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«Per Paolo i campi erano la vita» 

«Per Paolo i campi erano la vita» 

Gattatico: schiacciato dal trattore, si attende il nulla osta per fissare il funerale

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GATTATICO. È sotto Procura la salma di Paolo Bertani, 70 anni, il pensionato morto tragicamente mercoledì pomeriggio, schiacciato dal trattore che guidava. La Procura di Reggio Emilia, nella persona del pm Giacomo Forte, deciderà oggi se concedere il nulla osta per il funerale. L’orientamento pare essere quello di non eseguire l’autopsia, visto che le cause del decesso paiono chiare. Il corpo è stato composto al cimitero di Praticello, in attesa di poterlo trasferire nella sala del commiato a Calerno. La notizia del tragico infortunio agricolo si è diffusa rapidamente a Praticello, dove ieri non si parlava d’altro. A partire dal bar della Polisportiva in via Valle, frequentato con assiduità dal fratello Rino.
Proprio Rino condivideva con Paolo l’amore per la campagna: insieme si occupavano dell’azienda agricola, un capannone grigio di via Valle situato dietro l’abitazione bifamiliare, dove Paolo risiedeva con la figlia, in via Pisi 16. Paolo si recava quasi ogni giorno in quel casolare, a dare da mangiare agli animali oppure ad occuparsi dell’appezzamento di terreno.
Ed è stato proprio Rino, mercoledì verso le 18.30, a lanciare l’allarme: sapeva che il fratello era alla guida del trattore, ma non vedendolo tornare è andato a cercarlo, scoprendo il mezzo agricolo dentro il canale di bonifica. Paolo era sotto il trattore: il veicolo è scivolato con tutta probabilità per una manovra errata, capovolgendosi e schiacciando il guidatore. In un primo tempo si è ipotizzato che la causa del decesso potesse essere anche l’annegamento, visto che il canale conteneva acqua: ma i lividi da schiacciamento non hanno lasciato dubbi sul fatto che ad ucciderlo è stato il trattore rovesciato.
I Bertani, nati e cresciuti a Praticello, sono conosciuti e stimati in paese. Paolo era il minore di tre fratelli: inseparabile con Rino, celibe, e unito con Italo, residente a Castelnovo Sotto. Paolo, separato dalla moglie, viveva al piano superiore rispetto a quello della figlia Nicoletta, ex giocatrice di pallavolo, e del compagno di quest’ultima. Prima della pensione, aveva lavorato per decenni come operaio specializzato alla Superbox, lo stabilimento di contenitori per bevande sulla via Emilia a Sant’Ilario, poi alla Sirma a Parma, con la stessa mansione. Da qualche tempo aveva una compagna santilariese, Alida. La sua unica passione, oltre all’agricoltura e al roseto nel cortile, era il ballo liscio, tanto che ogni sabato sera andava a ballare al circolo Arci Rondò in città.
«Un uomo sano e robusto, Gli piaceva lavorare, e i campi erano la sua vita – ha affermato ieri il compagno della figlia –. Era buono e onesto». Ieri l’abitazione è stata meta di un pellegrinaggio di amici e conoscenti. Alle 11 anche la visita di cordoglio del sindaco Gianni Maiola, dell’assessore Federica Costi e del parroco di Praticello. (am.p.)

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