Donazione degli organi: a Reggio Emilia basta un sì all'anagrafe
Sono 7mila i reggiani che negli ultimi tre anni hanno aderito all'associazione. Dal 15 giugno sarà più facile dare il consenso
REGGIO EMILIA Dal prossimo 15 giugno i cittadini reggiani che intendono donare i propri organi potranno comunicarlo direttamente all'anagrafe quando rinnovano la carta di identità. Anche il comune capoluogo - dopo altri 23 in provincia - ha aderito al progetto promosso dall'Associazione italiana dei donatori di organi (Aido), recependo tra l'altro una normativa nazionale del 2013 sulle buone prassi virtuose demandate ai territori. la nuova modalità di comunicazione si aggiunge a quelle già esistenti per dichiarare la propria volontà di donare gli organi e cioè tramite l'azienda usl o iscrivendosi all'Aido.
I consensi espressi nell'ufficio anagrafe saranno trasmessi in via protetta alla banca dati del centro nazionale trapianti in cui vengono conservate tutte le informazioni riservate. Per revocare la volontà di donazione bisogna rivolgersi all'azienda sanitaria o aspettare il successivo rinnovo della carta di identità.
Ad oggi in provincia di Reggio sono 6.923 i cittadini che in tre anni hanno dato il consenso alla donazione, a cui si aggiungono gli oltre 20.000 iscritti all'Aido reggiana. Con la dichiarazione all'anagrafe saranno interpellati non meno di 20.000 cittadini (tante infatti le carte di identità rinnovate ogni anno), che potrebbero diventare potenziali donatori.
Per quanto riguarda i pazienti in lista di attesa per un trapianto, il dato provinciale disponibile è di 46 persone che aspettano un rene nuovo. Nelle strutture sanitarie di Reggio, invece, si effettua il trapianto di cornee.
«Sono certo che la risposta dei reggiani rispetto alla dichiarazione di consenso, come già accaduto negli altri comuni, sarà molto significativa: è un gesto semplice, ma anche una scelta di civiltà, solidarietà e profonda umanità», dice il vice sindaco Matteo Sassi. «Quando si parla di doni - aggiunge - la città non ha mai fatto mancare il suo appoggio, anche a fronte di un tema delicato e rilevante come questo, che attiene anche al fine vita».
Enrico Spallanzani, presidente di Aido, ricorda che «per molti pazienti il trapianto è l'unica cura e registra un tasso di sopravvivenza in oltre il 70% dei casi». L'associazione intanto, in occasione della giornata internazionale dei trapianti di domenica prossima, sarà in piazza del monte con un banchetto per sensibilizzare i cittadini.
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