Gazzetta di Reggio

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Idrocarburi, le paure  in caso di ritrovamento 

di Adriano Arati
Idrocarburi, le paure  in caso di ritrovamento 

Casalgrande, il consigliere comunale Montelaghi contro il progetto “Bugia” «La grande preoccupazione riguarda l’eventuale esito positivo dei sondaggi»

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CASALGRANDE. «Cosa succede se i sondaggi sugli idrocarburi danno esito positivo? L’estrazione ha un impatto altissimo sul territorio». La domanda arriva da Alberto Montelaghi, consigliere comunale di opposizione di Sinistra per Casalgrande, e parte dal piano di test esplorativi sulla presenza di giacimenti di idrocarburi nella vallata del Secchia proposto dall’azienda statunitense Aleanna Resources. Il progetto, chiamato “Bugia”, ha ricevuto il via libera della giunta regionale nel settembre 2016 e ora l’impresa sarebbe interessata a partire in un’area che coinvolge Fiorano, Formigine, Sassuolo nel modenese e una porzione di Rubiera, vicino al confine col Secchia. Questa è una proposta operativa, il permesso 2016 per “Bugia” consentirebbe di muoversi anche a Modena e a Castelnuovo Rangone, mentre la richiesta originaria del 2009 – approvata dalla giunta regionale dell’epoca – comprende un’area ben più ampia nella fascia pedecollinare: nel versante reggiano si va al Secchia sino a Quattro Castella. Si parla ovviamente solo di analisi di profondità fatte con moderni sonar mobili, senza perforazioni, per capire se esistano depositi di idrocarburi in forma liquida o gassosa. Notizie che piacciono pochissimo a Montelaghi e a Sinistra per Casalgrande.
«La preoccupazione non è dovuta ai sondaggi, come strumento di ricerca, ma a un loro possibile esito positivo», sottolinea Montelaghi. Perché a oggi nessuno conosce il possibile esito dei test: «Noi non possiamo sapere se sotto la valle del Secchia ci siano giacimenti di idrocarburi e in quale quantità; quello che sappiamo e ci preoccupa è che la loro eventuale estrazione è un’attività altamente impattante sul territorio, altamente inquinante e può arrivare a compromettere le falde acquifere». E già si ragiona su una zona che ha pagato un debito forte all’ambiente nei decenni precedenti. «Il distretto ceramico reggiano-modenese ha già grandi problemi ambientali: ha una pessima qualità dell’aria dovuta anche al traffico, a cui certo non gioverà il progetto della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, ha molti siti contaminati con scarti della produzione ceramica ancora da bonificare e, non ultimo, un altissimo indice di consumo di suolo dovuto alla speculazione edilizia», sottolinea la sinistra casalgrandese.
L’annuncio dei test ha generato una secca reazione negativa dei quattro sindaci coinvolti, ma anche su questo punto Montelaghi ha alcune contestazioni: «Strana è la posizione dei nostri sindaci, tutti del Pd, che sembrano sorpresi per l’autorizzazione ai sondaggi rilasciata dalla Regione. Eppure è stato proprio un assessore modenese a proporre la delibera che autorizza i sondaggi, in una giunta regionale che vede il sottosegretario alla presidenza provenire proprio dal distretto ceramico ed è da sempre in quota Pd».
L’assessore all’Ambiente citato è la modenese Palma Costi, il sottosegretario l’ex sindaco casalgrandese Andrea Rossi. E ora? Sinistra per Casalgrande annuncia battaglia, «insieme ai vari movimenti ambientalisti con i quali da lungo tempo collabora e tutte le realtà dell’associazionismo, i movimenti e i comitati dell'Unione Tresinaro Secchia, per vigilare e interrogare le amministrazioni, per tutelare il territorio e la salute dei cittadini».
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