Ecco gli edifici del Comune in vendita
di Ambra Prati
Non solo le caserme nel piano alienazioni 2017-19: diverse palazzine in centro, le ex scuole di Mandrio e il centro sportivo
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CORREGGIO. Terreni, case diroccate, porzioni di strade richieste da privati cittadini per allargare la loro proprietà, parchi pubblici, negozi e pizzerie in affitto; ma anche il centro sportivo tennis, ambulatori medici, le ex scuole elementari di Mandrio, un centro sociale, palazzine comunali di ampia metratura in pieno centro storico. E’ un pot pourri disomogeneo il “Piano alienazioni beni immobili del Comune di Correggio per il triennio 2017-2019”, entrato nel vivo, in questi giorni, con le due gare d’asta per le caserme della Guardia di Finanza in via Jesi 6 e dei carabinieri in via Fosse Ardeatine 3.
Lo scopo è sempre quello di monetizzare gli immobili comunali e fare cassa per far fronte alla voragine debitoria causata dal caso En.Cor, l’ex municipalizzata fallita per quasi 11 milioni di euro. Dopo le recenti sentenze, che hanno visto il Comune soccombere, la giunta di Correggio deve onorare gli impegni presi con le banche che detengono l’89% del debito En.Cor.: Bando Popolare per 2,5 milioni e Banca San Felice, per 8,9 milioni. L’operazione ricalca da vicino quanto ha fatto la Provincia di Reggio con la caserma di corso Cairoli, con la differenza che nessun Comune, finora, ha avuto la necessità di seguire questa strada.
Dopo la moschea già venduta in gennaio, la fetta principale della torta è costituita dalle due caserme, con l’obbligo, per chi acquisterà, di mantenere destinazione d’uso e affitti in essere, vale a dire lasciare finanzieri e militari all’interno: termine per presentare le offerte d’acquisto il 3 giugno, le buste saranno aperte il 5 giugno.
Cos’altro contiene l’elenco di ciò che il Comune potrebbe vendere? Nulla che possa fruttare cifre consistenti nell’immediato – da qui la scelta di procedere subito con i “pezzi grossi” –, ma qualche immobile di pregio e di ampia metratura, che potrebbe allettare gli investitori privati a caccia di affari, c’è. Citiamo, tra l’altro, gli ambulatori medici di via Di Vittorio; il centro sportivo Tennis di via Bruto Terrachini, 503 metri quadrati finora affidati tramite convenzione alla società del circolo tennis che lo gestisce; un immobile di corso Cavour da 365 metri quadrati, in pieno centro di fronte al teatro, un ex centro sociale dove si ipotizzava di realizzare un centro culturale per donne straniere; uffici comunali in viale Repubblica 8, da 330 metri quadrati; l’ex scuola elementare di via Mandrio 25, ben 690 metri quadrati. E ancora terreni in viale Europa da 5.919 metri quadrati, altri 3mila metri quadrati in via Cimitero, due negozi a Budrio e perfino un ristorante pizzeria a in via Fazzano.
Il sindaco Ilenia Malavasi sottolina che Piano Alienazioni 2017-2019, risultato di una delibera di consiglio, è un elenco che il Comune è obbligato a stilare a garanzia della solvibilità e contiene beni vendibili. «Potenzialmente vendibili, ma in che tempi e in che modi lo valuteremo man mano pescando da quell’elenco, perché molto dipenderà da quanto riusciremo a realizzare», prosegue Malavasi.
Significa che ad esempio quest’anno, se si realizzerà con le aste dei pezzi da novanta (moschea e due caserme) quanto si spera, le vendite potrebbero chiudersi fino all’anno prossimo. «Io credo che, se le gare in essere andranno come ci auguriamo, per quest’anno il Comune di Correggio non alienerà nient’altro – conclude Malavasi – è chiaro che le variabili sono numerose».
Sull’ipotesi di vendita delle azioni Iren, che era stata ventilata in un primo tempo quand’era scoppiato lo scandalo En.Cor., il primo cittadino la esclude. «Le azioni non sono nel piano alienazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo scopo è sempre quello di monetizzare gli immobili comunali e fare cassa per far fronte alla voragine debitoria causata dal caso En.Cor, l’ex municipalizzata fallita per quasi 11 milioni di euro. Dopo le recenti sentenze, che hanno visto il Comune soccombere, la giunta di Correggio deve onorare gli impegni presi con le banche che detengono l’89% del debito En.Cor.: Bando Popolare per 2,5 milioni e Banca San Felice, per 8,9 milioni. L’operazione ricalca da vicino quanto ha fatto la Provincia di Reggio con la caserma di corso Cairoli, con la differenza che nessun Comune, finora, ha avuto la necessità di seguire questa strada.
Dopo la moschea già venduta in gennaio, la fetta principale della torta è costituita dalle due caserme, con l’obbligo, per chi acquisterà, di mantenere destinazione d’uso e affitti in essere, vale a dire lasciare finanzieri e militari all’interno: termine per presentare le offerte d’acquisto il 3 giugno, le buste saranno aperte il 5 giugno.
Cos’altro contiene l’elenco di ciò che il Comune potrebbe vendere? Nulla che possa fruttare cifre consistenti nell’immediato – da qui la scelta di procedere subito con i “pezzi grossi” –, ma qualche immobile di pregio e di ampia metratura, che potrebbe allettare gli investitori privati a caccia di affari, c’è. Citiamo, tra l’altro, gli ambulatori medici di via Di Vittorio; il centro sportivo Tennis di via Bruto Terrachini, 503 metri quadrati finora affidati tramite convenzione alla società del circolo tennis che lo gestisce; un immobile di corso Cavour da 365 metri quadrati, in pieno centro di fronte al teatro, un ex centro sociale dove si ipotizzava di realizzare un centro culturale per donne straniere; uffici comunali in viale Repubblica 8, da 330 metri quadrati; l’ex scuola elementare di via Mandrio 25, ben 690 metri quadrati. E ancora terreni in viale Europa da 5.919 metri quadrati, altri 3mila metri quadrati in via Cimitero, due negozi a Budrio e perfino un ristorante pizzeria a in via Fazzano.
Il sindaco Ilenia Malavasi sottolina che Piano Alienazioni 2017-2019, risultato di una delibera di consiglio, è un elenco che il Comune è obbligato a stilare a garanzia della solvibilità e contiene beni vendibili. «Potenzialmente vendibili, ma in che tempi e in che modi lo valuteremo man mano pescando da quell’elenco, perché molto dipenderà da quanto riusciremo a realizzare», prosegue Malavasi.
Significa che ad esempio quest’anno, se si realizzerà con le aste dei pezzi da novanta (moschea e due caserme) quanto si spera, le vendite potrebbero chiudersi fino all’anno prossimo. «Io credo che, se le gare in essere andranno come ci auguriamo, per quest’anno il Comune di Correggio non alienerà nient’altro – conclude Malavasi – è chiaro che le variabili sono numerose».
Sull’ipotesi di vendita delle azioni Iren, che era stata ventilata in un primo tempo quand’era scoppiato lo scandalo En.Cor., il primo cittadino la esclude. «Le azioni non sono nel piano alienazioni».
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