«Quel pugnale è un simbolo religioso»
di Vittorio Ariosi
I sikh amareggiatI dal pronunciamento della Cassazione e dai commenti: «Dipinti come delinquenti, ma siamo integrati»
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NOVELLARA . La Cassazione ha stabilito che i sikh non possono andare in giro con il kirpan, il loro pugnale sacro, sostenendo che devono adeguarsi alle nostre leggi. La sentenza ha provocato una marea di commenti, quasi tutti favorevoli ai giudici.
La questione del kirpan a Novellara si era già posta all'inizio del Duemila, all’indomani dell’inaugurazione del primo e maggiore tempio sikh d'Europa, in via Bandini, alla presenza dell’allora capo della commissione europea Romani Prodi. Da allora a Reggio e nelle altre province dove è forte questa comunità il tema è puntualmente tornato alla ribalta.
Facendosi interprete dei suoi correligionari, Joginder Singh, il patriarca della comunità sikh del tempio, si è detto profondamente amareggiato dal pronunciamento, e ancor più da certi malevoli commenti «che tendono ad accreditare i sikh come potenziali delinquenti pericolosi». Il patriarca ha ribadito che «il nostro pugnaletto non è un’arma ma un simbolo religioso».
“L’ESERCITO DEI PURI”. La questione riguarda, non tutti i sikh ma solo una minoranza, i componenti del Khalsa, l’“esercito dei puri”, ancora oggi, in mancanza di un clero, spina dorsale della comunità sikh. I cosiddetti “battezzati”, che come testimonianza della loro dichiarazione di fede portano le cinque K: il kesh, capeIli e barba mai tagliati; il kanga, un piccolo pettine; il kachera, un particolare tipo di mutandoni; il kara, un braccialetto di acciaio, e appunto il famoso kirpan. che per loro non è un’arma ma appunto un simbolo religioso.
Di questi cinque simboli, quest’ultimo ha creato qualche problema fin dall’inizio dell’immigrazione dei sikh dal Punjab. All’inizio del Duemila si pensava ancora che fosse facilmente risolvibile, con un po’ di buona volontà. Almeno così credevano l'allora sindaco Sergio Calzari e il deputato Maino Marchi, che in quel periodo si fecero portavoce delle istanze dei sikh all’allora sottosegretario Elena Montecchi.
PROBLEMI CON LA LEGGE. Alcuni dei “puri” con il kirpan in vista alla cintura erano stati multati, altri erano stati beccati in motorino con il turbante e senza il casco. Questo secondo problema fu ben presto risolto, con il buon senso appunto, riducendo al minimo il volume del turbante oppure considerando il casco come un particolare tipo di turbante. Per il kirpan, i “battezzati” non riuscivano a capire perché in Italia non si può portare un simbolico kirpan, con la lama non tagliente e lunga 6 pollici (circa 15 centimetri).
Passò qualche tempo, i templi sikh (Gurudwara) in Italia diventarono una quindicina, e dal Ministero dell'Interno fecero sapere che non erano contrari ad una soluzione concordata sulla base del buonsenso, purché tutti i gruppi dei Gurudwara fossero d’accordo, per evitare prevedibili e inutili speculazioni politiche. Tutto sembrava andare per il meglio, ma il caso arrivato in Cassazione, che riguarda un indiano residente nel Mantovano, ha gelato le speranze dei seguaci di questa religione.
COMUNITÀ INTEGRATA La sentenza della Corte di Cassazione ha scatenato una marea di dichiarazioni e di commenti, è arrivata a Novellara proprio mentre si sta preparando la giornata di domenica, che dimostra come questa comunità sia integrata nel tessuto sociale locale.
La giornata inizierà con una cerimonia al tempio sikh, presenti i rappresentanti del Comune e dell'associazionismo sociale. Al termine della cerimonia i sikh consegneranno ufficialmente un autoveicolo attrezzato alla Protezione Civile Nubilaria, come già due anni fa avevano donato un automezzo alla Croce Rossa; oltre a queste donazioni, da tempo ci sono sikh attivi come volontari sia nella Croce Rossa sia nella Protezione civile.
Finita la manifestazione al tempio di via Baldini, tutti, compresi i rappresentanti dei sikk, si trasferiranno in strada Provinciale Sud per l'inaugurazione del nuovo tempio hindu.
MORTI PER LA LIBERTÀ. A chi mette in dubbio l’adesione dei sikh ai «nostri valori» Joginder Singh ricorda che fianco del monumento ai caduti partigiani in piazza della Resistenza a Novellara c'è anche una stele con una targa che ricorda i suoi correligionari morti nell’ultima guerra combattendo per liberare l'Italia dai nazifascisti. «Rispettiamo le sentenze - ha ribadito il rappresentante - ma invitiamo certi politici a partecipare alla doppia inaugurazione che faremo domenica prossima». Il riferimento è a chi ha utilizzato la sentenza per dipingere questa comunità come lontana dai valori degli italiani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La questione del kirpan a Novellara si era già posta all'inizio del Duemila, all’indomani dell’inaugurazione del primo e maggiore tempio sikh d'Europa, in via Bandini, alla presenza dell’allora capo della commissione europea Romani Prodi. Da allora a Reggio e nelle altre province dove è forte questa comunità il tema è puntualmente tornato alla ribalta.
Facendosi interprete dei suoi correligionari, Joginder Singh, il patriarca della comunità sikh del tempio, si è detto profondamente amareggiato dal pronunciamento, e ancor più da certi malevoli commenti «che tendono ad accreditare i sikh come potenziali delinquenti pericolosi». Il patriarca ha ribadito che «il nostro pugnaletto non è un’arma ma un simbolo religioso».
“L’ESERCITO DEI PURI”. La questione riguarda, non tutti i sikh ma solo una minoranza, i componenti del Khalsa, l’“esercito dei puri”, ancora oggi, in mancanza di un clero, spina dorsale della comunità sikh. I cosiddetti “battezzati”, che come testimonianza della loro dichiarazione di fede portano le cinque K: il kesh, capeIli e barba mai tagliati; il kanga, un piccolo pettine; il kachera, un particolare tipo di mutandoni; il kara, un braccialetto di acciaio, e appunto il famoso kirpan. che per loro non è un’arma ma appunto un simbolo religioso.
Di questi cinque simboli, quest’ultimo ha creato qualche problema fin dall’inizio dell’immigrazione dei sikh dal Punjab. All’inizio del Duemila si pensava ancora che fosse facilmente risolvibile, con un po’ di buona volontà. Almeno così credevano l'allora sindaco Sergio Calzari e il deputato Maino Marchi, che in quel periodo si fecero portavoce delle istanze dei sikh all’allora sottosegretario Elena Montecchi.
PROBLEMI CON LA LEGGE. Alcuni dei “puri” con il kirpan in vista alla cintura erano stati multati, altri erano stati beccati in motorino con il turbante e senza il casco. Questo secondo problema fu ben presto risolto, con il buon senso appunto, riducendo al minimo il volume del turbante oppure considerando il casco come un particolare tipo di turbante. Per il kirpan, i “battezzati” non riuscivano a capire perché in Italia non si può portare un simbolico kirpan, con la lama non tagliente e lunga 6 pollici (circa 15 centimetri).
Passò qualche tempo, i templi sikh (Gurudwara) in Italia diventarono una quindicina, e dal Ministero dell'Interno fecero sapere che non erano contrari ad una soluzione concordata sulla base del buonsenso, purché tutti i gruppi dei Gurudwara fossero d’accordo, per evitare prevedibili e inutili speculazioni politiche. Tutto sembrava andare per il meglio, ma il caso arrivato in Cassazione, che riguarda un indiano residente nel Mantovano, ha gelato le speranze dei seguaci di questa religione.
COMUNITÀ INTEGRATA La sentenza della Corte di Cassazione ha scatenato una marea di dichiarazioni e di commenti, è arrivata a Novellara proprio mentre si sta preparando la giornata di domenica, che dimostra come questa comunità sia integrata nel tessuto sociale locale.
La giornata inizierà con una cerimonia al tempio sikh, presenti i rappresentanti del Comune e dell'associazionismo sociale. Al termine della cerimonia i sikh consegneranno ufficialmente un autoveicolo attrezzato alla Protezione Civile Nubilaria, come già due anni fa avevano donato un automezzo alla Croce Rossa; oltre a queste donazioni, da tempo ci sono sikh attivi come volontari sia nella Croce Rossa sia nella Protezione civile.
Finita la manifestazione al tempio di via Baldini, tutti, compresi i rappresentanti dei sikk, si trasferiranno in strada Provinciale Sud per l'inaugurazione del nuovo tempio hindu.
MORTI PER LA LIBERTÀ. A chi mette in dubbio l’adesione dei sikh ai «nostri valori» Joginder Singh ricorda che fianco del monumento ai caduti partigiani in piazza della Resistenza a Novellara c'è anche una stele con una targa che ricorda i suoi correligionari morti nell’ultima guerra combattendo per liberare l'Italia dai nazifascisti. «Rispettiamo le sentenze - ha ribadito il rappresentante - ma invitiamo certi politici a partecipare alla doppia inaugurazione che faremo domenica prossima». Il riferimento è a chi ha utilizzato la sentenza per dipingere questa comunità come lontana dai valori degli italiani.
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