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Sassi sull’immobile sequestrato «Le mafie si sono radicate»

Sassi sull’immobile sequestrato «Le mafie si sono radicate»

CASTELNOVO MONTI. «Il sequestro di un immobile a Castelnovo Monti è la dimostrazione come in questi anni le organizzazioni criminali, in primis la ‘ndrangheta, abbiano poggiato le loro radici anche...

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CASTELNOVO MONTI. «Il sequestro di un immobile a Castelnovo Monti è la dimostrazione come in questi anni le organizzazioni criminali, in primis la ‘ndrangheta, abbiano poggiato le loro radici anche in Emilia-Romagna. Per questo crediamo che sia necessario capire quali sono stati i rapporti e gli intrecci con la società civile che hanno portato a questo sequestro».
È questa la richiesta di Gianluca Sassi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, all’indomani della maxi-operazione disposta dalla Procura di Catanzaro, che ha portato all’arresto di 68 persone, legata anche alla gestione del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Crotone) e del gioco d’azzardo. All’interno di questa inchiesta, è stato disposto il sequestro di beni ed imprese riconducibili agli indagati, per un valore complessivo di 84 milioni di euro, e ha portato i sigilli anche ad un immobile che si trova nel comune di Castelnovo Monti.
«Si tratta di un episodio inquietante e che conferma quanto noi sosteniamo da tempo, ovvero che le organizzazioni criminali ormai hanno radicato i loro interessi anche nella nostra terra – aggiunge Gianluca Sassi –. Per questo crediamo sia indispensabile ormai per le nostre istituzioni finirla di tenere la testa sotto la sabbia e far finta che nulla stia succedendo. Parlare di anticorpi non basta più, serve un sistema efficace di contrasto agli interessi che la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta hanno in questi anni messo al centro del loro giro d’affari, primo tra tutti il gioco d’azzardo che il Movimento 5 Stelle in Regione, nei Comuni e in Parlamento sta cercando in tutti i modi di limitare, ma che Pd e governo continuano a difendere, cercando di limitare gli effetti delle norme sull’orario di apertura delle sale slot e la distanza dai luoghi sensibili come scuole e ospedali».
Con il maxi-blitz di lunedì mattina, compiuto da polizia, carabinieri e Finanza è stata disarticolata la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, con il fermo di 68 persone disposto dalla Dda di Catanzaro. A finire nella rete c’è anche Francesco Taverna (43 anni), arrestato in Calabria, ma in passato titolare di un bar di Felina e all’epoca residente a Castelnovo Monti, dove è stato sequestrato un fabbricato (in via Fornacione 2) di sua proprietà, cointestato con la moglie Daniela Arena, sorella di Pasquale Arena. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose.

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