Lite con il coltello, incredulità in paese
di Marco Costanzini
Sant’Ilario, sgomento e preoccupazione dopo il duello per offese su Whatsapp tra due adolescenti che non si conoscevano
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SANT’ILARIO D’ENZA. Sgomento, incredulità e tanta preoccupazione: non poteva suscitare altre reazioni la vicenda che sabato ha turbato la quiete di Sant’Ilario. Merito dei passanti se il regolamento di conti tra due adolescenti, a pochi passi dal centro cittadino, non sia sfociato in qualcosa di ancor più grave rispetto al quadro già inquietante che si è prefigurato ai carabinieri nel momento del loro intervento: un quindicenne, infatti, aveva appena sfregiato con un coltello da cucina un coetaneo – poi medicato con tre punti di sutura alla guancia e dieci giorni di prognosi – nel corso di un duello su appuntamento nato dopo essersi offesi in una chat di gruppo su Whatsapp.
Un episodio di violenza tra giovanissimi assurdo proprio per le sue dinamiche, tali da riaccendere più di un campanello d’allarme su temi di natura socio-psico-pedagogica già ampiamente dibattuti negli ultimi tempi: dalle indagini dei carabinieri, ancora in fase embrionale, è emerso che i due non si conoscevano, che non frequentavano la stessa scuola e che solo uno di loro risiede nella Val d’Enza, per di più non a Sant’Ilario.
Come era dunque possibile che entrambi si odiassero a tal punto da offendersi e passare perfino ai fatti, con tanto di coltello da cucina brandito da uno dei due? La risposta è il mondo virtuale, l’unica realtà in grado di mettere in contatto in un attimo perfetti sconosciuti. Si è così scoperto che, tramite amicizie comuni, i due adolescenti erano finiti in una chat di gruppo creata su Whatsapp, all’interno della quale sarebbe potuto finire chiunque e che non a caso era frequentata da decine e decine di coetanei. Una frase scritta dal primo nel proprio dialetto d’origine ha suscitato l’intervento provocatorio del secondo: è bastato questo per accendere la miccia e scatenare una serie di offese ingiustificate – che hanno toccato anche la sfera familiare – tra ragazzi che fino a quel momento non si conoscevano.
I due non si sono fermati qui, dandosi appuntamento a Sant’Ilario sabato, al termine dell’orario scolastico: nessuno si è tirato indietro e durante la lite è spuntato il coltello, utilizzato da uno per sfregiare il rivale con modalità che appartengono alle faide tra spacciatori, non certo a litigi tra quindicenni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un episodio di violenza tra giovanissimi assurdo proprio per le sue dinamiche, tali da riaccendere più di un campanello d’allarme su temi di natura socio-psico-pedagogica già ampiamente dibattuti negli ultimi tempi: dalle indagini dei carabinieri, ancora in fase embrionale, è emerso che i due non si conoscevano, che non frequentavano la stessa scuola e che solo uno di loro risiede nella Val d’Enza, per di più non a Sant’Ilario.
Come era dunque possibile che entrambi si odiassero a tal punto da offendersi e passare perfino ai fatti, con tanto di coltello da cucina brandito da uno dei due? La risposta è il mondo virtuale, l’unica realtà in grado di mettere in contatto in un attimo perfetti sconosciuti. Si è così scoperto che, tramite amicizie comuni, i due adolescenti erano finiti in una chat di gruppo creata su Whatsapp, all’interno della quale sarebbe potuto finire chiunque e che non a caso era frequentata da decine e decine di coetanei. Una frase scritta dal primo nel proprio dialetto d’origine ha suscitato l’intervento provocatorio del secondo: è bastato questo per accendere la miccia e scatenare una serie di offese ingiustificate – che hanno toccato anche la sfera familiare – tra ragazzi che fino a quel momento non si conoscevano.
I due non si sono fermati qui, dandosi appuntamento a Sant’Ilario sabato, al termine dell’orario scolastico: nessuno si è tirato indietro e durante la lite è spuntato il coltello, utilizzato da uno per sfregiare il rivale con modalità che appartengono alle faide tra spacciatori, non certo a litigi tra quindicenni.
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