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l’assessore serena foracchia 

«Possibile attacco alla Chiesa da estremisti, non solo cattolici»

di Gabriele Farina
«Possibile attacco alla Chiesa da estremisti, non solo cattolici»

REGGIO EMILIA. Il No Pride può rappresentare un attacco alla nuova visione della Chiesa e a Papa Francesco? «È possibile». L’assessore ai Diritti di cittadinanza, Serena Foracchia, non ha dubbi su...

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REGGIO EMILIA. Il No Pride può rappresentare un attacco alla nuova visione della Chiesa e a Papa Francesco? «È possibile». L’assessore ai Diritti di cittadinanza, Serena Foracchia, non ha dubbi su quale sia la posta in gioco sabato 3 giugno.
L’amministrazione comunale di Reggio appoggia dall’inizio il REmilia Pride, la prima manifestazione per tutta l’area mediopadanache mette in piazza l’orgoglio di essere persone lesbiche, bisessuali, gay, transessuali e intersessuali. Un’iniziativa contro cui è nata una “Processione di riparazione pubblica per lo scandalo offerto dal REmilia Pride e dal movimento omosessualista”, come la definiscono gli organizzatori. Sui toni assunti dal “No Pride” il giudizio di Foracchia è molto chiaro. «Questi attacchi possono arrivare da estremismi e da polarizzazioni che non si trovano soltanto nella Chiesa cattolica – riprende l’assessore – ma che possono arrivare da polarizzazioni esistenti in altre fedi. Bisogna stare molto attenti perché non portano mai a un bene».
Cosa occorre fare, dunque? «Bisogna ragionare con chi vuole ragionare – sottolinea Foracchia – e lasciare che gli estremismi vivano in una dimensione di poco seguito: è questo l’importante. La gente deve capire, avere gli elementi per comprendere. È fondamentale che il grande seguito stia sui discorsi che riguardano i diritti civili delle persone».
Diritti civili che, come riprende l’assessore, appartengono alla storia cittadina. Nel passato prossimo c’è stata la firma con il sottosegretario di Stato, Maria Elena Boschi, del Protocollo contro l’omo-trans negatività, un primato a livello nazionale. Tornando ancora più indietro nel tempo si ritrova la prima unione civile del nostro Paese, avvenuta subito dopo l’approvazione della legge. La risposta all’azione del Comitato Beata Giovanna Scopelli, che organizza la contro-manifestazione, deve essere, per l’assessore, determinata.
«Si può e si deve rispondere che in Italia e a Reggio Emilia in particolare sono stati sempre riconosciuti i diritti fondamentali delle persone – rimarca Foracchia – per cui il loro sarebbe un grosso passo indietro rispetto al riconoscimento dei diritti di ciascuna persona di vivere pienamente la propria dignità, la propria dimensione di realizzazione come persona. Non si può neanche aprire uno spiraglio a percorsi di questo tipo: sarebbe aprire uno spiraglio a un passo indietro colossale. Bisogna far capire che sono ragionamenti che porterebbero l’intera società indietro di tanti anni».
Al momento, l’assessore non identifica elementi per impedire la processione. «So che stavano negoziando sui percorsi – spiega Foracchia – e comunque la manifestazione è libera. L’importante è che non ci sia caos e non si distolga l’attenzione della città da un momento di riflessione e che non si rovini un clima di festa».
Una festa che per Foracchia rappresenta «una grande manifestazione, che rende espliciti i diritti civili in modo gioioso e coinvolgente, rendendo bello e partecipato un momento di riflessione collettiva».

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