Gazzetta di Reggio

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Maestri ci prova ma qui vince Gaviria 

di Matteo Spadoni
Maestri ci prova ma qui vince Gaviria 

Il colombiano della Quick Step ha battuto allo sprint Mareczko e Bennet Il protagonista di giornata è il luzzarese Maestri in fuga per più di 200km

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REGGIO EMILIA. Il colombiano Fernando Gaviria della Quick Step, si è aggiudicato la tappa reggiana, la 12esima del 100° Giro d’Italia, partita in tarda mattinata da Forlì. Una tappa che sarà ricordata per la grande prestazione di Mirco Maestri, l’atleta di Casoni di Luzzara che praticamente è stato in fuga tutta la giornata, prima in compagnia di Marco Marcato della (Uae Team Emirates) e Sergey Firsanov (Gazprom-Rusvelo), i primi due attaccanti di giornata che avevano avuto subito via libera dal gruppo, quindi tutto solo sino a 6,5 Km. dal traguardo. La tappa, la seconda disegnata tra i versanti appenninici di Toscana e Emilia Romagna, era la più lunga del Giro con i suoi 229 chilometri, ma non è stata di certo la più interessante dal punto di vista tecnico, con le squadre dei velocisti impegnate a non lasciare troppo spazio ai fuggitivi. Mirco Maestri della Bardini Csf gareggiava sulle strade di casa, quelle care agli sponsor che appoggiano il progetto giovani della famiglia Reverberi. Maestri oltre ad essere uno degli atleti che nelle ultime stagioni è stato protagonista di lunghi attacchi dalla distanza, quando ha visto che i primi attaccanti di giornata si avvantaggiavano è partito tutto solo, con il lungo rapporto da “passistone” vecchi tempi e dopo qualche chilometro ha agganciato il duo di testa. Si è dunque formato un terzetto al comando, il cui vantaggio è arrivato a sfiorare i 7’ ai piedi del primo Gpm di giornata posto a Colla di Casiglia quando al traguardo di Reggio Emilia mancavano oltre 180 Km. A transitare per primo è il russo Firsanov davanti ad uno scatenato Maestri. Dopo una ripida discesa i fuggitivi sono transitatati poi nella splendida cornice naturalistica del Mugello e del Lago del Bilancino, al primo tv di giornata a Barberino Marcato precede Maestri. I tre al km 100, come l’edizione del Giro, entrano per la prima volta nella storia della corsa rosa sull’ Autostrada A1 per salire al secondo Gpm posto sul Valico Appenninico vinto proprio da Mirco Maestri. Dopo una serie infinita di gallerie Mirco Maestri va a vincere il traguardo volante di Sasso Marconi e di conseguenza si assicura il premio combattivà. Mancano 77 Km. al traguardo ed i tre mantengono un vantaggio superiore ai 3’ e continuano a darsi cambi regolari. A Casalecchio i fuggitivi imboccano la via Emilia e sui lunghi rettilinei, mentre le squadre dei velocisti iniziano ad organizzarsi e a rosicchiare secondi su secondi. All’ingresso di Modena il vantaggio di 1’ va via via scemando e quando il gruppo inseguitore è a 20” di distacco Marcato e Firsanov si rialzano, mentre Maestri tra due ali di folla festanti al suo passaggio stringe i denti e continua nel suo attacco. A 6800 metri dall’arrivo (all’uscita di Masone), Maestri alza bandiera bianca arrendendosi dopo ben 205 Km. all’attacco, quando le squadre dei velocisti iniziano già ad impostare lo sprint. Il treno più compatto è stato senza ombre di dubbio quella della Bora-Hansgrohe, che ha controllato il gruppo da San Maurizio fino alll’ultimo chilometro. A quel punto ha provato la sortita davanti ai tantissimi tifosi albanesi Eugert Zhupa, l’atleta campione nazionale che vive da sempre a Scandiano con la famiglia, che con un attacco da autentico finisseur si è guadagnato un piccolo vantaggio per circa 300 metri prima di essere inghiottito dal gruppo lanciato a 70 Km/h con l’argentino Richeze che ha trenato e guidato alla terza vittoria in questa edizione Fernando Gaviria. Nulla da fare per il giovane velocista della Wiler Triestina, Jakub Mareczko che si è dovuto accontentare ancora una volta del secondo posto e per l'irlandese Sam Bennet terzo.

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