I nomi e i numeri dei fuoriusciti di Reggio Emilia
Sono diversi, anche se non in numero tale da mettere in crisi le maggioranze della amministrazioni locali, gli esponenti reggiani che hanno aderito al progetto del Movimento Democratico e...
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Sono diversi, anche se non in numero tale da mettere in crisi le maggioranze della amministrazioni locali, gli esponenti reggiani che hanno aderito al progetto del Movimento Democratico e Progressista. In consiglio comunale a Reggio Emilia la nascita del gruppo consiliare “Art. 1- Mdp” è stata ufficializzata da Lanfranco De Franco e Salvatore Scarpino. Al loro fianco, oltre all’assessore Mirko Tutino (tra i dirigenti nazionali del neonato movimento), il vicesindaco Matteo Sassi e la consigliera regionale Silvia Prodi. Presenti anche Carlo Veneroni, assessore comunale a Novellara, l’ex garante Pd Alessandro Roccatagliati e l’ex segretario cittadino Pd Mauro Vicini. Tutti con una sola sede: quella in piazza della Vittoria, inaugurata a inizio maggio assieme allo stesso sindaco Vecchi. Una trentina di persone, invece, fanno parte per ora del coordinamento provinciale. Tolti i neo Mdp, il Pd mantiene la maggioranza assoluta in Sala Tricolore per un solo voto. La nuova geografia in sala Tricolore vede ancora salda la maggioranza che sostiene Vecchi, ma che da ieri poggia su tre stampelle: il Pd, Mdp e Sinistra Italiana. Insieme le tre forze politiche arrivano a 20 consiglieri di maggioranza rispetto ai 12 dell’opposizione. E il Pd da solo, dopo gli ultimi posizionamenti, conta ancora su 17 voti sui 33 eletti in consiglio (32 consiglieri più il sindaco).
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