Gazzetta di Reggio

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Mezzo chilo di coca Tre spacciatori presi dalla squadra mobile 

di Jacopo Della Porta
Mezzo chilo di coca Tre spacciatori presi dalla squadra mobile 

Uno di loro girava con 16mila euro nascosti nella sua auto In un anno sequestrati a chi vende droga 175mila euro

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REGGIO EMILIA. Tre spacciatori arrestati e più di mezzo chilo di cocaina tolta dal mercato. Nell’auto di uno degli spacciatori la polizia ha trovato anche oltre 16mila euro in contanti.
Dal primo febbraio 2016 la squadra mobile, diretta da Guglielmo Battisti, ha sequestrato 175mila euro in contanti oltre a due auto di un valore di 70mila euro: una mazzata per gli spacciatori, che temono le confische dei beni al pari, se non di più, della perdita della libertà personale.
L’ultima operazione della questura è stata condotta mercoledì pomeriggio. I poliziotti tenevano sotto controllo tre persone da un po’ di tempo e hanno deciso di stringere il cerchio intorno a loro, dato che ormai gli elementi non mancavano.
In via Mameli gli agenti hanno assistito a uno scambio di droga tra l’albanese Viktor Ndoj, 35enne domiciliato in via Marx a Reggio, e un cliente straniero.
L’uomo si è poi recato in un bar di via Brigata Reggio, dove ha incontrato il fratello di 37 anni, Gjin Ndoj, e la rumena 31enne Gianina Alina Savin, residente in via Vanini a Reggio. A quel punto la banda è stata fermata e sono scattati i controlli.
Nell’auto dello spacciatore che ha ceduto le dosi in via Mameli sono stati trovati più di 16mila euro in contanti:a testimonianza di quanto sia redditizia l’attività di spaccio.
Il fratello invece a casa aveva 55,5 grammi di cocaina.
Il quantitativo maggiore di droga è stato trovato alla rumena. Addosso la donna aveva 95 grammi, suddivisi in 35 dosi. Nella sua abitazione sono stati fuori 377 grammi di cocaina, oltre a tutto il necessario per il confezionamento delle dosi.
Ai tre stranieri sono stati sequestrati numerosi telefoni cellulari, che sono stati sequestrati.
Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida degli spacciatori davanti al gip Angela Baraldi.
La rumena, difesa dall’avvocato Ernesto D’Andrea, e i due fratelli albanesi, assistiti dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Il pm Giacomo Forte ha chiesto di mettere la donna ai domiciliari e tenere dentro i fratelli.
L’avvocato D’Andrea ha chiesto il solo obbligo di firma per la donna e in subordine i domiciliari, mentre l’avvocato Bucchi si è riservato di studiare le carte prima di proporre misure meno afflittive.
Il gip nel pomeriggio ha deciso di mettere ai domiciliari la rumena e lasciare in carcere i fratelli.
L’aggressione ai beni patrimoniali è una strategia perseguita con determinazione dalla questura. Dall’inizio dell’anno la squadra mobile ha sequestrato, ai fini della confisca, oltre 20mila euro agli spacciatori, che si aggiungono ai 146mila dell’anno scorso. Sigilli anche a una Fiat 500 e un’Audi, per un valore di 70mila.
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