Arrestati tre spacciatori in poche ore
di Leonardo Grilli e Tiziano Soresina
Gli stranieri sono stati presi dalla polizia in piazza Gioberti, via Gonzaga e via Veneri mentre stavano cedendo alcune dosi
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REGGIO EMILIA. Tre spacciatori presi dalla polizia reggiana in poche ore, intercettati dagli agenti mentre stavano cedendo delle dosi ai loro clienti. È il bilancio dei controlli antidroga effettuati dalle pattuglie della questura fra lunedì e martedì in alcune zone critiche della città, grazie anche alle segnalazioni e al contributo dei cittadini.
Il primo arresto è avvenuto lunedì mattina ed è forse il più sorprendente visto il posto scelto dallo spacciatore per incontrare i propri acquirenti: piazza Gioberti all’incrocio con via Emilia Santo Stefano, in pieno centro storico e a due passi dalla sede della prefettura. Questa arroganza però è costata cara a Michael Okojie, nigeriano di 37 anni già noto alle forze dell’ordine. Durante un pattugliamento, infatti, gli uomini della squadra mobile hanno sorpreso l’africano proprio durante un rapido scambio con un altro uomo. Frazioni di secondo che sono però bastate a tradirlo. I poliziotti hanno così fermato i due e li hanno perquisiti, trovando nelle tasche dell’italiano 1,6 grammi di cocaina divisi in due dosi, mentre in possesso di Okojie gli 80 euro ottenuti con lo scambio. Ieri mattina, in tribunale, Okojie non ha risposto alle domande del giudice Simone Medioli Devoto. L’avvocato difensore Angelo Russo ha parlato di modica quantità di droga, del non essere il nigeriano nè in possesso di strumenti per il confezionamento delle dosi, nè stabilmente inserito nel traffico di stupefacenti. Ma un peso devono aver avuto i precedenti penali, i 350 euro in contanti e i due cellulari trovati in possesso del 37enne che è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione.
Il secondo arresto è avvenuto appena poche ore dopo il primo, ad effettuarlo sempre la squadra mobile nel pomeriggio di lunedì. Gli agenti, dopo diverse segnalazioni da parte dei residenti, stavano pattugliando via Veneri quando hanno sorpreso uno straniero mentre effettuava uno scambio di droga. Hanno quindi cominciato a seguirlo e, dopo nemmeno un’ora, ecco che è avvenuta un’altra vendita. A quel punto sono intervenuti scoprendo che Festus Esezobor, nigeriano di 41 anni con diversi precedenti penali e già condannato per gli stessi reati nel 2010 e nel 2013, aveva ceduto tre involucri di cocaina dal peso di 0,9 grammi e due di eroina da 0,85 grammi. In udienza – sempre ieri – Esezobor ha detto che quella droga era per suo uso personale, da qui la richiesta d’assoluzione da parte dell’avvocato difensore Vittorio Spagni nel giudizio poi instauratosi con rito abbreviato. Ma il giudice è stato di diverso avviso, condannando il 41enne a sei mesi di reclusione, intimandogli anche il divieto di dimora a Reggio (il nigeriano vive a Brescia).
Il terzo spacciatore finito con le manette ai polsi, infine, è stato acciuffato dagli agenti dell’ufficio immigrazione della questura. I poliziotti si erano recati martedì in via dei Gonzaga per dei controlli serali circa l’effettiva presenza di stranieri all’interno di uno stabile. Giunti sul posto sono però stati attratti da alcuni movimenti sospetti di un uomo che cercava di non farsi notare, provando a dileguarsi. La pattuglia lo ha quindi fermato: si tratta di un cittadino tunisino irregolare su territorio italiano, il 30enne Samir Beled, già noto alle forze dell’ordine sempre per episodi legati allo spaccio. In suo possesso quattro grammi di stupefacente fra cocaina ed eroina. Difeso dal legale Alfonso Boni, il nordafricano ha replicato ieri in udienza, dicendo che la droga era destinata ad un consumo di gruppo, fra amici. Se ne riparlerà in tribunale il 6 giugno, ma ora Beled ha il divieto di dimora a Reggio.
Il primo arresto è avvenuto lunedì mattina ed è forse il più sorprendente visto il posto scelto dallo spacciatore per incontrare i propri acquirenti: piazza Gioberti all’incrocio con via Emilia Santo Stefano, in pieno centro storico e a due passi dalla sede della prefettura. Questa arroganza però è costata cara a Michael Okojie, nigeriano di 37 anni già noto alle forze dell’ordine. Durante un pattugliamento, infatti, gli uomini della squadra mobile hanno sorpreso l’africano proprio durante un rapido scambio con un altro uomo. Frazioni di secondo che sono però bastate a tradirlo. I poliziotti hanno così fermato i due e li hanno perquisiti, trovando nelle tasche dell’italiano 1,6 grammi di cocaina divisi in due dosi, mentre in possesso di Okojie gli 80 euro ottenuti con lo scambio. Ieri mattina, in tribunale, Okojie non ha risposto alle domande del giudice Simone Medioli Devoto. L’avvocato difensore Angelo Russo ha parlato di modica quantità di droga, del non essere il nigeriano nè in possesso di strumenti per il confezionamento delle dosi, nè stabilmente inserito nel traffico di stupefacenti. Ma un peso devono aver avuto i precedenti penali, i 350 euro in contanti e i due cellulari trovati in possesso del 37enne che è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione.
Il secondo arresto è avvenuto appena poche ore dopo il primo, ad effettuarlo sempre la squadra mobile nel pomeriggio di lunedì. Gli agenti, dopo diverse segnalazioni da parte dei residenti, stavano pattugliando via Veneri quando hanno sorpreso uno straniero mentre effettuava uno scambio di droga. Hanno quindi cominciato a seguirlo e, dopo nemmeno un’ora, ecco che è avvenuta un’altra vendita. A quel punto sono intervenuti scoprendo che Festus Esezobor, nigeriano di 41 anni con diversi precedenti penali e già condannato per gli stessi reati nel 2010 e nel 2013, aveva ceduto tre involucri di cocaina dal peso di 0,9 grammi e due di eroina da 0,85 grammi. In udienza – sempre ieri – Esezobor ha detto che quella droga era per suo uso personale, da qui la richiesta d’assoluzione da parte dell’avvocato difensore Vittorio Spagni nel giudizio poi instauratosi con rito abbreviato. Ma il giudice è stato di diverso avviso, condannando il 41enne a sei mesi di reclusione, intimandogli anche il divieto di dimora a Reggio (il nigeriano vive a Brescia).
Il terzo spacciatore finito con le manette ai polsi, infine, è stato acciuffato dagli agenti dell’ufficio immigrazione della questura. I poliziotti si erano recati martedì in via dei Gonzaga per dei controlli serali circa l’effettiva presenza di stranieri all’interno di uno stabile. Giunti sul posto sono però stati attratti da alcuni movimenti sospetti di un uomo che cercava di non farsi notare, provando a dileguarsi. La pattuglia lo ha quindi fermato: si tratta di un cittadino tunisino irregolare su territorio italiano, il 30enne Samir Beled, già noto alle forze dell’ordine sempre per episodi legati allo spaccio. In suo possesso quattro grammi di stupefacente fra cocaina ed eroina. Difeso dal legale Alfonso Boni, il nordafricano ha replicato ieri in udienza, dicendo che la droga era destinata ad un consumo di gruppo, fra amici. Se ne riparlerà in tribunale il 6 giugno, ma ora Beled ha il divieto di dimora a Reggio.
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