«Una lista comune per sconfiggere il partito di Coffrini»
di Andrea Vaccari
Brescello, la proposta di Monica del Gruppo di Discontinuità Casella di “Possibile”: «Uniamo chi era in piazza il 25 aprile»
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BRESCELLO. «Le manifestazioni antimafia in piazza e sui giornali, fatte da chi arriva da fuori con i megafoni non servono. Anzi, sono controproducenti. Danno visibilità mediatica a chi le propone, ma non aiutano a intavolare con i cittadini una discussione che abbia per loro un senso». Questo passaggio dell’intervista rilasciata alla Gazzetta da Roberta Ibattici, responsabile organizzazione del Pd, non ha mancato di provocare reazioni nei diretti interessati.
«Non vorremmo fare polemica su Brescello – afferma Antonio Casella, portavoce del comitato “Agorà 7 luglio Possibile” - ma ci vediamo costretti a rispondere alle frasi di Roberta Ibattici, che ha chiamato in causa i partecipanti alla manifestazione antimafia del 25 aprile. In merito alla manifestazione ricordiamo che tra i gruppi promotori c’era l’associazione Gruppo di discontinuità, formata da cittadini brescellesi».
La responsabile Pd, parlando delle future elezioni, ha parlato di volti nuovi per voltare pagina. «Non vediamo l’ora di vedere quali saranno i volti nuovi del Pd a Brescello – prosegue Casella – visto che fino a ora è stato rappresentato dall’ex sindaco Coffrini. Ma come si fa a pensare che un Comune sciolto per mafia debba ripartire dal turismo e non dal capire il livello di inquinamento dell’economia brescellese? Di quale partito parla la signora Ibattici? Il Pd a Brescello era Coffrini. La battaglia alla criminalità organizzata è molto seria, va coinvolto non solo il mondo politico ma tutti i soggetti della società». A tal proposito Casella non esclude che “Possibile”, partito il cui ispiratore è Beppe Civati, possa presentarsi alle prossime elezioni: «Faccio un appello a tutte le forze democratiche e di sinistra partendo proprio da chi era in piazza il 25 aprile, ma soprattutto ai brescellesi di iniziare un nuovo percorso che faccia emergere la meravigliosa realtà di Brescello per come tutti noi la conosciamo».
A Casella si è aggiunto anche Paolo Monica del Gruppo di discontinuità. «Noi cittadini impegnati contro il malgoverno e la ’ndrangheta a Brescello – scrive in una nota – ci siamo illusi che il Pd facesse un reale mea culpa e contribuisse a riportare il paese alla normalità insieme ad altri partiti, movimenti locali e cittadini. Criticare i brescellesi che organizzano manifestazioni contro le mafie e coloro che vengono da fuori dimostra una forte miopia. Che poi il Pd detti delle strade da percorrere mi sembra sinonimo di arroganza, perché non dobbiamo dimenticare che i sindaci e le giunte brescellesi erano tutte targate Pd e quel partito non ha mai fatto nulla per far cessare un’oligarchia trentennale che prevedibilmente non poteva portare nulla di buono. Perché questo partito non ha preso subito posizione rispetto alle infelici dichiarazioni del sindaco, mentre l’ha fatto quando ha sentito parlare di scioglimento e ritorna a parlare ora, dopo un altro anno? L’intervento della Ibattici dimostra il totale scollegamento tra il Pd e la realtà brescellese. Ed è offensivo per tutti i cittadini che si battono contro l’illegalità che un partito di governo proponga a Brescello il rilancio dell’attività turistica e che questa sia la sua visione del futuro».
Sul futuro Monica propone che i partiti rinuncino a governare direttamente il paese, e che si formi un’unica lista condivisa. E il percorso per arrivarvi potrebbe essere attraverso la costituzione di un “Comitato di salute pubblica”. «Altrimenti vincerà ancora la lista Pasquino».
Sulle dichiarazioni della Ibattici interviene anche Luciano Conforti, ex consigliere di opposizione di “Onestà civile”: «Ci penseranno i brescellesi a decidere con chi ripartire, senza interferenze esterne. Non abbiamo bisogno di “badanti della politica” né di “badanti amministrative” e men che meno di chi ha già governato il paese portandolo al commissariamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Non vorremmo fare polemica su Brescello – afferma Antonio Casella, portavoce del comitato “Agorà 7 luglio Possibile” - ma ci vediamo costretti a rispondere alle frasi di Roberta Ibattici, che ha chiamato in causa i partecipanti alla manifestazione antimafia del 25 aprile. In merito alla manifestazione ricordiamo che tra i gruppi promotori c’era l’associazione Gruppo di discontinuità, formata da cittadini brescellesi».
La responsabile Pd, parlando delle future elezioni, ha parlato di volti nuovi per voltare pagina. «Non vediamo l’ora di vedere quali saranno i volti nuovi del Pd a Brescello – prosegue Casella – visto che fino a ora è stato rappresentato dall’ex sindaco Coffrini. Ma come si fa a pensare che un Comune sciolto per mafia debba ripartire dal turismo e non dal capire il livello di inquinamento dell’economia brescellese? Di quale partito parla la signora Ibattici? Il Pd a Brescello era Coffrini. La battaglia alla criminalità organizzata è molto seria, va coinvolto non solo il mondo politico ma tutti i soggetti della società». A tal proposito Casella non esclude che “Possibile”, partito il cui ispiratore è Beppe Civati, possa presentarsi alle prossime elezioni: «Faccio un appello a tutte le forze democratiche e di sinistra partendo proprio da chi era in piazza il 25 aprile, ma soprattutto ai brescellesi di iniziare un nuovo percorso che faccia emergere la meravigliosa realtà di Brescello per come tutti noi la conosciamo».
A Casella si è aggiunto anche Paolo Monica del Gruppo di discontinuità. «Noi cittadini impegnati contro il malgoverno e la ’ndrangheta a Brescello – scrive in una nota – ci siamo illusi che il Pd facesse un reale mea culpa e contribuisse a riportare il paese alla normalità insieme ad altri partiti, movimenti locali e cittadini. Criticare i brescellesi che organizzano manifestazioni contro le mafie e coloro che vengono da fuori dimostra una forte miopia. Che poi il Pd detti delle strade da percorrere mi sembra sinonimo di arroganza, perché non dobbiamo dimenticare che i sindaci e le giunte brescellesi erano tutte targate Pd e quel partito non ha mai fatto nulla per far cessare un’oligarchia trentennale che prevedibilmente non poteva portare nulla di buono. Perché questo partito non ha preso subito posizione rispetto alle infelici dichiarazioni del sindaco, mentre l’ha fatto quando ha sentito parlare di scioglimento e ritorna a parlare ora, dopo un altro anno? L’intervento della Ibattici dimostra il totale scollegamento tra il Pd e la realtà brescellese. Ed è offensivo per tutti i cittadini che si battono contro l’illegalità che un partito di governo proponga a Brescello il rilancio dell’attività turistica e che questa sia la sua visione del futuro».
Sul futuro Monica propone che i partiti rinuncino a governare direttamente il paese, e che si formi un’unica lista condivisa. E il percorso per arrivarvi potrebbe essere attraverso la costituzione di un “Comitato di salute pubblica”. «Altrimenti vincerà ancora la lista Pasquino».
Sulle dichiarazioni della Ibattici interviene anche Luciano Conforti, ex consigliere di opposizione di “Onestà civile”: «Ci penseranno i brescellesi a decidere con chi ripartire, senza interferenze esterne. Non abbiamo bisogno di “badanti della politica” né di “badanti amministrative” e men che meno di chi ha già governato il paese portandolo al commissariamento».
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