Gazzetta di Reggio

Reggio

I No Pride insistono «Abbiamo già parlato con Comune e Curia» 

di Luciano Salsi
I No Pride insistono «Abbiamo già parlato con Comune e Curia» 

Messo a punto un percorso per il corteo del 3 giugno Il comitato: «Non accettiamo bestemmie e volgarità» 

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il comitato Beata Giovanna Scopelli non demorde. Insiste nel chiamare a raccolta i cattolici tradizionalisti per manifestare il 3 giugno contro il Remilia Pride, ma continua a farlo nell’anonimato, come se fosse la “Chiesa del silenzio” repressa un tempo nei paesi comunisti. Di fronte al rifiuto del Vescovo di concedere la Cattedrale, il comitato aveva preannunciato un percorso alternativo. Sembra che ne abbia già dato comunicazione alla Questura. I partecipanti eviterebbero di entrare nei luoghi di culto, che pure sono sempre aperti alla preghiera dei fedeli. Si radunerebbero al mattino in piazza XXV aprile, davanti allo spazio Gerra. Poi percorrerebbero corso Cairoli, via Mazzini, piazza Gioberti e corso Garibaldi fino a piazza Roversi. L’informazione dettagliata sulle modalità della manifestazione, secondo la legge, deve essere fornita dagli organizzatori almeno tre giorni prima. La dimostrazione si intende implicitamente autorizzata se il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, di cui fanno parte la Prefettura, la Questura e il Comune, non la vieta per motivi di ordine pubblico.
Il comitato Scopelli, in ogni caso, non esce allo scoperto. Si presenta con una pagina Facebook di cui sono amministratori Lamberto Vanoli e Gabriele Colosimo, redattore di Radio Spada. Nei giorni scorsi aveva detto di essere arrivato a 1800 adesioni. Ma a mettere nome e cognome alle proprie dichiarazioni sulla vicenda finora sono stati solo due sacerdoti, il parroco modenese Giorgio Bellei, che aveva replicato sulla Gazzetta di Reggio all’intervista di don Giordano Goccini, e Claudio Crescimanno, autore di un duro editoriale sul giornale on line La bussola quotidiana. Sono diverse, invece, le sigle rintracciabili su Internet che hanno aderito alla “processione in riparazione del peccato contro natura”. A Radio Spada, Riscossa Cristiana, Notizie Pro Vita e Chiesa e Post-Concilio si sono aggiunti Messainlatino, il quotidiano on-line La Croce, l’associazione I tre sentieri del prof. Corrado Gnerre e il sito UnaVox. Inoltre si è dichiarato “in unione di preghiera” il coordinamento nazionale Summorum Pontificum.
Il comitato afferma di avere informato della manifestazione sia la Diocesi sia il Comune. La prima non conferma. «In effetti – riferisce invece il Comune – un esponente del comitato si è recato all’Ufficio piazze e mercati per comunicare l’intenzione di manifestare in città e per chiedere se occorreva il pagamento della tassa per occupazione di suolo pubblico. Gli è stato risposto che tale pagamento non è previsto per le manifestazioni itineranti».
I promotori hanno spiegato con abbondanza di motivazioni teologiche le ragioni della loro iniziativa, ma mantengono un profilo basso sulle modalità organizzative. Infatti temono l’eventualità di uno scontro aperto con i partecipanti al Gay Pride, poichè nei giorni scorsi sono stati bersagliati sui social network da interventi polemici che essi bollano come “bestemmie, locandine volte a irridere il culto cattolico, volgarità vergognose contro santi e simboli sacri”.
«Invitiamo tutti gli aderenti al comitato – scrivono – a reagire cristianamente a questa penosa onda di odio e maleducazione. Contestualmente invitiamo a non accettare alcun tipo di provocazione da queste persone e dai loro satelliti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google