Cavriago, la lotta dell’invalido per avere una casa senza rampe di scale
L’operaio chiede un appartamento al piano terra L’avvocato: «Le sue condizioni stanno peggiorando»
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CAVRIAGO. È rimasto invalido dopo un intervento chirurgico alla gamba sinistra. Non può più lavorare e da mesi è in lotta per ottenere un alloggio senza scale, adeguato alle sue condizioni fisiche, che stanno purtroppo peggiorando.
Said Lamami, 49enne, nato in Marocco e residente in via Spaggiari a Cavriago, lavorava alla Comer come tornitore fino a quando nel 2015 si è sottoposto a un intervento chirurgico. Doveva essere un’operazione di routine, in day hospital, per risolvere un problema legato a una malformazione vascolare alla gamba sinistra. Da quel giorno è iniziato il suo calvario: dopo l’intervento, durato sei ore, l’uomo è andato in coma per un mese ed è stato ricoverato per nove mesi in ospedale a Parma.
Lamami rischia tuttora di perdere la gamba sinistra e le sue condizioni sono molto precarie, tanto che gli è già stata riconosciuta dallo Stato l’invalidità.
Prima del suo ritorno a casa, nell’agosto scorso, la moglie dell’operaio ha chiesto al Comune di Cavriago un alloggio consono alla nuova situazione del marito.
La coppia, che ha quattro figlie, vive in un appartamento gestito dall’Acer, che purtroppo si raggiunge con delle rampe di scale.
L’operaio, che si muove in carrozzina o con fatica con le stampelle, chiede che gli venga evitato questo sforzo, che secondo l’avvocato Maurizio Colotto, che assiste il marocchino, potrebbe essere collegato al peggioramento delle sue condizioni di salute.
A questo punto si è aperto il confronto con il Comune di Cavriago e l’Acer. L’uomo ha chiesto un appartamento al piano terra. L’ente locale ha proposto una casa su due piani in via della Repubblica, dove la camera da letto dell’operaio dovrebbe essere allestita al piano terra.
L’operaio e il suo legale ritengono che questa sistemazione non sia adeguata. «Mi è stato proposto un appartamento su due piani – dice l’uomo – io dovrei vivere relegato al piano terra e le mie figlie minorenni ai piani superiori. A Cavriago ci sono altri appartamenti popolari liberi e chiedo di poter vivere in uno di questi». L’avvocato Colotto ritiene che il perdurare di questo problema abitativo possa essere di pregiudizio alla salute dell’operaio. «La nuova sistemazione proposta non è adeguata – sostiene il legale – perché la camera da letto dovrebbe essere ricavata in uno spazio che non era previsto per questo fine. Credo che sia necessario risolvere questo problema perché la situazione è seria».
Il Comune, interpellato dalla Gazzetta di Reggio, ha preferito per il momento non commentare. (j.d.p.)
Said Lamami, 49enne, nato in Marocco e residente in via Spaggiari a Cavriago, lavorava alla Comer come tornitore fino a quando nel 2015 si è sottoposto a un intervento chirurgico. Doveva essere un’operazione di routine, in day hospital, per risolvere un problema legato a una malformazione vascolare alla gamba sinistra. Da quel giorno è iniziato il suo calvario: dopo l’intervento, durato sei ore, l’uomo è andato in coma per un mese ed è stato ricoverato per nove mesi in ospedale a Parma.
Lamami rischia tuttora di perdere la gamba sinistra e le sue condizioni sono molto precarie, tanto che gli è già stata riconosciuta dallo Stato l’invalidità.
Prima del suo ritorno a casa, nell’agosto scorso, la moglie dell’operaio ha chiesto al Comune di Cavriago un alloggio consono alla nuova situazione del marito.
La coppia, che ha quattro figlie, vive in un appartamento gestito dall’Acer, che purtroppo si raggiunge con delle rampe di scale.
L’operaio, che si muove in carrozzina o con fatica con le stampelle, chiede che gli venga evitato questo sforzo, che secondo l’avvocato Maurizio Colotto, che assiste il marocchino, potrebbe essere collegato al peggioramento delle sue condizioni di salute.
A questo punto si è aperto il confronto con il Comune di Cavriago e l’Acer. L’uomo ha chiesto un appartamento al piano terra. L’ente locale ha proposto una casa su due piani in via della Repubblica, dove la camera da letto dell’operaio dovrebbe essere allestita al piano terra.
L’operaio e il suo legale ritengono che questa sistemazione non sia adeguata. «Mi è stato proposto un appartamento su due piani – dice l’uomo – io dovrei vivere relegato al piano terra e le mie figlie minorenni ai piani superiori. A Cavriago ci sono altri appartamenti popolari liberi e chiedo di poter vivere in uno di questi». L’avvocato Colotto ritiene che il perdurare di questo problema abitativo possa essere di pregiudizio alla salute dell’operaio. «La nuova sistemazione proposta non è adeguata – sostiene il legale – perché la camera da letto dovrebbe essere ricavata in uno spazio che non era previsto per questo fine. Credo che sia necessario risolvere questo problema perché la situazione è seria».
Il Comune, interpellato dalla Gazzetta di Reggio, ha preferito per il momento non commentare. (j.d.p.)
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