Rubiera
Il lungo abbraccio della via Emilia
di Cristiana FIlippini
Sui cigli della strada per vedere sfilare la carovana dei ciclisti
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RUBIERA . Alla fine l’emozione per il passaggio della tappa del giro d’Italia ha avuto la meglio sui disagi che questo passaggio ha inevitabilmente creato al comune di Rubiera.
Il paese ha iniziato a cambiare aspetto a partire dalle 13 quando sono iniziati i primi “appostamenti” degli addetti ai lavori negli snodi principali della via Emilia, per arrivare poco dopo le 14.30 (come ampiamente previsto) al blocco totale della circolazione su tutto il tratto rubierese della via Emilia . Un blocco che ha avuto il potere di creare un silenzio surreale, che ai non “più giovani” ha ricordato tanto il periodo dell’austerity dei primi anni Settanta.
È stato in quel lasso di tempo, fra le 13 e le 14.30, che si è registrato un generale fuggi-fuggi per chi doveva spostarsi dalla zona sud a quella nord del paese, e viceversa. Senza dimenticare che il passaggio pedonale nella rotonda nella zona della stazione è sempre rimasto accessibile, tranne che – ovviamente – durante il passaggio della carovana e dei ciclisti. Ma tutto è scivolato via senza grossi disagi.
E finalmente poco dopo le 15.30 la magica e complessa corsa rosa del giro d’Italia è entrata nel territorio reggiano con la carovana di auto che, come da prassi, precede il gruppo dei ciclisti.
Era il segnale che da lì a poco sarebbero passati i campioni delle due ruote. Un passaggio veloce ma non velocissimo, visto che per attraversare il tratto rubierese i corridori hanno dovuto affrontare ben quattro rotonde (sistemate a dovere proprio per accogliere al meglio la tappa del giro). Ed è stato a quel punto che i tanti rubieresi, ma non solo, hanno tributato il giusto e caloroso “abbraccio” ai ciclisti.
E pazienza se le tante aziende che si trovano proprio ai margini della via Emilia, per un pomeriggio, hanno dovuto quasi azzerare le operazioni di carico e scarico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il paese ha iniziato a cambiare aspetto a partire dalle 13 quando sono iniziati i primi “appostamenti” degli addetti ai lavori negli snodi principali della via Emilia, per arrivare poco dopo le 14.30 (come ampiamente previsto) al blocco totale della circolazione su tutto il tratto rubierese della via Emilia . Un blocco che ha avuto il potere di creare un silenzio surreale, che ai non “più giovani” ha ricordato tanto il periodo dell’austerity dei primi anni Settanta.
È stato in quel lasso di tempo, fra le 13 e le 14.30, che si è registrato un generale fuggi-fuggi per chi doveva spostarsi dalla zona sud a quella nord del paese, e viceversa. Senza dimenticare che il passaggio pedonale nella rotonda nella zona della stazione è sempre rimasto accessibile, tranne che – ovviamente – durante il passaggio della carovana e dei ciclisti. Ma tutto è scivolato via senza grossi disagi.
E finalmente poco dopo le 15.30 la magica e complessa corsa rosa del giro d’Italia è entrata nel territorio reggiano con la carovana di auto che, come da prassi, precede il gruppo dei ciclisti.
Era il segnale che da lì a poco sarebbero passati i campioni delle due ruote. Un passaggio veloce ma non velocissimo, visto che per attraversare il tratto rubierese i corridori hanno dovuto affrontare ben quattro rotonde (sistemate a dovere proprio per accogliere al meglio la tappa del giro). Ed è stato a quel punto che i tanti rubieresi, ma non solo, hanno tributato il giusto e caloroso “abbraccio” ai ciclisti.
E pazienza se le tante aziende che si trovano proprio ai margini della via Emilia, per un pomeriggio, hanno dovuto quasi azzerare le operazioni di carico e scarico.
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