Dagli anni Novanta alla lettera dei don
La discarica di Poiatica viene attivata negli anni ’90 nell’area di un ex cava lungo il corso del Secchia a pochi chilometri da Colombaia di Carpineti. In un primo momento è pensata per accogliere i...
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La discarica di Poiatica viene attivata negli anni ’90 nell’area di un ex cava lungo il corso del Secchia a pochi chilometri da Colombaia di Carpineti. In un primo momento è pensata per accogliere i rifiuti dell’allora Comunità Montana, ma successivamente – con la gestione di Agac e poi Enìa e Iren – si trasforma in uno dei principali siti di conferimento dell’intera provincia. Dopo la chiusura di Rio Riazzone a San Ruffino di Scandiano, diventa uno dei principali stabilimenti Enìa-Iren nell’intera Emilia ovest, accogliendo inerti anche da altre province e regioni.
Sono anche gli anni dei primi problemi sugli appalti per il trasporto dei rifiuti, in alcuni casi assegnati a aziende poco limpide, legate alla famiglia Ciampà. Nel 2014 le polemiche sulla pericolosità di Poiatica si riaccendono con la lettera di tre parroci della zona. Nel 2015, con l’esaurimento del quinto lotto di conferimento, la discarica viene chiusa.
Sono anche gli anni dei primi problemi sugli appalti per il trasporto dei rifiuti, in alcuni casi assegnati a aziende poco limpide, legate alla famiglia Ciampà. Nel 2014 le polemiche sulla pericolosità di Poiatica si riaccendono con la lettera di tre parroci della zona. Nel 2015, con l’esaurimento del quinto lotto di conferimento, la discarica viene chiusa.
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