di calcio, uno sport che aveva praticato. «Aveva giocato come portiere con me alla fine degli anni ‘70 – ricorda Maurizio Vecchi, dirigente dello Sporting Club Sant’Ilario -. Eravamo in Prima categoria. Era un ottimo portiere e soprattutto una gran bella persona, che ho continuato a frequentare anche negli anni successivi. Il suo carattere e il modo in cui la famiglia ha affrontato la malattia di Francesco sono stati un grande esempio e un motivo di forza anche per me».
Rosi aveva finito la sua carriera calcistica a Sorbolo, in Seconda categoria. «Ma appena poteva veniva al campo e facevamo due chiacchiere», ricorda Vecchi.
Giorgio premiava ogni anno il miglior portiere al torneo di calcetto organizzato dal Circolo Arci Poletti. Un premio che a molti viene spontaneo pensare possa essere ora intitolato a lui.
«Il tuo sorriso non lo dimenticheremo mai - ha scritto l’amico Daniele Nevolo su Facebook -. Non ti ho mai visto arrabbiato. Eri un esempio di vita».
Un pensiero condiviso da molti in paese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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