Gazzetta di Reggio

Reggio

Il quartiere cambia volto e torna a vivere 

di Roberto Fontanili
Il quartiere cambia volto e torna a vivere 

Undici edifici ad alta efficienza energetica. Manca all’appello la realizzazione di una palazzina che ospiterà 40 alloggi

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REGGIO EMILIA. Riqualificare e cambiare volto a un quartiere degradato e socialmente problematico come quello di via Compagnoni sembrava una scommessa impossibile. Non per i residenti che ci hanno creduto e in molti casi sono tornati nel loro vecchio quartiere. Ci sono voluti 15 anni, ma con la conclusione dei lavori di riqualificazione di undici edifici avvenuta nelle scorse settimane, si è ormai al traguardo. Manca ancora qualcosa perché il progetto di riqualificazione iniziato nel 2001 possa dirsi completato. A partire dalla realizzazione della palazzina (che ospiterà 40 alloggi pubblici e del quale è in corso l’assegnazione dell’appalto) che sarà completata nel giro di due anni e la conclusione dei lavori prevista per ottobre della palazzina da 16 alloggi (realizzata da un privato con affitti a canone concertato).
Il fatto che ieri alcuni residenti, in occasione della conferenza stampa di presentazione dei lavori effettuati da Acer, abbiano chiesto al sindaco Luca Vecchi e al vice sindaco Matteo Sassi quando saranno realizzate le opere di mitigazione stradale – la richiesta è quella di introdurre in via Compagnoni il limite dei 30 km orari – è stata la conferma che gli abitanti si sono riappropriati del loro quartiere e delle loro case.
Quelle costruite ex novo e quelle in cui, come in quest’ultimo caso, i lavori sono stati effettuati senza spostare i residenti. Proprio il fatto che un progetto partito 20 anni fa attingendo ai fondi nazionali per la riqualificazione dei quartieri, «sia stato uno dei pochi in Italia a vedere una concreta realizzazione», è il merito che il sindaco Vecchi ha rivendicato «non tanto a me stesso ma agli amministratori che mi hanno preceduto», mentre il vice sindaco Sassi ha sottolineato come «questo risultato sia da addebitare anche alla volontà dei residenti di collaborare con il Comune per mantenere al quartiere la propria identità». Che è quel restare attaccati alle proprie case e ai vicini con i quali si era creata una stretta rete di rapporti e di fiducia.
A raccontare come nella fase di abbattimento delle vecchie case «molti residenti abbiano chiesto di essere collocati nelle case ricostruite a fianco dei vecchi vicini», è stato il presidente di Acer Marco Corradi, che per conto del Comune ha curato la realizzazione degli interventi, frutto di progettazione curata dal dirigente comunale David Zilioli e dal suo staff. Un lavoro quello di preservare la rete di relazioni sociale che ha impegnato anche i Servizi Sociali, come ha raccontato la responsabile del Polo Sud Chiara Bonazzi, oggi alle prese con un quartiere diviso a metà. Via Fenulli, dove la maggioranza è composta da famiglie giovani con bambini e via Compagnoni dove invece la maggioranza è rappresentata da una popolazione anziana, mentre i residenti di origine straniera in quell’area nel 2014 erano 456 provenienti da 35 paesi. I lavori di riqualificazione illustrati ieri hanno interessato 11 edifici (122 unità di edilizia residenziale pubblica e 24 di proprietà privata). Il progetto avviato nel 2013 ha comportato la sostituzione dei serramenti, la realizzazione del cappotto isolante e interventi sulla fruizione degli spazi esterni (a cui hanno operato in fase di progettazione gli studenti dell’Istituto d’arte Chierici). Complessivamente l’investimento è stato di 6,6 milioni di euro, di cui 3 milioni dalla Regione, 3 dal Comune e 400mila da parte dei proprietari privati.

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