San Quirino, al via la raccolta dei fondi per gli affreschi
di Ambra Prati
Correggio, una parte delle pitture escluse dai fondi regionali Provvederà la parrocchia: «Iniziamo venerdì con una cena»
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CORREGGIO. «Abbiamo intenzione di restaurare anche l’apparato decorativo e pittorico di San Quirino. Per questo motivo, a partire dalla cena ad offerta libera organizzata per venerdì prossimo all’interno della sagra parrocchiale, d’ora in poi qualsiasi introito derivante dalle attività della parrocchia sarà versato in un fondo apposito». La dichiarazione è del sacerdote correggese don Sergio Pellati.
La situazione della più importante chiesa correggese, inagibile e chiusa dal terremoto del maggio 2012, dopo cinque anni si sta sbloccando.
«Siamo in dirittura d’arrivo per quanto riguarda il bando per il consolidamento sismico – afferma don Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio beni artistici della Diocesi di Reggio e Guastalla – entro due settimane contiamo di arrivare all’affidamento dei lavori, per poter aprire il cantiere entro quest’anno».
La Regione – per un importo a piano di 887.500 euro – coprirà però la sola ristrutturazione strutturale e sismica: le volte compromesse, i muri perimetrali e in parte la copertura lignea. Restano invece esclusi dal finanziamenti i problemi, considerati non vitali, legati all’apparato decorativo e pittorico. Su questo punto sono state fatte diverse riunioni, perché, come spiega don Ghirelli, «Sulle pitture non si è mai intervenuti, nonostante i danni arrecati dai precedenti terremoti (del 1996, del 2000 e del 2008). Sono rimasti i segni delle ferite sugli affreschi: ma il progetto pittorico, per il quale occorre un progetto apposito a parte e soprattutto le risorse economiche, sarà interamente a carico della proprietà, vale a dire la parrocchia».
Ora don Sergio Pellati afferma la volontà di rimettere mano anche a questo importante tassello della basilica. A partire dalla sagra annuale della parrocchia, che inizia oggi e termina domenica. «All’interno della sagra “Parrocchia di San Quirino in festa” quest’anno verrà organizzata una cena a offerta libera: il che significa che tutti devono e possono partecipare, poi chi vorrà potrà lasciare un obolo». Sarà solo la prima delle iniziative di raccolta fondi pro San Quirino, perché «d’ora innanzi ci concentreremo su questo obiettivo».
Con la consapevolezza, aggiunge don Sergio, che la somma da raccogliere rimane tuttora un’incognita: senza dubbio sarà una cifra elevata, ma non è ancora possibile quantificarla. E non è detto che la parrocchia, con le sue sole forze, possa farcela.
«Stiamo facendo un ragionamento con l’architetto Donatella Forconi, che, incaricata dalla Curia, aveva stilato un progetto precedente riguardante il recupero pittorico. La basilica è importante e vorremmo contribuire, ma non sappiamo quanto riusciremo a raccogliere: è un fattore determinante – conclude don Sergio –. Senza dimenticare la quotidianità, le attività per i ragazzi e quant’altro, poiché le persone sono più importanti dei monumenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La situazione della più importante chiesa correggese, inagibile e chiusa dal terremoto del maggio 2012, dopo cinque anni si sta sbloccando.
«Siamo in dirittura d’arrivo per quanto riguarda il bando per il consolidamento sismico – afferma don Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio beni artistici della Diocesi di Reggio e Guastalla – entro due settimane contiamo di arrivare all’affidamento dei lavori, per poter aprire il cantiere entro quest’anno».
La Regione – per un importo a piano di 887.500 euro – coprirà però la sola ristrutturazione strutturale e sismica: le volte compromesse, i muri perimetrali e in parte la copertura lignea. Restano invece esclusi dal finanziamenti i problemi, considerati non vitali, legati all’apparato decorativo e pittorico. Su questo punto sono state fatte diverse riunioni, perché, come spiega don Ghirelli, «Sulle pitture non si è mai intervenuti, nonostante i danni arrecati dai precedenti terremoti (del 1996, del 2000 e del 2008). Sono rimasti i segni delle ferite sugli affreschi: ma il progetto pittorico, per il quale occorre un progetto apposito a parte e soprattutto le risorse economiche, sarà interamente a carico della proprietà, vale a dire la parrocchia».
Ora don Sergio Pellati afferma la volontà di rimettere mano anche a questo importante tassello della basilica. A partire dalla sagra annuale della parrocchia, che inizia oggi e termina domenica. «All’interno della sagra “Parrocchia di San Quirino in festa” quest’anno verrà organizzata una cena a offerta libera: il che significa che tutti devono e possono partecipare, poi chi vorrà potrà lasciare un obolo». Sarà solo la prima delle iniziative di raccolta fondi pro San Quirino, perché «d’ora innanzi ci concentreremo su questo obiettivo».
Con la consapevolezza, aggiunge don Sergio, che la somma da raccogliere rimane tuttora un’incognita: senza dubbio sarà una cifra elevata, ma non è ancora possibile quantificarla. E non è detto che la parrocchia, con le sue sole forze, possa farcela.
«Stiamo facendo un ragionamento con l’architetto Donatella Forconi, che, incaricata dalla Curia, aveva stilato un progetto precedente riguardante il recupero pittorico. La basilica è importante e vorremmo contribuire, ma non sappiamo quanto riusciremo a raccogliere: è un fattore determinante – conclude don Sergio –. Senza dimenticare la quotidianità, le attività per i ragazzi e quant’altro, poiché le persone sono più importanti dei monumenti».
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