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La Zucchi senza le auto diventa il cuore della festa 

di Luigi Vinceti
La Zucchi senza le auto diventa il cuore della festa 

Qui è sorto un vero e proprio villaggio con decine di camper, tende, pullman Tra i bambini che propongono il loro show e i ricordi di chi giovane lo è stato 

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REGGIO EMILIA . Oltre allo show della gara vera e propria con i campioni della pedalata protagonisti indiscussi della scena, il Giro d’Italia ha regalato ieri alla città altri due straordinari spettacoli. Uno fatto di ragazzini, l’altro di ex pedalatori che hanno rivissuto le emozioni provate in anni spesso molto lontani.
Punto nodale l’area alle spalle della ex Zucchi dove è sorto un vero e proprio villaggio composto da decine di tende, pullman e camper che innalzavano le insegne di decine di sponsor e distribuivano gadget a iosa a chi era disposto a lasciare in deposito nome, indirizzo telematico e telefono. All’altezza del Parco del Popolo decine di persone sdraiate sull’erba aspettavano intanto l'arrivo della carovana rosa.
Ma là dove di solito i reggiani parcheggiano le auto si è creato un fiume di persone in perenne movimento incuriosito dai richiami musicali diffusi a tutto volume.
Pochi metri più in là, alle spalle dell’ateneo, un altro piccolo show, questa volta fatto da un centinaio di bambini. Che per prima cosa sono andati orgogliosamente a sfilare, rigorosamente in maglia rosa, sotto lo striscione del traguardo accompagnati da Ivano Prandi, rappresentante del Coni. Li hanno radunati la ciclistica di Cavriago e la Reggiolese unitamente ai Cooperatori della Granfondo. Mario Ferrari, responsabile del team junior, li cronometrava mentre compivano uno slalom fra i birilli e Alessandro Davoli li guidava con il megafono e quando si interrompeva ripercorreva con piacere gli anni dal 1980 al 1995 quando correva con la Crovegli, con la Ciclistica Brescello e quella di Gattatico misurandosi anche nei giri di Normandia, Calabria e Italia.
Con loro ieri anche Franco Castagnetti mentre Luca Simonelli, che si occupa della collocazione dei corridori professionisti, non nascondeva l’interesse per i campioni in arrivo. Il ds reggiolese Daniele Folloni (35 anni fa dilettante di rango) raccontava intanto delle fatiche fatte in gioventù e di quelle che ancora oggi comportano le corse in bici.
A tale proposito citava la forza e l’abilità di Anna Trevisi una ragazza che gareggia per la società di Cipollini. Poi c’era Gianfranco Barletta che diceva con orgoglio: «Nella tappa di oggi da Forlì a Reggio è andato in fuga Mirco Maestri, che è di Casoni di Luzzara e da due stagioni milita nel team di Reverberi. Ragazzo serio, non si droga ed è abituato a sacrificio, sentiremo parlare di lui».
William Bonvicini, seduto su una handbike, spiegava infine la gioia che provano i paraplegici quando possono montare su una di queste bici che regalano a chi vive sulle sedie a rotelle il piacere di sentire finalmente “il vento in faccia”.
Ieri dunque tante emozioni, ricordi, momenti felici che il Giro ha regalato: a vincere è stata proprio la città di Reggio Emilia.
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