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«La Bassa, una food valley Ora stop agli idrocarburi» 

«La Bassa, una food valley Ora stop agli idrocarburi» 

Novellara, Articolo 1-Mdp interviene sul caso Fantozza e dice no alle ricerche «Rispetto per un’area popolosa e con produzioni alimentari di grande qualità»

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NOVELLARA. Ricerche di idrocarburi «al solo fine di potenziare l’immagine delle aziende». Scarse possibilità di trovare giacimenti «ma rischio di individuare aree utili per lo stoccaggio». Il tutto in una pianura «con 20 milioni di abitanti che ospita produzioni alimentari di qualità». Sono i motivi del no di “Articolo 1-Movimento democratico e progressista” (Mdp) al permesso di ricerca accordato ad Aleanna Resources nell’area “Fantozza”. In un comunicato congiunto, Silvia Prodi (consigliera regionale) e Mirko Tutino (consigliere comunale a Reggio), insieme agli assessori di Novellara Carlo Veneroni, Daniele Gareri e Daniel Furlan, analizzano la situazione e i rischi nella Bassa per le ricerche in un’area che supera i 100 chilometri quadrati. Il tutto in un ottica di rilancio di una politica energetica che veda il «coinvolgimento degli enti locali» e sia basata sul «biogas generato da allevamenti zootecnici o scarti vegetali» e la «riduzione dei consumi energetici».
«È necessario tutelare il territorio con un serio principio di precauzione, subordinando la ricerca e i lavori all’ottenimento da parte dell’amministrazione pubblica delle garanzie e coperture economiche dei costi di eventuali incidenti durante le attività», si legge nella nota che sottolinea come «la pianura Padana sia stata per decenni una zona di ricerca ed estrazione degli idrocarburi, quindi è improbabile che tali indagini possano condurre alla scoperta di giacimenti inesplorati nel sottosuolo della Bassa reggiana».
Secondo Prodi, Tutino, Veneroni, Gareri e Furlan l’obiettivo della società statunitense è in primis «posizionarsi nel grande scacchiere internazionale della corsa agli idrocarburi. Acquisire informazioni e dati diventa un modo per rafforzare l'immagine di un’azienda e delle sua attività». In seconda istanza, grazie ai dati raccolti da Aleanna potrebbero «essere valutati nuovi siti di stoccaggio anche nei casi in cui l'estrazione non sia rilevante e conveniente».
Da qui l’allarme: «In una pianura con 20 milioni di abitanti che ospita produzioni alimentari di qualità, lo stoccaggio del gas non dovrebbe essere un obiettivo – spiegano gli esponenti di Mdp –. È indispensabile che sia fatta una chiara scelta politica contraria ad alimentare l'economia delle fonti fossili».
«Coerentemente con la posizione che abbiamo assunto nel referendum sulle proroghe “sine die” ai permessi di estrazione del gas naturale e di coltivazione dei giacimenti, siamo convinti che questo settore non debba essere prioritario per il futuro – spiegano –. Gli investimenti pubblici e privati si devono concentrare su un’altra politica energetica. La pianura può essere un luogo dove si produce metano risolvendo il problema dei liquami negli allevamenti zootecnici o dove si riutilizzano gli scarti vegetali per generare biogas. Tutte le stalle poi possono essere dotate di coperture per la produzione di energia solare».
Scelte di politica energetica importanti che devono essere concordate con le comunità locali: «Nonostante la tendenza dei governi degli ultimi anni a ridurre al minimo gli spazi di confronto e coinvolgimento, pensiamo che le comunità – a partire dai sindaci che le rappresentano – non debbano solamente essere informate ma debbano concorrere all’attuazione della politica energetica regionale, condividendo con la Regione una comune idea sugli obiettivi e ottenendo le risorse indispensabili per il loro raggiungimento. Energia, tutela dell’ecosistema e democrazia sono concetti che viaggiano insieme». (g.b.)
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