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Dopo i crac contributi non versati a 693 lavoratori delle coop

di Enrico Lorenzo Tidona
Dopo i crac contributi non versati a 693 lavoratori delle coop

Saltati versamenti per la pensione integrativa per un totale di 2 milioni di euro A differenza del prestito sociale, però, qui interviene un fondo di garanzia

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REGGIO EMILIA. In caso di crisi aziendale i primi pagamenti a saltare sono spesso i contributi per la pensione. Una dinamica che non ha risparmiato certo i lavoratori e i soci delle quattro cooperative edili reggiane, crollate dopo i fragorosi crac seguiti alle liquidazioni. Parliamo di ben 693 lavoratori colpiti dalle crisi della Cmr di Reggiolo, della Orion di Cavriago, della Coopsette di Castelnovo Sotto e della Unieco di Reggio Emilia, che hanno visto saltare il pagamento dei loro risparmi destinati all’alimentazione del fondo della pensione integrativa. Il mancato versamento, secondo quanto rilevato, era stato comunicato palesemente ai lavoratori beneficiari dalle coop di appartenenza. Nessuna sorpresa, quindi, ma l’amaro in bocca resta perché parliamo di 90 ex dipendenti della Cmr coinvolti, assieme a 424 di Coopsette, 115 lavoratori di Unieco e altri 63 di Orion. In totale la mancata contribuzione per i 693 lavoratori delle quattro coop è di 2 milioni di euro, soldi che dovevano finire nelle casse di Cooperlavoro, fondo integrativo del settore cooperativo che ha sede a Roma, presieduto peraltro dal presidente della Coopselios di Reggio Emilia, Guido Saccardi.
Qui, però, scatta la differenza abissale rispetto al prestito sociale, sprovvisto di fondo di garanzia, invocato ora - post mortem - da Federconsumatori, che ha preso in carico la battaglia per il recupero dei risparmi dei prestatori sociali reggiani. Risparmi inghiottiti dal mare magnum dei passivi delle quattro coop reggiane, che superano il miliardo e mezzo di euro. Cooperlavoro, infatti, ha a disposizione un fondo garanzia dell’Inps istituito secondo i regolamenti e per evitare sorprese, che copre i versamenti non effettuati dalle cooperative in crisi in nome e per conto dei suoi lavoratori. Questi versamenti sono formati principalmente dal Tfr di ciascun lavoratore (trattamenti di fine rapporto dirottato dal 2007 verso il fondo pensionistico) e dal contributo appannaggio dell’azienda. Il fondo di garanzia di Cooperlavoro in capo all’Inps è alimentato dalle aziende stesse del sistema cooperativo, e copre non solo l’omissione del Tfr ma anche la rivalutazione. Uno strumento formidabile se messo a confronto con il prestito sociale delle coop in oggetto, che ha visto sparire 70 milioni di risparmi. Legacoop, per riallacciare la fiducia, aveva anticipato 18 milioni ai prestatori Cmr e 2,2 milioni a quelli di Orion (il 40%), i cui concordati sono stati omologati e presto si vedranno coprire i versamenti mancanti dal fondo. Coopsette e Unieco restano per ora a secco sul fronte prestito sociale ma avranno indietro i versamenti dal fondo, anche se ci vorranno probabilemente un paio d’anni.

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