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Ricerca idrocarburi, la Regione ci ripensa 

Ricerca idrocarburi, la Regione ci ripensa 

Novellara: appello al ministero dello Sviluppo per sospendere i sondaggi nelle aree Fantozza e Bugia

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NOVELLARA. La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico di sospendere i permessi di ricerca di idrocarburi nella pianura emiliana, nelle aree denominate “Fantozza”, a Novellara, e “Bugià” a Carpi.
Si tratta di indagini geologiche di superficie, non impattanti per la sicurezza del territorio, e comunque non di perforazioni, ma la Regione assicura che «nessuna decisione verrà presa senza la condivisione con i cittadini e le comunità interessate».
La sospensiva, che è già stata richiesta, servirà a rispondere alle richieste dei cittadini e dei Comuni, che si sono attivati con comitati e raccolte di firme.
La Regione Emilia-Romagna segue le linee guida ricavate dalle indagini scientifiche e tecniche del rapporto Ichese, svolte in seguito alle raccomandazioni della omonima Commissione, organismo voluto dalla Regione per garantire attraverso la conoscenza, il monitoraggio e il controllo la tutela del territorio rispetto al tema delle estrazioni.
«Detto quindi che i giacimenti di idrocarburi sono di proprietà dello Stato - si legge in una nota - che la loro ricerca e il loro sfruttamento sono considerati di interesse pubblico, quando autorizzati, e che vengono effettuati da un’impresa privata in concessione, in Emilia-Romagna è in vigore un sistema di regole condivise che ha alzato notevolmente l'asticella della qualità e dei controlli che vengono svolti e che sono richiesti a tutela dei territori e per la loro valorizzazione».
Sul tema delle ricerche di idrocarburi è intervenuto ieri la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Giulia Gibertoni. «La sospensione chiesta dalla Regione per i permessi di ricerca Fantozza e Bugia è una buona notizia ma deve necessariamente essere il primo passo per ripensare e attuare un nuovo modello di sviluppo economico per la nostra regione.
Le contraddizioni nel comportamento della Regione sono evidenti e quello che si deve assolutamente evitare è che, magari tra qualche mese e con alle spalle il periodo elettorale, si ritorni a parlare di nuovo di trivelle a Modena, così come in altre province e ritorniamo a dirci le stesse cose da una parte e dall'altra».
Per l’esponente grillina «lo stop alle trivelle, ai permessi di ricerca, deve valere sempre e per tutti i territori. Dopo l’uscita dal nucleare, l’uscita dai combustibili fossili e dalle trivelle».
I sindaci dell’Unione Bassa Reggiana (Poviglio, Gualtieri, Castelnovo Sotto, Novellara, Brescello, Guastalla, Boretto, Cadelbosco Sopra, Gattatico e Bagnolo) erano intervenuti a marzo per ribadire la loro contrarietà ad ogni ipotesi di trivellazione. «Sussistono possibilità di inquinamento ambientale da perforazione causato da fluidi perforati – hanno detto i sindaci – che si disperdono nel sottosuolo contaminando le falde acquifere».

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