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La Marazzi valuta un nuovo ricorso al Consiglio di Stato

La Marazzi valuta un nuovo ricorso al Consiglio di Stato

REGGIO EMILIA . «La Marazzi Costruzioni, in ogni caso, ha dato mandato al suo legale di valutare il ricorso dinanzi al Consiglio di Stato». È quanto riferiscono dalla stessa Marazzi sulla recente...

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REGGIO EMILIA . «La Marazzi Costruzioni, in ogni caso, ha dato mandato al suo legale di valutare il ricorso dinanzi al Consiglio di Stato». È quanto riferiscono dalla stessa Marazzi sulla recente sentenza del Tar di Parma, che era stato chiamato ad esaminare il ricorso presentato dall’azienda contro la decisione dell’Inps di Reggio di respingere le domande di cassa integrazione per la tardiva presentazione delle richieste di indennizzo e riconoscimento dei contributi figurativi.
L’impresa, difesa dall’avvocato Elena Guiducci, contestava i termini di inoltro richiamando le circolari del Ministero del Lavoro dell’ottobre e dicembre 2015, nelle quali si precisava che “la domanda deve essere presentata entro il termine di 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro”. Gli uffici dell’ente previdenziale reggiano avevano replicato alle rimostranze poiché le norme relative agli ammortizzatori sociali erano state riformate con il Decreto Legislativo n. 148 del 2015, nel quale si precisava che le domande andavano presentate “entro il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa”. Differenze dunque di pochi giorni, ma decisive e determinanti anche per il presidente del Tribunale di Parma Sergio Conti che ha deciso di respingere il ricorso della Marazzi. Dopo la sentenza, dalla Marazzi fanno tuttavia sapere di valutare il ricorso al Consiglio di Stato.
Dalla Marazzi Costruzioni, tramite il legale, aggiungono infatti «che il Collegio del Tar nella sentenza ha applicato le disposizioni normative previste dalla riforma degli ammortizzatori sociali con il Decreto Legislativo n. 148/2015, entrato in vigore il 24 settembre 2015, ma ha disapplicato le successive circolari dell’Inps e del Ministero del Lavoro, che prevedevano invece l’applicazione della previgente normativa agli eventi sospensivi precedenti l’entrata in vigore della riforma. Marazzi Costruzioni, pertanto, si è attenuta alle circolari dell’Inps e del Ministero che, evidentemente come emerge dalla sentenza, sono contra legem». Di qui la valutazione di un ricorso in consiglio di Stato.

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