Sicurezza delle scuole, minoranze unite
di Ambra Prati
Quasi tutti i gruppi d’opposizione della Val d’Enza insieme per fare pressione sulle giunte comunali per i criteri antisismici
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SANT’ILARIO. Una serata di approfondimento sulla sicurezza sismica delle scuole della Val d’Enza, alla presenza dei consiglieri regionali reggiani. L’incontro pubblico, dal titolo “Sicurezza delle scuole” – previsto per lunedì prossimo, 29 maggio alle 21, al centro culturale di Mavarta di Sant’Ilario – è un unicum nel suo genere.
Anzitutto perché, per la prima volta, l’appuntamento ha unito le forze di diversi gruppi di minoranza degli otto Comuni della Val d’Enza, che intendono effettuare una ricognizione con uno sguardo più “alto” rispetto ai confini comunali, in un’ottica di Unione. Tra i promotori, infatti, figurano la maggioranza delle liste di opposizione: Maurizio Vergallo (Bibbiano Bene Comune), Marco Bertolini (Gattatico Bene Comune), Enrico Maccieri (Lavorare per Sant’Ilario), Liusca Boni (Cavriago Città Aperta), Natasha Cersosismo (M5S Cavriago), Fabio Zanchin (M5S San Polo), Marco Arduini (Solidarietà e Partecipazione di San Polo), Mauro Caldini (M5S Montecchio), Paolo Del Sante (centrodestra Gattatico), Sergio Monticelli (centrodestra Sant’Ilario), Marcella Menozzi, Flavio Ferrari e Marco Orlandini (Cambia Sant’Ilario).
«Il dato politico è che per la prima volta liste di ispirazione diversa e opinioni diverse fanno fronte comune per il bene dei ragazzi e degli insegnanti – spiega Alberto Iotti, ex consigliere di minoranza di Lavorare per Sant’Ilario, che si è occupato a lungo del tema e che introdurrà la discussione, coordinata da Davide Nitrosi –. L’obiettivo è “aiutare” le amministrazioni e spingere ogni giunta affinché consideri la sicurezza degli edifici scolastici una priorità assoluta. Anche i consiglieri regionali (Yuri Torri di Sinistra Italiana, Silvia Prodi del Gruppo Misto, Gabriele Delmonte Lega Nord e Gianluca Sassi del Movimento 5 Stelle) hanno aderito subito: il loro compito sarà illustrare lo stato dei provvedimenti messi in campo in Emilia Romagna e, soprattutto, come intercettare i fondi regionali finalizzati alla conformità sismica».
Già, perché ormai la partita si decide esclusivamente a palazzo Aldo Moro, sede della Regione. «Le risorse possono provenire solo dalla Regione, ma il punto è che non si capisce perché certi Comuni sono immobili e altri invece sono veloci ad intercettare i fondi».
Il problema delle scuole vetuste – e delle palestre annesse, alcune delle quali costruite a pilastri non ancorati, come i capannoni implosi nel Modenese – si ripresenta fotocopia in ogni Comune della Val d’Enza, prosegue Iotti. Ma le singole giunte procedono in ordine sparso, determinando una situazione a macchia di leopardo.
«Le ultime scuole costruite in Val d’Enza risalgono a metà anni ’80; direi che le ultime edificate sono state le medie ed elementari di Campegine – ricorda Iotti –. Però alcune amministrazioni hanno fatto scelte coraggiose, come ad esempio Montecchio, che ha sforato il patto di stabilità pur di costruire ex novo. Altre, come Quattro Castella, hanno messo in cima alla lista gli istituti. Altre ancora, come Bibbiano, hanno preferito per tempo procedere a ristrutturazioni».
Accanto a questi “velocisti”, però, secondo le minoranze, coabitano giunte al palo, con edifici con grosse criticità. Iotti indica tra la retroguardia «Sant’Ilario, Gattatico, Campegine (ma all’iniziativa non ha aderito alcun gruppo di Campegine, nonostante l’11 giugno vi siano le elezioni amministrative - ndr) e Cavriago, dove si è proposto un referendum per decidere se costruire una materna nuova o ristrutturare quella esistente. In questi Comuni le maggioranze non approfittano dei fondi regionali».
Iotti conclude sottolineando che l’assemblea sarà pubblica e aperta a tutti, «cittadinanza e amministratori compresi. Non abbiamo preclusioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Anzitutto perché, per la prima volta, l’appuntamento ha unito le forze di diversi gruppi di minoranza degli otto Comuni della Val d’Enza, che intendono effettuare una ricognizione con uno sguardo più “alto” rispetto ai confini comunali, in un’ottica di Unione. Tra i promotori, infatti, figurano la maggioranza delle liste di opposizione: Maurizio Vergallo (Bibbiano Bene Comune), Marco Bertolini (Gattatico Bene Comune), Enrico Maccieri (Lavorare per Sant’Ilario), Liusca Boni (Cavriago Città Aperta), Natasha Cersosismo (M5S Cavriago), Fabio Zanchin (M5S San Polo), Marco Arduini (Solidarietà e Partecipazione di San Polo), Mauro Caldini (M5S Montecchio), Paolo Del Sante (centrodestra Gattatico), Sergio Monticelli (centrodestra Sant’Ilario), Marcella Menozzi, Flavio Ferrari e Marco Orlandini (Cambia Sant’Ilario).
«Il dato politico è che per la prima volta liste di ispirazione diversa e opinioni diverse fanno fronte comune per il bene dei ragazzi e degli insegnanti – spiega Alberto Iotti, ex consigliere di minoranza di Lavorare per Sant’Ilario, che si è occupato a lungo del tema e che introdurrà la discussione, coordinata da Davide Nitrosi –. L’obiettivo è “aiutare” le amministrazioni e spingere ogni giunta affinché consideri la sicurezza degli edifici scolastici una priorità assoluta. Anche i consiglieri regionali (Yuri Torri di Sinistra Italiana, Silvia Prodi del Gruppo Misto, Gabriele Delmonte Lega Nord e Gianluca Sassi del Movimento 5 Stelle) hanno aderito subito: il loro compito sarà illustrare lo stato dei provvedimenti messi in campo in Emilia Romagna e, soprattutto, come intercettare i fondi regionali finalizzati alla conformità sismica».
Già, perché ormai la partita si decide esclusivamente a palazzo Aldo Moro, sede della Regione. «Le risorse possono provenire solo dalla Regione, ma il punto è che non si capisce perché certi Comuni sono immobili e altri invece sono veloci ad intercettare i fondi».
Il problema delle scuole vetuste – e delle palestre annesse, alcune delle quali costruite a pilastri non ancorati, come i capannoni implosi nel Modenese – si ripresenta fotocopia in ogni Comune della Val d’Enza, prosegue Iotti. Ma le singole giunte procedono in ordine sparso, determinando una situazione a macchia di leopardo.
«Le ultime scuole costruite in Val d’Enza risalgono a metà anni ’80; direi che le ultime edificate sono state le medie ed elementari di Campegine – ricorda Iotti –. Però alcune amministrazioni hanno fatto scelte coraggiose, come ad esempio Montecchio, che ha sforato il patto di stabilità pur di costruire ex novo. Altre, come Quattro Castella, hanno messo in cima alla lista gli istituti. Altre ancora, come Bibbiano, hanno preferito per tempo procedere a ristrutturazioni».
Accanto a questi “velocisti”, però, secondo le minoranze, coabitano giunte al palo, con edifici con grosse criticità. Iotti indica tra la retroguardia «Sant’Ilario, Gattatico, Campegine (ma all’iniziativa non ha aderito alcun gruppo di Campegine, nonostante l’11 giugno vi siano le elezioni amministrative - ndr) e Cavriago, dove si è proposto un referendum per decidere se costruire una materna nuova o ristrutturare quella esistente. In questi Comuni le maggioranze non approfittano dei fondi regionali».
Iotti conclude sottolineando che l’assemblea sarà pubblica e aperta a tutti, «cittadinanza e amministratori compresi. Non abbiamo preclusioni».
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