Amatrice, l’invito è non mollare
di SERGIO PIROZZI*
Il sindaco di Amatrice Pirozzi risponde attraverso la Gazzetta Opportunità: ricostruire ex novo, ma di mantenere l’identità
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Cara Bernardelli, per prima cosa il mio invito è non mollare, non lamentarsi, ma indicare invece delle soluzioni. Questo mio pensiero tradotto significa accelerare sul fronte delle procedure per quel che riguarda le demolizioni, lo smaltimento delle macerie. Bisogna indicare una via che riguarda le zone urbane franche affinché il provvedimento che è stato appena licenziato, e che prevede l’esenzione delle tasse e dei contributi per le imprese che ripartiranno, abbia una durata di almeno 4 anni, e non solo 2. È il momento di creare una nuova idea di Italia centrale per le aree marginali che sostenga il mantenimento dei servizi, dove ci sono i presidi ospedalieri, dove ci sono le scuole. È fondamentale stabilire delle zone urbane franche sulla scorta di quello che è stato creato in altre aree di Italia anche con un provvedimento stabile. Aree che non sono soltanto quelle di Amatrice, ma di tutta la dorsale appenninica del centro Italia, la quale sembra essere stata scoperta solo ora con il terremoto, e che è costituita da zone straordinarie, preziose. Oggi per fare una demolizione di un edificio è obbligatorio un gruppo tecnico speciale, e poi è necessario fare l’ordinanza, di seguito la notifica a tutti i proprietari. Ma frequentemente i proprietari non si rintracciano, sono all’estero, e qualora vengano raggiunti tutti, servono le loro liberatorie. Tempi infiniti. Troppi.
Secondo me, al contrario, bisogna ricorrere a procedure di guerra, perché qui parliamo di guerra. Esempio: si fa un avviso sull’albo pretorio per dieci giorni, si avvertono i proprietari e si accelera il processo, e altrettanto deve essere previsto per lo smaltimento delle macerie. Invece, finita l’emergenza, il post terremoto è un cortocircuito, dove le attese per la ricostruzione sono lunghissime. È vero, in una situazione normale il diritto del cittadino è garantito da tutte le garanzie di legge possibili, ma penso che in un periodo di emergenza non debba essere così. Cara Bernardelli, ad Amatrice come avviene a Reggiolo, si lavora per il futuro. Il futuro è qui, lo facciamo noi: il primo luglio parte la costruzione della scuola definitiva che prenderà il posto della provvisoria, tornerà a funzionare il liceo scientifico, che era l’indirizzo della nostra scuola superiore oltre all’istituto alberghiero. Ora è un liceo scientifico sportivo internazionale, che è un unicum in Italia (ce n’è uno solo in Trentino Alto Adige) e il frutto di questa intuizione è stato recepito in un decreto della ministro Giannini e proseguito dalla Ministro Fedeli. Abbiamo avuto 29 iscritti di cui 16 da fuori Regione. Verranno a dormire ad Amatrice nel nuovo convitto.
Lavoro per questo. Lavoro cercando di valorizzare tutto quello che è il nostro territorio, il nostro ambiente. Ecco questa è la miscela del futuro.
Ora abbiamo una grande opportunità, quella di ricostruire ex novo, ma di mantenere la nostra identità. I cuori delle costruzioni possono essere di vario tipo, d’acciaio o in legno e altri materiali conservando però i caratteri architettonici che ci hanno distinti. Ripeto, è un’occasione, come quella di stipulare un patto per l’Italia centrale.
* Amatrice, 19 maggio 2017.
Secondo me, al contrario, bisogna ricorrere a procedure di guerra, perché qui parliamo di guerra. Esempio: si fa un avviso sull’albo pretorio per dieci giorni, si avvertono i proprietari e si accelera il processo, e altrettanto deve essere previsto per lo smaltimento delle macerie. Invece, finita l’emergenza, il post terremoto è un cortocircuito, dove le attese per la ricostruzione sono lunghissime. È vero, in una situazione normale il diritto del cittadino è garantito da tutte le garanzie di legge possibili, ma penso che in un periodo di emergenza non debba essere così. Cara Bernardelli, ad Amatrice come avviene a Reggiolo, si lavora per il futuro. Il futuro è qui, lo facciamo noi: il primo luglio parte la costruzione della scuola definitiva che prenderà il posto della provvisoria, tornerà a funzionare il liceo scientifico, che era l’indirizzo della nostra scuola superiore oltre all’istituto alberghiero. Ora è un liceo scientifico sportivo internazionale, che è un unicum in Italia (ce n’è uno solo in Trentino Alto Adige) e il frutto di questa intuizione è stato recepito in un decreto della ministro Giannini e proseguito dalla Ministro Fedeli. Abbiamo avuto 29 iscritti di cui 16 da fuori Regione. Verranno a dormire ad Amatrice nel nuovo convitto.
Lavoro per questo. Lavoro cercando di valorizzare tutto quello che è il nostro territorio, il nostro ambiente. Ecco questa è la miscela del futuro.
Ora abbiamo una grande opportunità, quella di ricostruire ex novo, ma di mantenere la nostra identità. I cuori delle costruzioni possono essere di vario tipo, d’acciaio o in legno e altri materiali conservando però i caratteri architettonici che ci hanno distinti. Ripeto, è un’occasione, come quella di stipulare un patto per l’Italia centrale.
* Amatrice, 19 maggio 2017.
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