No al Gay Pride. C’è la firma del cardinale
di Stefano Scansani
È del conservatore Burke, che si oppone alla linea di Bergoglio. Sei anni fa don Bellei lo ospitò a Modena per la messa in latino
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REGGIO EMILIA. “Ecco l’autografo con cui il cardinale Burke dà la sua benedizione ufficiale alla processione-riparazione del Comitato Giovanna Scopelli”. Con questo titolo Radio Spada posta sul suo sito online il foglio sottoscritto dal porporato durante la Marcia per la Vita che si è svolta sabato scorso a Roma.
È un altro assist contro il Gay Pride in programma a Reggio Emilia il 3 giugno. E non è un assist di poco conto: il cardinale Raymond Leo Burke è scopertamente un conservatore della linea che all’interno delle mura vaticane è in posizione critica nei confronti di Papa Francesco.
Il prelato statunitense, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, infatti è stato uno dei porporati firmatari della lettera a Bergoglio sui contenuti dell’esortazione post-sinodale Amoris laetitia sul matrimonio e la famiglia.
Gli altri: Walter Brandmüller, già presidente del Pontificio comitato di scienze storiche, gli arcivescovi emeriti Carlo Caffarra (Bologna) e Joachim Meisner (Colonia). Ma c’è chi giura che molti altri porporati e vescovi fossero e siano schierati con i quattro in prima linea nell’avanzare i “dubia”.
Radio Spada ostenta il foglio che probabilmente è stato sottoposto a Burke. Il testo: “Chiediamo la benedizione del card. Burke per il Comitato Beata Scopelli nella sua processione di riparazione del Gay Pride del 3/6/17 a Reggio Emilia”.
La firma del cardinale scorre in fondo per quasi tutta la larghezza della pagina. Radio Spada afferma di essere venuta in possesso dell’immagine (cioè del foglio), ma non spiega come, quando e da chi. Però ha aggiunto sovrimpresso il suo logo “per diffonderne la notizia ufficialmente”. Se vera e confermata, la benedizione di Burke spaccherebbe ulteriormente il quadro reggiano. Va ricordato infatti che il Comitato Giovanna Scopelli aveva in origine previsto la processione di riparazione concomitante con il Gay Pride in partenza dalla cattedrale e quindi con svolgimento verso il santuario cittadino della Ghiara. Il vescovo monsignor Massimo Camisasca ha negato tempio e sagrato. Contemporaneamente il responsabile della pastorale giovanile della diocesi don Giordano Goccini ha criticato il Comitato Giovanna Scopelli affermando che non si risponde a una provocazione con una provocazione.
Il fronte anti-Gay Pride va infoltendosi di sigle, associazioni, siti. I riparatori scrivono: “Nonostante l’onda mediatica che dura continuativamente da cinque giorni, il Comitato ha visto una netta crescita delle sue adesioni. Oltre alle realtà già presenti (Radio Spada, Riscossa Cristiana, Notizie Pro Vita, Chiesa e post-concilio) anche il network Messainlatino, il quotidiano online La Croce (testata di riferimento del Popolo della Famiglia), l’associazione I Tre sentieri del professor Corrado Gnerre, il sito UnaVox hanno aderito all’iniziativa. Inoltre il Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum”. È intervenuto contro il Gay Pride anche don Giorgio Bellei, parroco dello Spirito Santo di Modena (dove nel 2011 il cardinale Burke fu ospite per la celebrazione di una solennissima messa in latino).
È da prevedere che da oggi al 3 giugno il confronto andrà surriscaldandosi. Come osservato ieri nell’editoriale “Se il bersaglio è la linea di Bergoglio”, in discussione è anche la Chiesa che non condanna, la quale è biasimata dai conservatori, dagli oltranzisti, dai tradizionalisti cattolici. La reazione che va mobilitandosi è extra, è nazionale. Sempre da parte degli oppositori è prevedibile una sollecitazione al vescovo Camisasca perché dica la sua, perché condanni. Allora la questione sarà ulteriormente importante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È un altro assist contro il Gay Pride in programma a Reggio Emilia il 3 giugno. E non è un assist di poco conto: il cardinale Raymond Leo Burke è scopertamente un conservatore della linea che all’interno delle mura vaticane è in posizione critica nei confronti di Papa Francesco.
Il prelato statunitense, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, infatti è stato uno dei porporati firmatari della lettera a Bergoglio sui contenuti dell’esortazione post-sinodale Amoris laetitia sul matrimonio e la famiglia.
Gli altri: Walter Brandmüller, già presidente del Pontificio comitato di scienze storiche, gli arcivescovi emeriti Carlo Caffarra (Bologna) e Joachim Meisner (Colonia). Ma c’è chi giura che molti altri porporati e vescovi fossero e siano schierati con i quattro in prima linea nell’avanzare i “dubia”.
Radio Spada ostenta il foglio che probabilmente è stato sottoposto a Burke. Il testo: “Chiediamo la benedizione del card. Burke per il Comitato Beata Scopelli nella sua processione di riparazione del Gay Pride del 3/6/17 a Reggio Emilia”.
La firma del cardinale scorre in fondo per quasi tutta la larghezza della pagina. Radio Spada afferma di essere venuta in possesso dell’immagine (cioè del foglio), ma non spiega come, quando e da chi. Però ha aggiunto sovrimpresso il suo logo “per diffonderne la notizia ufficialmente”. Se vera e confermata, la benedizione di Burke spaccherebbe ulteriormente il quadro reggiano. Va ricordato infatti che il Comitato Giovanna Scopelli aveva in origine previsto la processione di riparazione concomitante con il Gay Pride in partenza dalla cattedrale e quindi con svolgimento verso il santuario cittadino della Ghiara. Il vescovo monsignor Massimo Camisasca ha negato tempio e sagrato. Contemporaneamente il responsabile della pastorale giovanile della diocesi don Giordano Goccini ha criticato il Comitato Giovanna Scopelli affermando che non si risponde a una provocazione con una provocazione.
Il fronte anti-Gay Pride va infoltendosi di sigle, associazioni, siti. I riparatori scrivono: “Nonostante l’onda mediatica che dura continuativamente da cinque giorni, il Comitato ha visto una netta crescita delle sue adesioni. Oltre alle realtà già presenti (Radio Spada, Riscossa Cristiana, Notizie Pro Vita, Chiesa e post-concilio) anche il network Messainlatino, il quotidiano online La Croce (testata di riferimento del Popolo della Famiglia), l’associazione I Tre sentieri del professor Corrado Gnerre, il sito UnaVox hanno aderito all’iniziativa. Inoltre il Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum”. È intervenuto contro il Gay Pride anche don Giorgio Bellei, parroco dello Spirito Santo di Modena (dove nel 2011 il cardinale Burke fu ospite per la celebrazione di una solennissima messa in latino).
È da prevedere che da oggi al 3 giugno il confronto andrà surriscaldandosi. Come osservato ieri nell’editoriale “Se il bersaglio è la linea di Bergoglio”, in discussione è anche la Chiesa che non condanna, la quale è biasimata dai conservatori, dagli oltranzisti, dai tradizionalisti cattolici. La reazione che va mobilitandosi è extra, è nazionale. Sempre da parte degli oppositori è prevedibile una sollecitazione al vescovo Camisasca perché dica la sua, perché condanni. Allora la questione sarà ulteriormente importante.
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