Gazzetta di Reggio

Reggio

Ubriaco va in caserma per la firma 

di Marco Costanzini
Ubriaco va in caserma per la firma 

Guastalla, altri guai per il 56enne già arrestato per il blitz al bar con una pistola

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GUASTALLA. Altri guai per il 56enne che il 31 dicembre scorso venne arrestato dopo essere entrato nel Cukai Bar di Guastalla con una pistola Werther calibro 7,65 – di proprietà del padre, scomparso da pochi mesi – carica di sette munizioni.
Quel giorno, in evidente stato di agitazione, l’uomo era uscito di casa all’alba per dare la caccia alla persona che a suo dire gli aveva rovinato la vita, rubandogli 200mila euro in contanti che custodiva in casa, ed entrato nel bar aveva anche minacciato di farla finita. L’intervento della barista e del proprietario dell'edicola attigua lo avevano fatto desistere dai suoi intenti, dando la possibilità ai carabinieri di intervenire per scongiurare che avvenisse il peggio.
La storia, frutto della disperazione, finì immediatamente in mano al gip del tribunale di Reggio Emilia, Angela Baraldi, che decise di infliggere al 56enne una serie di misure restrittive: obbligo di firma quotidiana in caserma e di dimora nella città ducale, oltre al divieto di allontanamento dall’abitazione dalle 20 sino alle 8.
L’uomo, incensurato prima di quell’episodio, in questi mesi ha sempre rispettato il provvedimento, fino a quando pochi giorni fa non è incappato in nuovi guai: poco prima delle 19 i carabinieri del nucleo radiomobile di Guastalla lo hanno infatti visto arrivare in caserma, dove avrebbe dovuto firmare, zigzagando a bordo della sua moto. Un comportamento sospetto subito smascherato, perché i militari avevano ben intuito quale fosse il motivo delle sbandate: così il 56enne è stato sottoposto all’alcoltest, con esiti che hanno fugato ogni dubbio: il tasso alcolico era infatti di 1,85 grammi per litro, quasi quattro volte superiore rispetto al limite consentito.
Immediata la denuncia alla Procura reggiana da parte dei carabinieri. Anche il motociclo è stato sequestrato ed ora potrebbe essere confiscato.
La vita del 56enne era cambiata di colpo la mattina del 31 dicembre, a causa della disperazione dovuta a difficoltà familiari nonché alla recente scomparsa dei genitori.
Dopo l’arresto era stato scarcerato con gli obblighi imposti dal gip Baraldi. Il pm Giulia Stignani – coordinatrice delle indagini dei carabinieri – aveva richiesto di confermare la misura restrittiva degli arresti domiciliari, ma il giudice aveva valutato l’effetto deterrente che questi avevano già avuto sul 56enne, fino a quel momento incensurato, ritenendolo vittima del suo momento di estrema difficoltà psicologica.

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