Gazzetta di Reggio

Reggio

«Crac Unieco, il parlamento ci ascolti»  

di Roberto Fontanili
«Crac Unieco, il parlamento ci ascolti»  

Trisolini, presidente Federconsumatori, sul presidio di oggi a Montecitorio: «Serve un fondo nazionale per tutelare i soci» 

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REGGIO EMILIA. Alla vigilia della partenza per Roma dove oggi è prevista davanti al Parlamento la manifestazione nazionale di Federconsumatori in difesa del risparmio sociale e per chiedere la creazione di un fondo nazionale di garanzia, il presidente provinciale dell’associazione dei consumatori Giovanni Trisolini ci ha raggiunto in Gazzetta per fare il punto dopo le iniziative svolte in questi ultimi mesi e su quelle future.
Presidente, partiamo dalla manifestazione di Roma.
«Alle 11 diverse centinaia di soci lavoratori e prestatori delle cooperative fallite in questi anni, bruciando solo in Emilia Romagna 100 milioni di euro di risparmi, saranno davanti al Parlamento per chiedere la creazione di un fondo nazionale che garantisca il risparmio dei soci. Alle 10.30 una delegazione ristretta, di cui farò parte, sarà ricevuta dal presidente della Commissione Finanze, Francesco Boccia, e dal presidente della Commissione Attività produttive, Guglielmo Epifani: anche a loro chiederemo che i soci e i prestatori delle cooperative siano trattati come i soci delle banche fallite. Il prestito sociale è a tutti gli effetti risparmio e non speculazione finanziaria, per questo chiediamo una tutela così come prevede la Costituzione».
Quanti i partecipanti da Reggio?
«Circa un centinaio in pullman e in treno, a cui si aggiungeranno delegazioni di Varese, Milano Piacenza, Parma, Modena e quelle di altre città dove la cooperazione ha vissuto gli stessi problemi di Reggio. I soci coinvolti sono diverse migliaia».
Le vostre richieste?
«In sintesi: regole, trasparenza e controllo. A partire dall’istituzione di un fondo di garanzia nazionale che deve essere rimpinguato dal movimento cooperativo, e in particolare dalle aziende cooperative che hanno il prestito sociale, che garantisca la restituzione del risparmio perduto in questi anni e per il futuro. L’altro aspetto è la revisione del rapporto tra socio e cooperativa con controlli che siano affidati a un soggetto terzo. Le stesse regole devono valere per il passato e il futuro. Solo in questo modo si potrà recuperare un rapporto fiduciario tra base sociale e cooperative che si è fortemente incrinato».
È cambiato qualcosa dall’inizio di questa battaglia?
«La differenza l’ha fatta il crac di Unieco, che ha inferto una ferita non sono economica ma di idealità che è emersa in tutta la sua gravità. C’è gente che a Reggio è vissuta a pane e cooperazione: la politica, le istituzioni e lo stesso movimento cooperativo l’hanno capito».
Anche la cooperazione ha dato segnali di apertura?
«Qualche segnale c’è stato. Questa è la terza manifestazione: Reggio, Bologna davanti a Legacoop e adesso Roma. Nel frattempo è intervenuto anche il sindaco Luca Vecchi. Noi stiamo facendo tutto il possibile per restituire anche ai soci di Coopsette e Unieco il 40% del prestito come è accaduto per Orion e Cmr. Le nostre iniziative hanno prodotto una mozione alla Camera e un’interpellanza urgente a Camera e Senato, il Consiglio Comunale di Reggio e la giunta regionale hanno di fatto appoggiato le nostre richieste e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha anche coinvolto il Governo».
Dopo Roma come vi muoverete?
«Federconsumatori, con la Cgil che è stata sempre al nostro fianco, sta preparando una proposta di legge sulla tutela de prestito sociale e auspichiamo che il Governo ci convochi per un confronto tecnico. Inoltre per monitorare quanto accadrà nella provincia di Reggio, è stata accolta la nostra proposta di istituire un tavolo di confronto che lavorerà nelle prossime settimane e che sarà presieduto dal presidente della Provincia».

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