l’intervento
Bruzzone: «Episodi in crescita I genitori siano più presenti»
SANT’ILARIO D’ENZA. «Questo non è cyberbullismo, ma un episodio altrettanto grave che nasce dalla realtà virtuale e coinvolge due giovani violenti, con evidenti problematiche personali e psicologiche»...
1 MINUTI DI LETTURA
SANT’ILARIO D’ENZA. «Questo non è cyberbullismo, ma un episodio altrettanto grave che nasce dalla realtà virtuale e coinvolge due giovani violenti, con evidenti problematiche personali e psicologiche».
La psicologa e criminologa Roberta Bruzzone, che a Reggio Emilia è anche vicepresidente dell’associazione “La caramella buona onlus” contro la pedofilia, commenta così quanto accaduto sabato a Sant’Ilario.
«Il bullismo – specifica – ha prerogative diverse. Qui ci sono due adolescenti che fanno sfociare in un duello senza esclusione di colpi un’antipatia nata senza nemmeno conoscersi».
Un caso inquietante, ma non isolato: «Nel panorama mondiale i cosiddetti haters, coloro che offendono e denigrano in rete, hanno già dato ampio risalto alla loro violenza anche nel mondo reale. A noi va ancora bene che episodi di questo genere siano limitati, ma se non si riuscirà ad intervenire siamo purtroppo destinati a vederli crescere».
Come devono comportarsi i genitori? «Semplicemente – conclude Bruzzone – svolgendo il proprio ruolo, perché sulla latitanza dei genitori tocchiamo un tasto dolente. Troppo spesso si vedono mamme e papà inconsapevoli dei rischi che i figli corrono ed inadeguati nell’affrontarli. Servono attenzione e controllo. Significa fare il proprio dovere, non essere investigatori». (m.c.)
La psicologa e criminologa Roberta Bruzzone, che a Reggio Emilia è anche vicepresidente dell’associazione “La caramella buona onlus” contro la pedofilia, commenta così quanto accaduto sabato a Sant’Ilario.
«Il bullismo – specifica – ha prerogative diverse. Qui ci sono due adolescenti che fanno sfociare in un duello senza esclusione di colpi un’antipatia nata senza nemmeno conoscersi».
Un caso inquietante, ma non isolato: «Nel panorama mondiale i cosiddetti haters, coloro che offendono e denigrano in rete, hanno già dato ampio risalto alla loro violenza anche nel mondo reale. A noi va ancora bene che episodi di questo genere siano limitati, ma se non si riuscirà ad intervenire siamo purtroppo destinati a vederli crescere».
Come devono comportarsi i genitori? «Semplicemente – conclude Bruzzone – svolgendo il proprio ruolo, perché sulla latitanza dei genitori tocchiamo un tasto dolente. Troppo spesso si vedono mamme e papà inconsapevoli dei rischi che i figli corrono ed inadeguati nell’affrontarli. Servono attenzione e controllo. Significa fare il proprio dovere, non essere investigatori». (m.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
