No Pride: «Papa Francesco non c’entra»
di Gabriele Farina
Lorenzo Roselli del Comitato: «Burke ci ha benedetto, la Foracchia provoca, ai disturbatori rispondiamo con il rosario»
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REGGIO EMILIA. Il Comitato Beata Giovanna Scopelli esce allo scoperto. I sostenitori della “Processione di riparazione” contro il REmilia Pride affidano la parola a Lorenzo Roselli, studente e componente del gruppo. Che conferma il sostegno di monsignor Burke (il cardinale che avrebbe benedetto l’evento) negando ogni riferimento a Papa Francesco e rispondendo alle critiche.
Quando avete pensato che c’era il bisogno di un Comitato per la riparazione?
«È noto che i Gay Pride in Italia come in Europa e negli Stati Uniti (da dove sono stati importati) hanno sempre manifestato caratteristiche irriverenti e denigratorie verso la fede cristiana, con particolare livore proprio nei confronti del cattolicesimo. A spingerci a reagire a questa provocazione costituendo un comitato di fedeli e la relativa processione, è stato il senso del dovere. Nemmeno due settimane fa, infatti, la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla è stata consacrata alla Vergine Maria in occasione del centenario di Fatima. In quanto cattolici non potevamo permettere che un così profondo gesto di devozione all'Immacolata fosse profanato da una manifestazione di pubblica pornografia e in virtù di questo abbiamo deciso riparare questo grave scandalo con l'unico mezzo possibile: la preghiera ed il rosario, a loro volta pubblici».
Come mai il riferimento alla Beata Giovanna Scopelli?
«È certamente significativo per due motivi: prima di tutto è una beata reggiana molto importante, protettrice della città. In secondo luogo, chi conosce la vita di questa vergine carmelitana vissuta nel XV secolo sa che ella ha speso tutta la sia vita nel sacrificio e, in particolare, nella preghiera per la Chiesa. Questa processione è fatta proprio per amore alla Santa Chiesa Cattolica».
A quali modelli vi siete ispirati per il video che promuove la processione?
«Nel video è mostrata una processione del Corpus Christi presieduta dal Servo di Dio Papa Pio XII e alcune processioni mariane dei primi del secolo scorso. Abbiamo utilizzato dei filmati un po’ remoti, è vero, ma la loro bellezza a nostro parere rimane immutata e difficilmente oggi si riesce a trovare processioni altrettanto solenni».
Come giudicate la benedizione ricevuta dal cardinale Raymond Leo Burke con la sua firma alla vostra richiesta?
«Ha subito attacchi di ogni genere in questi giorni, specialmente sui social network. Questo è assurdo. Un cardinale della Romana Chiesa ha benedetto una processione di preghiera, che ha l'obiettivo di riparare uno scandalo pubblico. Il catechismo ad oggi in vigore dice che gli atti omosessuali sono atti “intrinsecamente disordinati”. Ciò che non è ordine, ma disordine, va contro Dio ovviamente, Egli rispecchia l'Ordine per eccellenza; in particolare quando si parla di legge naturale. Creare polemica su di un cardinale che ha benedetto un gruppo di persone che si troveranno a pregare è cosa senza senso. O forse dovremmo dire un pretesto».
Pensava che la risposta del cardinale Burke ieri alla Gazzetta sarebbe stata più diretta o dobbiamo pensare a pressioni all’interno della Chiesa?
«Trovo la risposta di sua eminenza Raymond Leo Burke più che adeguata alla situazione. Personalmente, non posso che essergli infinitamente riconoscente per la vicinanza e attenzione che riserva a noi semplici fedeli, da straordinario pastore qual è».
Lecito attendersi qualche sorpresa con altri nomi illustri del clero?
Plausibile. Devo dire che all'inizio non ci aspettavamo affatto un’eco così dirompente per la nostra processione di riparazione, ma evidentemente in tanti in Italia devono essere stati positivamente colpiti da questa piccola opera di devozione. Del resto, sono diversi anni che in una città italiana non si organizza una processione di riparazione ad un Gay Pride».
Come giudica l’operato di Papa Francesco?
«Non conosco le opinioni di tutti i 2000 membri del comitato e non credo che l'operato del Papa rientri nel merito della questione».
L’assessore comunale Serena Foracchia ha parlato di “estremismi” e “di un possibile attacco alla visione della nuova Chiesa del pontefice”. Come risponde?
«Ritengo le affermazioni dell'assessore Foracchia semplicemente prive di costrutto, partorite con il solo ed unico intento di provocare».
Alberto Nicolini, presidente Arcigay Gioconda, ha detto che “Papa Francesco non va all’indietro come alcuni gruppi cattolici vorrebbero andare”, definendovi “anonimi organizzatori che non stanno nascondendo la loro ideologia”, “gruppi molto forti che combattono contro la modernità”, temendo sia “una manifestazione politica”.
«Non conosco Nicolini, ma lo ringrazio a nome del Comitato per l'importanza con cui vuole onorarci. Tuttavia, a differenza di ciò che si vuole far credere, mi sento di dire che la minoranza qui siamo tuttalpiù noi. Lo dimostrano gli attacchi ricevuti da ogni parte in questo periodo. Ripetiamo: siamo dei cattolici che si troveranno a pregare in riparazione di una grave offesa recata a Dio e al Sacro Cuore di Gesù, null'altro»
Come risponde a don Giordano Goccini, responsabile della pastorale giovanile, che commenta “non si risponde a una provocazione con una provocazione”, prendendo le distanze dal Comitato?
«In realtà vorremmo lasciare la risposta a qualche confratello di don Goccini, che di fatto ha già risposto. Ho letto la lettera di questo don Giorgio Bellei e pur non conoscendolo posso dire questo: una risposta chiara, pacata, ed argomentata. Da sacerdote a sacerdote. L'ha pubblicata proprio la Gazzetta quindi non c'è bisogno di rispolverarla. Posso solo aggiungere che mettere sullo stesso piano un Gay Pride e una processione di preghiera appare quantomeno sfrontato».
Il manifesto da voi creato per promuovere la processione è stato alterato dall’Arcigay. Come giudicate la loro azione?
«Volgare e ripugnante. A conferma del rispetto che codesti signori hanno verso Nostro Signore Gesù Cristo, la Sua Chiesa ed i cattolici reggiani».
Il 3 giugno ci sarà la processione. Chi volesse partecipare come può fare?
«Semplicemente recarsi alle 10.30 alla Porta Santo Stefano e accompagnarci nella preghiera. Per ulteriori informazioni può sempre iscriversi al gruppo Facebook del comitato: Comitato “Beata Giovanna Scopelli”».
La Questura fino a lunedì sera aveva indicazioni diverse sulla partenza (piazza Gioberti). Dove occorre andare?
«I dati inseriti nella nuova locandina sono quelli concordati con la Questura, con tanto di preavviso firmato. Non ci risulta essere cambiato niente. La Questura ha i nostri recapiti, perciò se fosse cambiato qualcosa ci avrebbe contattati. Il ritrovo sarà all'inizio di Porta Santo Stefano, vicino all'edicola notturna».
Che segnale lancerete con la vostra processione?
«Il segnale di una Chiesa viva e militante, che non è disposta a cedere di un sol passo nel cammino di santificazione personale e sociale. Fedeli alla testimonianza dei santi e dei martiri che ci hanno preceduto, fra cui la Beata Giovanna Scopelli e prima di lei il dottore della Chiesa Santa Caterina da Siena, la quale ci ricorda di “Aver taciuto abbastanza: è ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue perché io vedo che, a forza di silenzio, il Mondo è marcito”».
Se qualcuno dovesse fare azioni provocatorie nei vostri confronti come reagirete?
«Se dovessero disturbare la processione, come immaginiamo, risponderemo di conseguenza: ad ogni bestemmia intoneremo ancora più forte una lode all'Altissimo, ad ogni insulto pregheremo con più intensità per coloro che ci offendono, ad ogni parola d'odio risponderemo con l'Amore di Cristo».
Cosa cambierà dopo il 3 giugno? Il Comitato continuerà ad operare?
«Lasciamo questa risposta a chi di dovere: la Divina Provvidenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quando avete pensato che c’era il bisogno di un Comitato per la riparazione?
«È noto che i Gay Pride in Italia come in Europa e negli Stati Uniti (da dove sono stati importati) hanno sempre manifestato caratteristiche irriverenti e denigratorie verso la fede cristiana, con particolare livore proprio nei confronti del cattolicesimo. A spingerci a reagire a questa provocazione costituendo un comitato di fedeli e la relativa processione, è stato il senso del dovere. Nemmeno due settimane fa, infatti, la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla è stata consacrata alla Vergine Maria in occasione del centenario di Fatima. In quanto cattolici non potevamo permettere che un così profondo gesto di devozione all'Immacolata fosse profanato da una manifestazione di pubblica pornografia e in virtù di questo abbiamo deciso riparare questo grave scandalo con l'unico mezzo possibile: la preghiera ed il rosario, a loro volta pubblici».
Come mai il riferimento alla Beata Giovanna Scopelli?
«È certamente significativo per due motivi: prima di tutto è una beata reggiana molto importante, protettrice della città. In secondo luogo, chi conosce la vita di questa vergine carmelitana vissuta nel XV secolo sa che ella ha speso tutta la sia vita nel sacrificio e, in particolare, nella preghiera per la Chiesa. Questa processione è fatta proprio per amore alla Santa Chiesa Cattolica».
A quali modelli vi siete ispirati per il video che promuove la processione?
«Nel video è mostrata una processione del Corpus Christi presieduta dal Servo di Dio Papa Pio XII e alcune processioni mariane dei primi del secolo scorso. Abbiamo utilizzato dei filmati un po’ remoti, è vero, ma la loro bellezza a nostro parere rimane immutata e difficilmente oggi si riesce a trovare processioni altrettanto solenni».
Come giudicate la benedizione ricevuta dal cardinale Raymond Leo Burke con la sua firma alla vostra richiesta?
«Ha subito attacchi di ogni genere in questi giorni, specialmente sui social network. Questo è assurdo. Un cardinale della Romana Chiesa ha benedetto una processione di preghiera, che ha l'obiettivo di riparare uno scandalo pubblico. Il catechismo ad oggi in vigore dice che gli atti omosessuali sono atti “intrinsecamente disordinati”. Ciò che non è ordine, ma disordine, va contro Dio ovviamente, Egli rispecchia l'Ordine per eccellenza; in particolare quando si parla di legge naturale. Creare polemica su di un cardinale che ha benedetto un gruppo di persone che si troveranno a pregare è cosa senza senso. O forse dovremmo dire un pretesto».
Pensava che la risposta del cardinale Burke ieri alla Gazzetta sarebbe stata più diretta o dobbiamo pensare a pressioni all’interno della Chiesa?
«Trovo la risposta di sua eminenza Raymond Leo Burke più che adeguata alla situazione. Personalmente, non posso che essergli infinitamente riconoscente per la vicinanza e attenzione che riserva a noi semplici fedeli, da straordinario pastore qual è».
Lecito attendersi qualche sorpresa con altri nomi illustri del clero?
Plausibile. Devo dire che all'inizio non ci aspettavamo affatto un’eco così dirompente per la nostra processione di riparazione, ma evidentemente in tanti in Italia devono essere stati positivamente colpiti da questa piccola opera di devozione. Del resto, sono diversi anni che in una città italiana non si organizza una processione di riparazione ad un Gay Pride».
Come giudica l’operato di Papa Francesco?
«Non conosco le opinioni di tutti i 2000 membri del comitato e non credo che l'operato del Papa rientri nel merito della questione».
L’assessore comunale Serena Foracchia ha parlato di “estremismi” e “di un possibile attacco alla visione della nuova Chiesa del pontefice”. Come risponde?
«Ritengo le affermazioni dell'assessore Foracchia semplicemente prive di costrutto, partorite con il solo ed unico intento di provocare».
Alberto Nicolini, presidente Arcigay Gioconda, ha detto che “Papa Francesco non va all’indietro come alcuni gruppi cattolici vorrebbero andare”, definendovi “anonimi organizzatori che non stanno nascondendo la loro ideologia”, “gruppi molto forti che combattono contro la modernità”, temendo sia “una manifestazione politica”.
«Non conosco Nicolini, ma lo ringrazio a nome del Comitato per l'importanza con cui vuole onorarci. Tuttavia, a differenza di ciò che si vuole far credere, mi sento di dire che la minoranza qui siamo tuttalpiù noi. Lo dimostrano gli attacchi ricevuti da ogni parte in questo periodo. Ripetiamo: siamo dei cattolici che si troveranno a pregare in riparazione di una grave offesa recata a Dio e al Sacro Cuore di Gesù, null'altro»
Come risponde a don Giordano Goccini, responsabile della pastorale giovanile, che commenta “non si risponde a una provocazione con una provocazione”, prendendo le distanze dal Comitato?
«In realtà vorremmo lasciare la risposta a qualche confratello di don Goccini, che di fatto ha già risposto. Ho letto la lettera di questo don Giorgio Bellei e pur non conoscendolo posso dire questo: una risposta chiara, pacata, ed argomentata. Da sacerdote a sacerdote. L'ha pubblicata proprio la Gazzetta quindi non c'è bisogno di rispolverarla. Posso solo aggiungere che mettere sullo stesso piano un Gay Pride e una processione di preghiera appare quantomeno sfrontato».
Il manifesto da voi creato per promuovere la processione è stato alterato dall’Arcigay. Come giudicate la loro azione?
«Volgare e ripugnante. A conferma del rispetto che codesti signori hanno verso Nostro Signore Gesù Cristo, la Sua Chiesa ed i cattolici reggiani».
Il 3 giugno ci sarà la processione. Chi volesse partecipare come può fare?
«Semplicemente recarsi alle 10.30 alla Porta Santo Stefano e accompagnarci nella preghiera. Per ulteriori informazioni può sempre iscriversi al gruppo Facebook del comitato: Comitato “Beata Giovanna Scopelli”».
La Questura fino a lunedì sera aveva indicazioni diverse sulla partenza (piazza Gioberti). Dove occorre andare?
«I dati inseriti nella nuova locandina sono quelli concordati con la Questura, con tanto di preavviso firmato. Non ci risulta essere cambiato niente. La Questura ha i nostri recapiti, perciò se fosse cambiato qualcosa ci avrebbe contattati. Il ritrovo sarà all'inizio di Porta Santo Stefano, vicino all'edicola notturna».
Che segnale lancerete con la vostra processione?
«Il segnale di una Chiesa viva e militante, che non è disposta a cedere di un sol passo nel cammino di santificazione personale e sociale. Fedeli alla testimonianza dei santi e dei martiri che ci hanno preceduto, fra cui la Beata Giovanna Scopelli e prima di lei il dottore della Chiesa Santa Caterina da Siena, la quale ci ricorda di “Aver taciuto abbastanza: è ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue perché io vedo che, a forza di silenzio, il Mondo è marcito”».
Se qualcuno dovesse fare azioni provocatorie nei vostri confronti come reagirete?
«Se dovessero disturbare la processione, come immaginiamo, risponderemo di conseguenza: ad ogni bestemmia intoneremo ancora più forte una lode all'Altissimo, ad ogni insulto pregheremo con più intensità per coloro che ci offendono, ad ogni parola d'odio risponderemo con l'Amore di Cristo».
Cosa cambierà dopo il 3 giugno? Il Comitato continuerà ad operare?
«Lasciamo questa risposta a chi di dovere: la Divina Provvidenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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