Gazzetta di Reggio

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Stranieri multati, riscossi 26.000 euro in un anno 

di Luciano Salsi
Stranieri multati, riscossi 26.000 euro in un anno 

Successo della ditta a cui è stato affidato il recupero delle contravvenzioni Poma, comandante della Municipale: «Arrivano dove noi non possiamo» 

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REGGIO EMILIA. Non era facile, per il Comune, incassare le contravvenzioni comminate a cittadini stranieri, che perlopiù rimanevano insolventi. La situazione è migliorata da quando, alla metà dell’anno scorso, il servizio di riscossione è stato affidato alla ditta fiorentina Nivi Credit srl, che percepisce il 33 per cento più Iva delle somme effettivamente incamerate.
Da allora sono stati elevati ai proprietari di automezzi con targa estera 3123 verbali, equivalenti a un totale 261mila euro da incassare. La legge prevede che le relative notifiche siano inviate nel giro di 365 giorni, mentre per le contravvenzioni di cittadini italiani la scadenza è di novanta giorni. Finora la ditta appaltatrice ha inviato 1108 notifiche, corrispondenti a 93mila euro, ed ha riscosso 26mila euro, equivalenti agli importi di 302 verbali. «Il risultato – riferisce Roberto Montagnani, dirigente dell’ufficio appalti del Comune – è stato tale da aver già superato le previsioni di incasso inizialmente preventivate».
Perciò con una determinazione dirigenziale dello scorso 15 maggio sono stati aggiunti 35mila euro ai 13mila stanziati nel bilancio 2016 a favore di Nivi Credit per le somme che, presumibilmente, saranno dovute a questa società. Secondo Montagnani la spesa ulteriore, che fa salire il totale a 48mila euro, è motivata dal buon esito della riscossione, dimostrato dalla terza relazione inviata dalla ditta appaltatrice.
«L’introduzione di detto servizio – si legge nella determinazione dirigenziale – ha permesso al comando della Polizia municipale di raggiungere con minore sforzo e una maggiore efficacia i cittadini stranieri contravventori, ai quali fare pervenire le notifiche dei verbali elevati, permettendo agli stessi di individuare più facilmente le informazioni e le modalità del pagamento di quanto addebitato ». Stefano Poma, comandante della Municipale, manifesta altrettanta soddisfazione per i risultati dell’appalto: «Questa ditta – dice – è riuscita a fare quello che supera le capacità operative del Comune. All’estero, infatti, non si possono praticare le riscossioni coattive come in Italia. Si deve cercare la mediazione dei consolati e procedere per mezzo di avvocati. Quando un agente ferma un automezzo straniero per contestargli una contravvenzione lo può sequestrare finché non ottiene il pagamento. Ma solitamente le violazioni del codice della strada non sono riscontrate in presenza del conducente. Quindi si deve poi fare una laboriosa ricerca per individuarne la residenza all'estero e notificargli il verbale».
Le difficoltà non sono le stesse nelle diverse nazioni. È meno arduo incassare le multe in Germania, Francia e Svizzera. Le cose si complicano in Polonia, Romania, Albania e Moldavia, per non parlare dei paesi africani, da cui, però, arrivano spesso persone sprovviste di automezzi propri. «Sorprendentemente – riferisce Poma – uno dei Paesi che opponevano maggiori resistenze al pagamento delle contravvenzioni era San Marino, prima che fosse firmato un accordo con le autorità italiane. Gli immigrati sono tenuti ad immatricolare il proprio mezzo in Italia dopo avervi trasferito la residenza da un anno. I cittadini extracomunitari rischiano, altrimenti, una denuncia per importazione illegale».

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