Nuove povertà a Reggio Emilia, tanti italiani nella mensa aperta a tutti
Disoccupati, anziani soli e bisognosi fra i commensali ospitati in parrocchia a San Pellegrino, seduti attorno al tavolo della solidarietà
REGGIO EMILIA. Come ogni domenica, si sono ritrovati assieme a tavola, accolti dal calore dei volontari e pronti a gustare un pasto caldo. Stranieri bisognosi, ma soprattutto italiani. Persone che hanno perso il lavoro, che non riescono a sopravvivere solo con la pensione sociale, uomini che stanno cercando di uscire da dipendenze ma anche reggiani che partecipano al pranzo per stare in compagnia e sentirsi meno soli. Questo è il variegato popolo che ogni domenica, da venti anni, abita la mensa della parrocchia di San Pellegrino. Una quarantina di persone che tutte le settimane si ritrovano, si conoscono, si supportano.
Il concetto di fare beneficenza fine a se stesso a casa di don Giuseppe Dossetti non piace. Si tratta invece di un vero e proprio progetto a lungo termine, che punta al reinserimento sociale di uomini e donne in difficoltà. «Vogliamo che diventino parte attiva della nostra comunità – piace dire spesso al parroco – e quando possibile chiediamo di dare una mano con dei lavoretti. Così chi riceve aiuto lo dona a sua volta».
Una realtà che domenica, in occasione di una grossa donazione da parte del Lions Club Regium Lepidi e Cispadana, si è aperta anche alla stampa per farsi conoscere. Seduti a tavola assieme agli ospiti abituali, abbiamo così avuto modo di conoscere i volontari, i membri della parrocchia che ogni domenica offrono il loro aiuto e i loro ingredienti, e soprattutto le storie di chi viene a San Pellegrino per pranzare in compagnia.
«Dal 1998 mi occupo dell’organizzazione della mensa e dei volontari – spiega la parrocchiana Antonia Munarini prima di sedersi a tavola – siamo partiti con circa un’ottantina di persone fra uomini, donne e bambini. Alcuni poi sono cambiati, altri sono rimasti da allora. Ogni domenica ci stanno una o due famiglie, o dei gruppi di singoli, che si mettono assieme e preparano il pranzo con il cibo della parrocchia e quello offerto da alcune mense scolastiche o dal Banco Alimentare. Quello che manca poi, le cose fresche soprattutto, le portiamo noi da casa. All’inizio erano soprattutto immigrati, principalmente dall’Africa, ma da diverso tempo abbiamo principalmente italiani».
E in questo caso la storia è quasi sempre la stessa, come ci racconta un bolognese trapiantato a Reggio Emilia: «Prima lavoravo nel campo dell’edilizia, ma da ormai un anno ho perso il posto e adesso cerco di arrangiarmi con qualche lavoretto. Ho 45 anni e vorrei anche farmi una famiglia, ma in queste condizioni come faccio. Venire qui mi aiuta, si è creato un ambiente familiare».
La sua vicenda è quella maggiormente sentita a San Pellegrino. Cambiamo i contorni ma i contenuti spesso sono gli stessi: uomini che hanno perso il lavoro, o che con quel poco che guadagnano non riescono a pagare le spese, a volte persone che non hanno nemmeno un posto dove stare. Tutti però sorridono quando, finalmente, arriva il momento tanto atteso. Davanti agli ospiti vengono serviti un primo di pasta con le olive e un secondo di pollo al sugo con verdure e insalata fresca per rispettare i quattro commensali musulmani che non possono mangiare maiale. Quindi un buon caffè e un pezzo di colomba pasquale.
A preparare il tutto sono stati un gruppo appartenente a Comunione e Liberazione: «Veniamo qui una volta al mese – racconta Daria Ferretti – sentiamo molto i propositi di don Dossetti. Tanto che gli ingredienti per il secondo ho voluto portarli io da casa mia».
A dare un contributo importante, per questo 2017, sono stati anche i Lions reggiani che hanno consegnato alla parrocchia 2.000 chili di pasta, 1.500 chili di polpa di pomodoro, 1.000 chili di riso, 2.000 litri di latte, 500 chili di biscotti e di zucchero e 300 chili di tonno, oltre a una donazione economica per un valore complessivo di circa 15.000 euro.
«Uno dei nostri obiettivi è proprio la lotta alla fame – hanno spiegato Gabriele Fontanesi e Claudio Merciadri, presidente del Club Regium Lepidi – e assieme ai Lions di Fabbrico abbiamo voluto aiutare ancora la parrocchia e le sempre più numerose famiglie italiane che sono aumentate molto in questi anni. Il nostro supporto a San Pellegrino va avanti da molto, dall'arredamento parziale della casa per gli anziani alla donazione di un furgone per la raccolta delle derrate alimentari».
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