Gazzetta di Reggio

Reggio

«Per scuole e strade senza nuove risorse siamo paralizzati» 

di Chiara Cabassa
«Per scuole e strade senza nuove risorse siamo paralizzati» 

Giammaria Manghi, presidente della Provincia, ieri a Roma «La manovrina diventa legge ma i conti non tornano» 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Mentre il Parlamento sta completando l’esame degli emendamenti alla cosiddetta manovrina, con il decreto “omnibus” che si appresta a diventare legge, ieri a Roma è andata in scena la mobilitazione delle Province: sindaci, presidenti e consiglieri provenienti da tutta Italia si sono riuniti al teatro Quirino. “Il taglio che paghi tu: l’Unione delle Province d’Italia difende i tuoi servizi”: questo lo slogan della giornata. Alla quale ha partecipato anche una delegazione reggiana guidata dal presidente della Provincia e presidente regionale dell’Upi Gianmaria Manghi e composta dal consigliere provinciale e sindaco di Vezzano Mauro Bigi e dal sindaco di Rio Saliceto Lucio Malavasi.
Manghi, quale l’obiettivo della mobilitazione a Roma?
«Ha rappresentato un’ulteriore tappa del percorso con cui cerchiamo di sensibilizzare Parlamento e Governo sull’emergenza che si trovano ad affrontare le Province. La realtà è che vanno stanziate risorse per permettere ai nostri enti di provvedere alle competenze che la legge di riforma ci ha assegnato, a partire dalla manutenzione di 130mila chilometri di strade, un migliaio solo nel Reggiano, e di circa 5.100 edifici scolastici frequentati da 2 milioni e mezzo di studenti».
Le rivendicazioni a che punto sono?
«Qualche mese fa abbiamo presentato un esposto cautelativo alla Procure per segnalare la situazione in cui si trovano le Province. Quindi la Sose, società creata dal Ministero dell'economia e delle finanze e dalla Banca d'Italia per elaborare studi di settore, ha calcolato il fabbisogno delle Province confermando il disavanzo di 650 milioni calcolato dall’Upi, di cui 53 milioni per l’Emilia Romagna e 7 per la Provincia di Reggio. A questo punto ci siamo trovati a Roma per ribadire come le cifre contenute nel decreto sono lontane dalle reali necessità. Da qui gli emendamenti dell’Upi al decreto 50/17».
Diamo qualche numero?
«Le cifre calcolate dal decreto sono le seguenti: alle Province arriverebbero 110 milioni per i costi di gestione, 100 per la manutenzione delle strade, 64 (ma sono considerate anche le Città metropolitane) per l’edilizia scolastica. Se il bisogno complessivo è di 650 milioni, chiaramente questa forbice deve essere sensibilmente ridotta».
È stata una mobilitazione partecipata?
«Innanzitutto, per la prima volta l’Anci ha manifestato con noi sostenendo le richieste delle Province anche perché, al di là delle strisce azzurre o tricolori, siamo tutti sindaci. Assieme a noi c’erano anche associazioni di costruttori edili che hanno visto crollare gli investimenti nel comparto pubblico. Oltre ai dirigenti scolastici, che giustamente chiedono scuole sicure ed efficienti, e naturalmente i sindacati. Anche perché se non sarà sbloccato il turn over, con i dipendenti dimezzati, le funzioni affidate alle Province saranno difficilmente attuabili».
Qualcosa si sta muovendo?
«Mi hanno positivamente stupito le recentissime dichiarazioni di Renzi che ha apertamente condiviso l’allarme lanciato dalle Provincia. Prima d’ora non era mai successo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google